Il digestato è un sottoprodotto

08/10/2012

Con l’entrata in vigore dal 12 agosto 2012 della Legge 134/2012 che ha convertito il Dl 83/2012 ("Dl Crescita"), è stata introdotta una importante novità in materia ambientale, tra cui l''inclusione tra i sottoprodotti (articolo 184-bis, Dlgs 152/2006) del digestato ottenuto in impianti aziendali o interaziendali dalla digestione anaerobica.
 
La disposizione, contenuta nell’articolo 52, comma 2 bis del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante Misure urgenti per la crescita del Paese, è stata  definitivamente approvata nella legge di conversione del decreto e prevede che sia considerato “ sottoprodotto il digestato ottenuto in impianti aziendali o interaziendali dalla digestione anaerobica, eventualmente associata anche ad altri trattamenti di tipo fisico-meccanico, di effluenti di allevamento o residui di origine vegetale o residui delle trasformazioni o delle valorizzazioni delle produzioni vegetali effettuate dall'agro-industria, conferiti come sottoprodotti, anche se miscelati fra loro e utilizzato ai fini agronomici.

Con Decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, sono definite le caratteristiche e le modalità di impiego del digestato equiparabile, per quanto attiene agli effetti fertilizzanti e all'efficienza di uso, ai concimi di origine chimica, nonché le modalità di classificazione delle operazioni di disidratazione, sedimentazione, chiarificazione, centrifugazione ed essiccatura”.
 
La stessa Cassazione penale a pochi giorni di distanza (sentenza 31 agosto 2012, n. 33588) confermò le conclusioni del Tar che aveva escluso il digestato dalla nozione di rifiuto trattandosi di materiale agricolo naturale non pericoloso che il privato non intendeva abbandonare e usato per produrre biogas senza danneggiare ambiente o salute umana (articolo 185, Dlgs 152/2006), e in ogni caso riconducibile a sottoprodotto (articolo 184-bis) in quanto la parte liquida (liquido di sgrondo) era conseguenza inevitabile della produzione dell'insilato di mais, il liquido era comunque utilizzato nel processo di produzione del biogas e senza ulteriori trattamenti e aveva capacità fertilizzante.