Mod. 231 e Sistemi di Gestione Ambientale: perché certificarsi?

L’introduzione di alcuni reati ambientali tra i reati-presupposto previsti dal D.Lgs. 231/01, avvenuta con il D.Lgs. 121/2011, non è stata accompagnata da una presunzione di conformità dei sistemi di gestione ambientale, come avvenuto invece  per quelli conformi alla BS OHSAS 18001 in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro (art.30 del D. Lgs. 81/2008).

Sono quindi molti gli incontri e i convegni che cercano di evidenziare l’utilità derivante dall’introduzione di un sistema di gestione ambientale (SGA) conforme alla ISO 14001 ai fini della creazione e dell’applicazione di un “Modello 231”.

Premesso che l’adozione e l’efficace attuazione di un Modello Organizzativo non è obbligatorio, i principali aspetti ambientali rilevanti ai fini dei reati presupposto di un’organizzazione del settore agricolo e alimentare sono:
  • Scarichi idrici
  • Rifiuti
  • Inquinamento del suolo
  • Emissioni in atmosfera
  • Biodiversità
Un elenco aggiornato dei reati previsti dal D. Lgs. 231 è disponibile qui.

Da notare che la maggior parte di questi sono rilevanti anche ai fini della responsabilità per danno ambientale.

L’attuazione di un efficace SGA è particolarmente importante perché molti reati presupposto di natura ambientale ricomprendono fattispecie di natura colposa, che assumono una criticità maggiore se associati ad un vantaggio per l’impresa (es. minori costi).

Volendo riassumere brevemente gli elementi di un SGA ISO 14001 a sostegno di un Modello Organizzativo 231 possiamo in prima battuta inserire:
  • Una volontà documentata dell’Alta Direzione (Politica)
  • Una chiara, definita e coinvolta struttura organizzativa (persone, ruoli, responsabilità, autorità).
  • Formazione, informazione ed addestramento sviluppati a tutti i livelli dell’organizzazione.
  • Definizione di programmi, procedure e documenti specifici (es: registro aspetti ambientali, scadenziario etc)
  • Definizione ed esecuzione di controlli operativi e monitoraggi
  • Capacità a prevenire, provare e gestire le emergenze.
  • Raccolta ed analisi dei dati.
  • Riesame del pregresso, nuovi obiettivi e strategie.
Una considerazione a parte merita l’esistenza di un'Analisi Ambientale Iniziale (AAI).

L’AAI è tipicamente il primo passo verso l’introduzione di un SGA e rappresenta uno dei punti più delicati perché punta all’identificazione gli aspetti ambientali e alla valutazione della loro significatività in tutte le condizioni (anomale, normali e di emergenza).

Ai fini del Modello 231 è quindi una fase fondamentale perché dovrebbe contenere un'attenta valutazione della legislazione applicabile e delle attività o prassi esistenti in azienda atte a garantire la “conformità legislativa”.

E’ un documento di sicuro interesse per l’Organismo di Vigilanza previsto dalla 231, soprattutto nel caso in cui il SGA venga implementato successivamente al Modello Organizzativo 231.  

Altro aspetto da non trascurare è la valutazione della significatività, la quale potrebbe contenere elementi quanti-qualitativi finalizzati a identificare e quantificare il “rischio ambientale complessivo”  ai fini del Modello 231 (es. sanzioni correlate, responsabilità per danno ambientale . . . ).

Altri due elementi da valutare attentamente sono:
  • gli obblighi di informazione nei confronti dell’OdV che devono essere integrati con l’applicazione del punto 4.4.3 relativo alla comunicazione ambientale.
  • L’integrazione tra la gestione delle Non Conformità tipica dei SGA (leggasi anche Azioni Correttive e Preventive) e il sistema disciplinare previsto dai Modelli Organizzativi 231.
Per le organizzazioni che operano in uno Stato Membro dell’Unione Europea, un approfondimento specifico merita anche il ruolo delle certificazioni rilasciate in ambito accreditato.

Infatti, l ’Unione Europea attribuisce un ruolo sempre maggiore alle certificazioni accreditate, sia per favorire la circolazione delle merci tra gli Stati membri che per garantire la tutela di interessi pubblici, come la salute e la sicurezza in generale, la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro, la protezione dei consumatori e dell’ambiente".

Per questo motivo ha emanato il Regolamento 765/2008 ed è proprio in applicazione di questo che in Italia è nato Accredia,  l'Ente unico nazionale di accreditamento, riconosciuto dallo Stato il 22 dicembre 2009, nato come Associazione senza scopo di lucro, dalla fusione di SINAL e SINCERT e con il contributo di SIT - INRIM, ENEA e ISS.

E’ quindi evidente che i certificati rilasciati in ambito accreditato dovrebbero assumere una valenza maggiore per gli Organismi di Vigilanza.

Da segnalare inoltre che le organizzazioni certificate in ambito accreditato hanno la possibilità di dimostrare che:
  • il SGA  è stato verificato da un'organizzazione esterna competente in materia ( 3 volte in un triennio).
  • I verificatori sono persone qualificate e utilizzano metodi di conduzione degli audit definiti a livello internazionale.
  • I certificati sono stati rilasciati nel rispetto del Regolamento Tecnico RT-09 e dei Rapporti Tecnici UNI/TR 11311 e UNI/TR 11405.
L'accreditamento conferma inoltre  che l’Organismo di certificazione garantisce:
  • Imparzialità: rappresentanza di tutte le Parti interessate all'interno dell'Organismo/Laboratorio.
  • Indipendenza: gli auditor e i comitati preposti al rilascio della certificazione/rapporto garantiscono oltre alla competenza anche l'assenza di conflitti di interesse con l'organizzazione da certificare.
  • Correttezza: le norme europee vietano la prestazione di consulenze sia direttamente che attraverso società collegate.
  • Competenza: l'accreditamento attesta in primo luogo che il personale addetto all'attività di verifica sia culturalmente, tecnicamente e professionalmente qualificato.