Prodotti verdi: la CE propone norme comuni più chiare

07/05/2013

La Commissione europea ha lanciato una serie di misure per valutare le performance ambientali dei prodotti e delle organizzazioni, incoraggiando gli Stati membri e il settore privato ad adottarle.

Secondo Bruxelles  le aziende che oggi vogliono evidenziare le prestazioni ambientali dei loro prodotti si trovano a dover affrontare numerosi ostacoli, dovendo districarsi tra i diversi metodi dei vari paesi, con il risultato che sono costrette a pagare di piú.

Inoltre, secondo l'ultima indagine di Eurobarometro sui "Green Products", il 48% dei consumatori europei è confuso dal flusso di informazioni ambientali che riceve.

Per questo la richiesta che arriva soprattutto da associazioni di categoria, è quella di garantire un approccio unirario fondato su valutazioni di carattere scientifico e analisi del ciclo di vita.

Volta a fornire informazioni ambientali comparabili e trasparenti, a dare fiducia ai consumatori, agli investitori e alle imprese, questa proposta intende standardizzare le normative e le pratiche in materia di prodotti "verdi" all'interno dell'Unione.

A tal fine, la Commissione ha identificato una metodologia per misurare le proprietà ecologiche per tutto il ciclo di vita rispettivamente dei prodotti e delle organizzazioni.

Queste metodologie non sono obbligatorie: spetterà quindi agli Stati membri e alle organizzazioni interessate applicarle su base volontaria.

Principio cardine dell'Unione è quello di legiferare in funzione dei bisogni reali della popolazione. Per questo, la Commissione ha deciso di avviare una fase di prova volontaria della durata di tre anni, durante i quali verranno consultate diverse parti interessate per l'eventuale elaborazione di norme che siano specifiche ai settori e prodotti ai quali si applicano.

I soggetti interessati possono partecipare alle consultazioni tramite i portali internet dedicati ai prodotti (Product Environmental Footprint) e alle organizzazioni (Organisation Environmental Footprint).

Solo in una seconda fase, previa analisi dei risultati raccolti durante i tre anni di prova, la Commissione potrà proporre un quadro legislativo dettagliato ed esclusivo, perché aziende e consumatori non debbano più perdersi nell'intricato labirinto della green economy.

Lo stesso Commissario per l'Ambiente Janez Potočnik ha sottolineato come la via per favorire una crescita sostenibile sia la certificazione di prodotti "conosciuti e riconoscibili" dai consumatori, perché sia possibile fare scelte coscienti, in maniera facile e veloce. Inoltre, omogeneizzando le pratiche, verranno ridotti i costi amministrativi che gravano attualmente sulle imprese.

Commercializzare prodotti a basso impatto ambientale deve rappresentare un potenziale profitto per l'industria, non un rischio. Esse devono poter vantare la qualità dei loro prodotti senza dover far fronte a eccessive barriere amministrative. (Fonte: Rinnovabili.it)