Rapporto nazionale 2011 sulla sicurezza

03/01/2013

Il sistema di sorveglianza Passi (*) ha pubblicato, il 13 dicembre, il Rapporto nazionale 2011 sulla sicurezza sul lavoro, realizzato con la collaborazione dell’Istituto Superiore di Sanità (ISST) e il Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM).

Passi ha raccolto l’esigenza informativa espressa da alcune Regioni, prevedendo un modulo opzionale, al quale hanno aderito, nel 2010 la Valle d’Aosta, la Lombardia, la P.A. di Trento, il Veneto, la Liguria, l’Emilia-Romagna, la Toscana, le Marche, il Lazio, la Campania e  la Puglia, e, nel 2011 anche il Piemonte, il  Friuli Venezia Giulia, il Molise, la Basilicata, la Calabria e la Sardegna.
L’indagine ha preso in esame questi aspetti del mondo del lavoro:
  • la percezione del rischio di infortunio o malattia in ambito lavorativo;
  • la prevalenza di interventi di informazione e formazione sui rischi lavorativi;
  • la diffusione dell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.
Il modulo è stato somministrato a 35.880 lavoratori intervistati (14.866 del 2010 e 21.014 del 2011).
Credo di fare cosa gradita ai lettori della rubrica nell’offrire la sintesi dei risultati del Rapporto attraverso la disamina dei diversi capitoli che mi sono sembrati, tutti, di grande interesse.

Primo aspetto, la percezione del rischio di subire un infortunio sul lavoro. Il 14% dei lavoratori intervistati considera assente la possibilità di subire un infortunio, il 59%  una possibilità bassa, il 23% alta e il 4% molto alta.
In particolare, la percezione del rischio di subire un infortunio è più alta tra i lavoratori occupati nell’edilizia (57%), nei trasporti (48%) e nell’agricoltura (43%).

Con riferimento alle mansioni, la percezione è più alta nei conducenti (74%), seguono le Forze dell’ordine e militari (65%),  gli infermieri- tecnici sanitari (49%) e  gli operatori socio-sanitari (45%).
La percezione è maggiore tra le Regioni del Sud (31%) rispetto a quelle del Nord (25%) e del Centro (26%).

(*) Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia (PASSI). È il sistema che opera dal gennaio 2007 “con l’obiettivo di effettuare un monitoraggio a 360 gradi sullo stato di salute della popolazione adulta (18-69 anni) italiana, attraverso la rilevazione sistematica e continua delle abitudini, degli stili di vita e dello stato di attuazione dei programmi di intervento che il Paese sta realizzando per modificare i comportamenti a rischio. Nella sua accezione classica, la sorveglianza di popolazione consiste in una raccolta continua e sistematica di dati la cui interpretazione viene messa a disposizione di coloro che devono progettare, realizzare e valutare interventi in salute pubblica”. (Fonte: Quotidianosicurezza.it)