Valutazione dei rischi

11/12/2013

Con la nota del 19 febbraio 2013, il Consiglio nazionale degli ingegneri (CNI) ha rivolto alla commissione per gli interpelli della Direzione generale per l'attività Ispettiva del Ministero del Lavoro un quesito relativo all'utilizzo o meno delle procedure standardizzate per la valutazione dei rischi, nel caso di attività che comportano rischi chimici e biologici per i lavoratori nelle aziende che occupano fino a 50 lavoratori.

La risposta del ministero del lavoro
La Commissione per gli interpelli, nella riunione del 24 ottobre 2013, ha richiamato gli articoli 29, comma 6 e 7, 223, comma 1 e 271, comma 1, del d.lgs. N .81/2008, ricordando che quando dalla valutazione ex art. 224, comma 2, d.lgs. n.81/2008 risulta che in azienda non si svolgono attività che espongono i lavoratori a rischio chimico, "il datore di lavoro di un'impresa che occupa fino a 50 lavoratori può adottare le procedure standardizzate di cui all'articolo 6, comma 8, lett. f), del d.lgs. n. 81/2008".

Vista l'analogia delle disposizioni di riferimento (vedi art. 271, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008), la commissione ritiene che le considerazioni su esposte valgono anche per il rischio biologico.

Naturalmente, conclude la commissione, qualora dall'esito della valutazione dei rischi non ricorrano le condizioni di mancata esposizione, "non sarà possibile utilizzare le procedure standardizzate". (Fonte: casaeclima.com)