Confermata condanna a INAIL per tumore da esposizione a telefonia cellulare

17/10/2012

E' recente la sentenza della Corte di Cassazione – Sezione lavoro (Presidente La Terza e Relatore Bandini) n. 17438 emessa il 3 ottobre 2012 e depositata il 12 ottobre scorso che ha confermato la decisione della Corte d'appello di Brescia del 10 - 22.12.2009 che condannò l'Inail a corrispondere ad un lavoratore una rendita per malattia professionale (con un’invalidità all'80%) per aver contratto, in conseguenza dell'uso lavorativo di telefoni cordless e cellulari all'orecchio sinistro, una grave patologia tumorale al nervo cranico trigemino.

Oggi verrebbe condannato il DATORE DI LAVORO perchè i fatti contestati risalgono al 2002 quando la valutazione dei CEM non era ancora obbligatoria. 

Questo significa che in ambito di Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro chi ha fatto una valutazione sulla base della norma CENELEC EN 50499 ha prodotto solamente carta, avendo di fatto eliminato aprioristicamente dalla valutazione fonti di rischio come cordless e cellulari, e mette a rischio il DATORE di LAVORO da una possibile condanna.

Il tema è dunque quello delle malattie professionali cosiddette “non tabellate”  (allegate al D.P.R. n.1124 del 1965, con le successive modifiche ed integrazioni).

A partire infatti dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 179 del 1988 si deve ritenere “malattia professionale” non soltanto quella compresa nelle suddette tabelle,  ma ogni malattia di cui sia comunque provata la causa di lavoro, con l’introduzione anche in Italia del c.d. “sistema misto”.

La condanna dell’Inail si basava sull’individuazione di un nesso di causalità tra l’esposizione alle radiazioni emesse dai telefoni utilizzati per svolgere l’attività lavorativa e l’insorgere della patologia accertata dalla CTU che aveva evidenziato che per un periodo di 12 anni il dipendente dell’impresa aveva utilizzato il telefonino per 5/6 ore al giorno per svolgere la sua attività all’interno della società per cui lavorava, che l’esposizione all’apparecchio avveniva sempre sulla parte sinistra del volto, che proprio su questo punto del corpo si era sviluppato la patologia degenerativa e che affidabili studi epidemiologici avevano dimostrato l’esistenza del nesso causale tra l’esposizione alle onde elettromagnetiche e l’insorgenza della patologia.