RAEE: al via registro

20/10/2014

In funzione da oggi il nuovo registro online per i siti di trattamento e stoccaggio di RAEE. A presentarlo il Centro di Coordinamento RAEE, che spiega come l’iscrizione sia di fatto obbligatoria per tutti quei soggetti titolari di impianti che trattano, conservano o gesticono rifiuti elettrici ed elettronici.

L’obbligo di iscrizione al portale del Centro di Coordinamento RAEE scatta in ottemperanza al D.Lgs 49/2014, emanato in ricezione della nuova Direttiva Europea in materia di rifiuti elettronici ed elettrici. La procedura vedrà coinvolte centinaia di aziende, per le quali il CdC ha predisposto un percorso agevolato sul proprio sito per consentire di svolgere la pratica rapidamente e senza costi. Si verrà così a creare anche una banca dati per la rilevazione generale della raccolta, come ha spiegato Fabrizio D’Amico, presidente del Centro di Coordinamento RAEE:

L’iscrizione al Portale consentirà di fare un vero e proprio censimento degli impianti di messa in riserva e trattamento di questa particolare tipologia di rifiuti. Ancora più importante sarà, poi, la raccolta dei dati sui quantitativi trattati che, in aggiunta ai dati già in possesso del CdC RAEE, permetterà di avere una fotografia sulla situazione e sui trend di questo importante settore della green economy.

Al fine di agevolare la raccolta di tali dati, prescritta dall’articolo 33 del citato decreto in merito ai RAEE di origine sia professionale che domestica, il Centro di Coordinamento ha previsto una funzione specifica nell’aria riservata del portale. Come ha sottolineato Fabrizio Longoni, direttore generale del CdC RAEE:

La scelta di creare il Registro direttamente online fa parte della nostra cultura che, negli anni, ha permesso di semplificare al massimo gli aspetti burocratici della gestione dei RAEE.

Gli impianti di trattamento potranno perfezionare l’iscrizione in pochi click e, successivamente, comunicare i dati con estrema semplicità. Questo ci permetterà di averli disponibili in tempo reale e utilizzarli per le elaborazioni e per la reportistica, una parte importante del nostro lavoro.
 
Previste infine sanzioni economiche per chi non dovesse mettersi in regola, da un minimo di 2.000 a un massimo di 20.000 euro. Verrà in aggiunta presentata una diffida a iscriversi: nel caso venisse ignorato questo ulteriore avviso potrà avvenire la revoca dell’autorizzazione a trattare i rifiuti. I controlli saranno affidati a Regioni e Province. (Fonte: greenstyle.it)