Green Economy: verso gli Stati Generali

13/08/2012

Quali azioni può intraprendere l'Italia per "ecoinnovare" il Paese e favorire la green economy?

A questa domanda ha risposto l'assemblea programmatica 'Sviluppo dell'Ecoinnovazione', che si è svolta in preparazione degli Stati Generali della Green Economy, previsti a Rimini il 7-8 novembre prossimi nell'ambito di Ecomondo.

Il Bel Paese, dicono gli esperti, deve optare per un politica ambientale che incentivi il rispetto delle norme già esistenti e ne vari di nuove, puntare sulla formazione e sulla comunicazione per creare nuove competenze e sensibilizzare i cittadini, favorire la creazione di prodotti e servizi a basso impatto ambientale, finanziare la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica, sia nell'ambito pubblico che privato e supportare le imprese del settore e renderle competitive a livello internazionale. Solo così riuscirà a  favorire l'ecoinnovazione.

L'obiettivo, secondo Roberto Morabito, Responsabile dell'Unità Tecnica Tecnologie Ambientali dell'Enea e coordinatore del gruppo di lavoro sull'ecoinnovazione "è quello di un radicale cambiamento verso nuovi sistemi di produzione e consumo basati su un approvvigionamento ed un utilizzo sostenibile delle risorse e una riduzione/eliminazione delle emissioni e dei conseguenti impatti, che porti gradualmente al disaccoppiamento assoluto tra crescita, utilizzo delle risorse e impatti sugli ecosistemi".

Vediamo, allora, nel dettaglio, le 5 azioni che il Piano nazionale per lo sviluppo, diffusione ed implementazione dell'ecoinnovazione 'made in Italy', strumento prioritario per l'avvio di questo percorso dovrebbe comprendere

1. Mirare ad una politica ambientale che offra un quadro normativo coerente a vari livelli che promuova l'ecoinnovazione tramite l'applicazione di norme esistenti riviste e il varo di nuove norme;

2. Avviare un programma di formazione/informazione nazionale che sappia, da una parte, preparare nuove competenze/professionalità e, dall'altra, favorire cambi di stili di vita, approcci culturali, consenso sociale verso le tecnologie, i processi, i servizi e i prodotti ecoinnovativi.

3. Promuovere a tutti i livelli di prodotti e servizi basati su un uso sostenibile delle risorse e su bassi impatti ambientali, lungo tutto il loro ciclo di vita, mediante la promozione di marchi, etichette, etc.;

4.Puntare su una forte cabina di regia per mettere a sistema il patrimonio nazionale di competenze sia nel pubblico (università ed enti di ricerca), sia nel privato, in cui, ad esempio, i Ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico promuovano joint venture con mondo scientifico e imprese per coniugare insieme sostenibilità e competitività.

5. Supporto alle imprese. L'Italia è uno dei più importanti Paesi industriali al mondo e il secondo Paese manifatturiero europeo e come tale deve affrontare la sfida globale della competitività in un orizzonte di sostenibilità. Produzione sostenibile e uso efficiente dell'energia e approvvigionamento sostenibile e uso efficiente dei materiali sono le due facce dello strumento con il quale affrontare la sfida. (Fonte: Roberta Ragni, Greenbiz.it)