Collegato ambientale: i vantaggi per le aziende

20/01/2016


L’approvazione del Collegato Ambientale, avvenuta in via definitiva il 22 dicembre 2015, rappresenta un punto chiave nella diffusione degli appalti verdi come volano per la promozione della “green economy”.  L’ordinamento legislativo nazionale, infatti, si arricchisce di una norma che premia quelle aziende che hanno intrapreso un percorso di caratterizzazione ambientale delle proprie attività e dei loro prodotti. Ecco in breve le principali opportunità.

L'articolo 18 disciplina l'applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) negli appalti pubblici per le forniture e negli affidamenti dei servizi nell'ambito delle categorie previste dal Piano d'azione per la sostenibilità ambientale dei consumi – PAN GPP. In particolare tale articolo rende obbligatoria l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM), approvati e di futura approvazione, per il 100% del valore posto a base d’asta per le categorie di appalto con le quali si consegue l’efficienza energetica negli usi finali (illuminazione pubblica,attrezzature elettriche ed elettroniche per l’ufficio e servizi energetici per gli edifici); per almeno il 50% per le altre tipologie di appalto.

Garanzie ridotte grazie a EMAS, ISO 14001, Ecolabel e Carbon Footprint
L'articolo 16 prevede che le garanzie a corredo dell’offerta possano essere ridotte del 30% grazie alla registrazione EMAS del 20% grazie alla certificazione ISO 14001 nelle gare di lavori, servizi o forniture. Mentre nella gare di servizi o forniture la certificazione Ecolabel da diritto a una riduzione del 20% dell'importo a garanzia e la carbon footprint a una riduzione del 15%.
Lo stesso articolo integra il marchio Ecolabel e il considerazione dell'intero ciclo di vita di opere, beni e servizi nei criteri di valutazione delle offerte secondo il ”principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”.

L'articolo 17 prevede che il possesso di determinate certificazioni di tipo ambientale (EMAS e Ecolabel, certificazioni ISO 14001 e 50001), costituiscano titoli preferenziali richiesti nell'assegnazione di contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale.

Ulteriori disposizioni in materia di criteri ambientali minimi sono contenute nell'articolo 19, riguardante il monitoraggio dell’applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici, che dovrà essere condotto dall’Autorità Nazionale Anti Corruzione tramite dell’Osservatorio sui contratti pubblici.

L'articolo 21 prevede l'istituzione di uno Schema nazionale volontario per la valutazione e la comunicazione dell'impronta ambientale (“Made Green in Italy”), al fine di promuovere la competitività del sistema produttivo italiano nel contesto della crescente domanda di prodotti green.

L'articolo 23 definisce misure finalizzate a incentivare l'acquisto di prodotti riciclati o derivanti dal recupero degli scarti e dei materiali rivenienti dal disassemblaggio dei prodotti.
(Fonte: http://www.acquistiverdi.it/)