Acquisti responsabili: la futura ISO 20400

07/09/2016

La futura norma ISO 20400 fornirà alle imprese - indipendentemente dalla loro dimensione e dal tipo di attività svolta - una guida su come integrare la responsabilità sociale nei propri processi di acquisto così come definito dalla famosa norma ISO 26000 “Guida alla responsabilità sociale”.

I 14 Paesi che partecipano al tavolo di lavoro in sede ISO - compresa l’Italia - hanno deciso di prolungare lo stadio di Draft International Standard (DIS) - in cui si trova in questo momento la futura norma - al fine di perfezionarne il testo.

Un acquisto può essere considerato “sostenibile” se porta vantaggi sociali, economici e ambientali a lungo termine. Si tratta di un tema particolarmente delicato. Al giorno d’oggi, infatti, chi gestisce le commesse - in qualsiasi parte del mondo si trovi - non può più considerarsi esente da responsabilità per ciò che accade ai propri fornitori.

Da una ricerca condotta nell’ambito della campagna internazionale ‘Change Your Shoes’ su 23 marchi dell’industria mondiale delle calzature è emerso che molti grandi marchi del settore, anche italiani, continuano a fare poco per difendere I lavoratori della catena di subfornitura.

Dai risultati della ricerca è risultato infatti evidente che le aziende devono operare con maggiore impegno affinché la valutazione dei rischi legati alle attività di impresa sia effettuata in modo sistematico e sia garantito nelle filiere globali il rispetto dei diritti umani e dei lavoratori.

Molto resta ancora da fare con riferimento ad aspetti di fondamentale importanza, come il salario dignitoso, la salute e la sicurezza sul lavoro, la libertà di associazione, la trasparenza e la divulgazione di informazioni in forma pubblica. Il rapporto fotografa la situazione attuale in relazione all’applicazione dei principi di due diligence in materia di diritti umani e rileva la chiara necessità di attuare processi di miglioramento (Fonte: Rapporto Change Your Shoes 2016 “Calpestare I diritti dei lavoratori”).
Quindi, di fronte a più livelli di subappaltatori e di appalti transfrontalieri, le regolamentazioni nazionali non possono più costituire le uniche leve per regolare queste pratiche. Da qui l’idea di disporre di una norma di riferimento, messa a punto con e per gli utilizzatori, basata su un modello di applicazione volontaria, che permetta alle imprese più virtuose di distinguersi.
Questo è l’obiettivo fondamentale della futura norma sugli acquisti sostenibili ISO 20400 per la quale si è recentemente conclusa una fase importante.

Più di mille i commenti ricevuti
Lo scorso maggio i 14 Paesi che partecipano al comitato tecnico ISO/PC 277 (gestito congiuntamente da Brasile e Francia) sono stati invitati a esprimere il proprio parere sul progetto di norma, alla luce dei numerosissimi commenti ricevuti durante la fase dell’inchiesta pubblica. Nel corso di una riunione svoltasi a Sydney il comitato tecnico ha quindi deciso di prolungare lo stadio DIS della norma in modo da arrivare a un DIS 2.

“A fronte dei mille commenti ricevuti - anche da parte di grandi organizzazioni internazionali quali l’OCSE e l’ONU - gran parte dei contenuti della norma sono stati rivisti. C’è ancora dibattito su alcune definizioni come quella di necessaria diligenza, di gestione del rischio e di costi globali. I concetti di base della norma non sono assolutamente messi in discussione ma hanno bisogno di essere ulteriormente chiariti. Questo è il motivo per cui le parti coinvolte hanno deciso di prolungare lo stadio di Draft International Standard” - spiega Isabelle Lambert, segretario dell’ISO/PC 277.

Secondo Ornella Cilona (CGIL Nazionale) presidente della Commissione tecnica UNI sulla Responsabilità sociale delle organizzazioni “La futura ISO 20400 presenta molti aspetti in comune con la ISO 26000, le Linee Guida sulla responsabilità sociale. Entrambe queste norme promuovono, infatti, un ruolo diverso delle organizzazioni, che assumono la responsabilità delle proprie azioni e decisioni sulla società e sull'ambiente. Nella prossima riunione della Commissione, a metà settembre, discuteremo del DIS 2, impegnandoci a fondo, così come abbiamo fatto durante il processo di redazione di ISO 26000, affinché la nuova norma sugli acquisti sostenibili sia davvero al servizio delle organizzazioni responsabili del XXI secolo".

Questa nuova fase del progetto farà slittare la data di pubblicazione della norma vera e propria verso la metà del 2017. Entro la fine di quest’anno è prevista una riunione del comitato, che si terrà in Brasile, durante la quale si deciderà se pubblicare il documento come “Final Draft” (FDIS) fase dopo la quale sarà possibile apportare solo piccoli ritocchi al testo.
(Fonte: http://www.uni.com/)