Sicurezza e benessere nelle scuole

25/05/2015

Sicurezza e benessere nelle scuole. Pubblicata da Inail l’edizione 2015 di un volume che affronta i temi della salute di alunni e personale, la sicurezza sul lavoro negli istituti scolastici, la prevenzione, la salubrità degli ambienti, analizzando due aspetti chiave: qualità dell’aria ed ergonomia.

Rischio biologico, chimico, microclima, comfort microclimatico, acustico, gli arredi. Il volume prende le mosse da un protocollo d’intesa siglato nel 2007 da Inail e Ministero dell’Istruzione per azioni di sensibilizzazione comuni, e riporta sia i risultati di un’indagine di campo condotta con alcuni Rspp su alcune scuole superiori di Roma e provincia, sia lunghe e dettagliate trattazioni dei tipi di rischio, delle misure di prevenzione, della normativa alla quale fare riferimento.
Con l’obiettivo di accrescere la conoscenza, formare e informare gli stessi attori delle realtà scolastiche.

Sicurezza sul lavoro nelle scuole


Gli aspetti connessi all’igiene e alla sicurezza sul lavoro assumono rilevanza anche in ambito scolastico. In primo luogo va sottolineata l’importanza di formare su questa specifica disciplina una popolazione scolastica particolarmente numerosa: preparare gli studenti, ovvero i lavoratori del domani, ad affrontare tali aspetti rappresenta un sicuro investimento sul futuro e quindi un efficace strumento di prevenzione.
[…] La promozione della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro implica, inoltre, l’adozione di comportamenti consapevoli della rischiosità degli ambienti di lavoro e, in tale contesto, la cultura della prevenzione va sviluppata a partire da conoscenze e comportamenti virtuosi che devono essere acquisiti già in età scolare”.

Qualità dell’aria, microclima


Ambienti indoor con destinazioni d’uso differenti, outdoor. L’aspetto della qualità dell’aria (IAQ) è trattato presentando trattazioni e dati rispetto a quattro chiavi principali: rischio chimico, rischio biologico, rischio Radon, microclima.
Trovano ragion d’essere qui il titolo X D.Lgs. n. 81/2008, l’articolo 267 dello stesso Testo unico sicurezza lavoro, il contatto diretto e indiretto, la malattie virali, parassitosi, patologie allergiche, i bioaerosol, la legionellosi, la Sick Building Syndrome (SBS) e le Building Related Illnesses (BRI).

Quindi le principali sorgenti di contaminazione, i composti organici volatili, l’aria, l’uomo, le piante, le apparecchiature, le fonti di allergeni come insetti, acari, muffe
e i conseguenti parametri microbiologici per il controllo e la valutazione dell’IAQ.
E inoltre il microclima, con le condizioni degli ambienti di lavoro che possono variare a seconda delle differenze nel ciclo produttivo, altura o sotterranei, orientameto edifici, natura dei materiali. A esso si affiancano le valutazioni conseguenti riguardanti il cosiddetto benessere termico, il bilancio termico dell’organismo.

Rischio chimico, Radon


Per quanto riguarda il rischio chimico, vengono discusse le fonti di inquinamento, i relativi agenti inquinanti, riscontrabili nei materiali da costruzione, o nei mobili, negli impianti di condizionamento. E viene ricordato come “il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. disciplina la valutazione del rischio chimico nel Titolo IX, Capo I (Protezione da agenti chimici) e Capo II (Protezione da agenti cancerogeni e mutageni), dettandone criteri, metodi e finalità”.

Affontato poi il tema del Radon. “Le scuole rientrano a tutti gli effetti tra gli ambienti in cui la concentrazione del radon può raggiungere, in determinate situazioni, livelli tali da rappresentare un rischio. Il Capo III-bis del D.Lgs. 241 del 31.10.2000, in attuazione della direttiva 96/29/Euratom in materia di protezione sanitaria della popolazione  e dei lavoratori contro i rischi derivanti dalle radiazioni ionizzanti, tratta l’esposizione dei lavoratori alle radiazioni ionizzanti di origine naturale. In esso vengono riportate le attività per le quali deve essere valutata ed eventualmente ridotta l’esposizione dei lavoratori alle sorgenti naturali di radiazioni ionizzanti, con particolare riguardo al radon”.

Ergonomia


Il microclima, ovvero il comfort microclimatico va a sfociare negli aspetti riguardanti la comodità, la presenza corretta dei nostri corpi in un ambiente di lavoro. E lo fa attaverso il dispendio metabolico e il rendimento meccanico, l’isolamento prodotto dal vestiario.
Rientrano poi in quest’area, il clima acustico, il rumore e il Testo Unico Titolo VIII, Capo II:Protezione dei lavoratori contro i rischi di esposizione al rumore durante il lavoro, il comfort acustico, i requisiti per i videoterminali, l’intelligibilità del parlato, il tempo di riverberazione, il rumore di fondo.

E ancora gli arredi ovviamente, prima fonte per comprendere lo stesso significato del termine ergonomia (dal greco érgon, lavoro e nomos, regola) ” la scienza che studia l’interazione tra gli esseri umani, le macchine o le attrezzature di lavoro e gli ambienti di lavoro in cui vengono svolte le varie attività”.
Tra gli arredi i banchi, le sedie, con le imbottiture, le sedute, la profondità, oggetti noti a chiunque, familiari, e di conseguenza attori principali della vita scolastica. Presenze fisse sulle quali porre la necessaria attenzione.

Nell’ambiente scolastico l’ergonomia è il più importante mezzo di prevenzione, in quanto consente di studiare le caratteristiche della postazione dello studente e di pianificare le strategie finalizzate ad aumentare le condizioni di benessere minimizzando il dispendio energetico nonché il sovraccarico biomeccanico del rachide e degli arti (superiori e inferiori), facilitando l’apprendimento.
Poiché l’età scolastica coincide con quella della crescita, abituare il corpo al mantenimento della postura ottimale favorisce il corretto sviluppo fisico; in un’ottica ergonomica, è quindi opportuno migliorare le condizioni posturali degli studenti durante la loro permanenza nell’ambiente scolastico”. (Fonte: http://www.quotidianosicurezza.it/)