Ambiente e sostenibilità

27/07/2015

Gli Stati membri dell’ONU si sono impegnati a raggiungere gli 8 “Obiettivi di Sviluppo del Millennio” (MDG) fissati dalle stesse Nazioni Unite, in base alla cosiddetta Dichiarazione del Millennio firmata nel settembre 2000.

Uno degli obiettivi – il settimo, MDG7 – riguarda il raggiungimento della “sostenibilità ambientale”Quali sono i risultati raggiunti nel settore, a metà del 2015?

Sono 4 i “sotto-obiettivi” principali del MDG7: integrare i principi dello sviluppo sostenibile nelle politiche dei vari Paesi, invertendo la tendenza allo spreco delle risorse ambientali; ridurre significativamente il processo di annullamento della biodiversità; dimezzare la percentuale di popolazione senza accesso sostenibile ad acqua potabile e servizi igienici di base; ottenere un significativo miglioramento delle condizioni di vita di almeno 100 milioni di abitanti delle baraccopoli.

Quale è la situazione nel dettaglio, ad oggi?

Per quanto riguarda il primo punto, nonostante una netta riduzione dell’utilizzo di sostanze dannose per l’ozono, le emissioni di CO2 nell’atmosfera hanno subito un aumento di circa il 50% dal 1990 ad oggi, con buoni risultati da parte dell’Eurozona ma pessimi per quanto riguarda Paesi come Cina ed Ind ia. Riguardo invece alla deforestazione, nonostante la perdita di 13 milioni di ettari nel primo decennio del XXI secolo, la “perdita netta” di foreste – su cui influisce sia l’espansione naturale delle foreste che una massiccia opera di imboschimento di zone precedentemente senza piante, grazie soprattutto a strategie attuate in America Latina nonché in Ruanda e Vietnam – è stata ridotta da 8.3 milioni di ettari annui degli anni ’90 a circa 5.2 nel primo decennio del secolo in corso.

Per quanto concerne la protezione della biodiversità, nonostante gli sforzi abbiano portato a far sì che gli ecosistemi protetti nel 2012 coprissero una porzione del pianeta – tra terraferma ed aree marine – pari al 14% del totale, diverse specie risultano in calo sia a livello quantitativo che per quanto riguarda la distribuzione nelle varie aree del pianeta.

Risultati ottimi arrivano invece sul versante del dimezzamento della percentuale di popolazione senza accesso all’acqua potabile, un obiettivo raggiunto già nel 2010, cioè 5 anni prima del previsto. Tuttavia, nonostante ben 2.3 milioni di persone abbiano avuto accesso all’acqua potabile tra il 1990 ed il 2012, sono ancora 600 milioni (al 2015) quelle per cui non c’è ancora alcun accesso.

Meno bene è andata per quanto riguarda i servizi igienici in quanto – nonostante un quarto della popolazione mondiale abbia ottenuto l’accesso ai servizi – un miliardo di persone (di cui più dell’80% in Paesi considerati a livello medio di reddito) continua ancora ad espletare i propri bisogni fisiologici all’aperto, mentre sono 2.5 miliardi le persone dei Paesi in via di sviluppo in cui mancano ancora servizi igienici adeguati.

Obiettivo pienamente raggiunto invece per quanto riguarda il miglioramento delle condizioni di vita nelle baraccopoli, con un miglioramento della situazione per oltre 200 milioni di persone, un numero doppio (e raggiunto con netto anticipo) rispetto al target fissato con scadenza 2020. Il rovescio della medaglia è invece rappresentato dall’aumento della popolazione complessiva delle stesse baraccopoli che – a causa del processo di urbanizzazione – hanno visto una crescita da 650 milioni di persone (nel 1990) a più di 860 milioni ad oggi. (Fonte: http://it.ibtimes.com/)