Conciliazione vita lavoro 2012

14/11/2012

Sancita nella seduta del 25 ottobre 2012 della Conferenza Stato Regioni l’intesa sul documento Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per il 2012.

Il documento, muovendo da recenti indagini ISTAT sul fenomeno, individua priorità, tipologia di azioni da incentivare, modalità di realizzazione dei progetti e ripartizione del fondo destinato alla conciliazione vita-lavoro su base regionale.

Sono 15 milioni 182mila le persone che nel 2010 hanno dichiarato di occuparsi regolarmente di figli coabitanti minori di 15 anni, altri bambini, adulti malati, disabili o anziani. Di queste la maggioranza sono donne che molto spesso rinunciano a lavorare in modo totale o parziale anche a causa della mancanza di servizi di supporto.

Con l’obiettivo quindi di favorire le pari opportunità, accrescere la produttività delle imprese favorendo la partecipazione di donne e uomini al mercato del lavoro senza sacrificare l’equilibrio della vita familiare, la Conferenza unificata ha individuato tra le priorità per la conciliazione vita-lavoro:
  • il miglioramento dei servizi di cura e di altri servizi alla persona;
  • il sostegno a tipologie contrattuali “amiche della famiglia”;
  • il supporto a misure di welfare aziendale;
  • la promozione dello strumento dei congedi parentali tra i padri per favorire una più equilibrata ripartizione dei carichi familiari.
L’intesa prevede inoltre che i programmi attuativi siano presentati in tempi contenuti e messi immediatamente in cantiere.

Con funzioni di sorveglianza e monitoraggio sarà costituito un gruppo presso il dipartimento delle Pari Opportunità composto da due rappresentanti dello stesso dipartimento per le Pari Opportunità, due del dipartimento per la Famiglia, due rappresentanti delle Regioni, uno dell’ANCI e uno dell’UPI.

Si propone infine l’individuazione in ogni Regione di un referente che coordini le politiche per la conciliazione collegando gli interventi attuati dai diversi assessorati.

Il progetto sarà finanziato con 15.000.000 di euro ripartiti tra Regioni in virtù della realtà produttiva. (Fonte: quotidianosicurezza.it)