BIOCHAR: l'ok dell'Italia, prima in UE

28/09/2015

Con la modifica degli allegati 2, 6 e 7 del Decreto Legislativo 29 Aprile 2010, n.75 inserita in Gazzetta Ufficiale il 12 agosto 2015 inizia una nuova era per il Biochar, che potrà essere usato come ammendante.

Il biochar è un prodotto solido utilizzabile come ammendante le cui caratteristiche dipendono dal processo di produzione da cui deriva e dalla materia prima utilizzata. Si ottiene mediante Processo di carbonizzazione di prodotti e residui di origine vegetale provenienti dall’agricoltura e dalla silvicoltura, oltre che da sanse di oliva, vinacce, cruscami , noccioli e gusci di frutta, cascami non trattati della lavorazione del legno, in quanto sottoprodotti delle attività connesse. Il processo di carbonizzazione è la perdita di idrogeno, ossigeno e azoto da parte della materia organica a seguito di applicazione di calore in assenza, o ridotta presenza, dell’agente ossidante, tipicamente l’ossigeno.
A tale decomposizione termochimica è dato il nome di pirolisi / piroscissione.

Particolarmente interessante risulta il biochar da residui di potatura, anche ai fini della riduzione dei gas serra, derivante dalla presenza di una frazione di carbonio più stabile.