Sicurezza sul Lavoro

Sicurezza sul Lavoro

Gestire la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro vuol dire sì prevenire e ridurre, ma anche migliorare.

Con l’entrata in vigore del D.Lgs 81/2008  non solo è aumentata la rilevanza giuridica della dimensione sociale nella prevenzione e nella gestione della salute e sicurezza, ma è anche stata ribadita l’importanza della “qualità delle relazioni” all’interno degli ambienti di lavoro (sistema di gestione, modello organizzativo).  

A conferma di ciò, viene chiarito che la stessa valutazione dei rischi dev’essere “finalizzata ad individuare le adeguate misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza” (Art.2 D.Lgs. 81/08).

Come dimostrare questo miglioramento nel tempo?

Quali caratteristiche (requisiti) deve avere un sistema di gestione per essere riconosciuto dal legislatore, anche ai fini dei reati-presupposto previsti dalla legislazione in materia di responsabilità amministrativa-penale (231/01)?

L'art. 30 del D.Lgs. 81/2008 contiene una precisa indicazione, ovvero che “in sede di prima applicazione, i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti detti per le parti corrispondenti.

Un infortunio è quindi un “fallimento organizzativo”.

Una gestione efficace comporta benefici economici?

Una ricerca condotta (2011) dall’ “International Social Security Association” in trecento aziende provenienti da quindici nazioni di ogni parte del mondo, ha evidenziato come gli investimenti in prevenzione abbiano un ritorno economico in diversi aspetti della azienda e producono un rapporto tra costi benefici (ROP Return on prevention) pari a 2,2.

Secondo la ricerca a fronte di un investimento in prevenzione per ogni lavoratore pari a 1334 € si producono benefici 2,2 volte superiori (pari a circa 2.900 € ).

Da non trascurare poi che la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro è uno degli aspetti caratteristici di una impresa “responsabile” o “sostenibile”.

SICUREZZA SUI LUOGHI DI LAVORO E 231

L’incremento delle responsabilità delle persone giuridiche derivante dall’applicazione del D.Lgs. 81/2008 rende critica l’efficace adozione di modelli organizzativi 231.

Vi è quindi la necessità di cambiare prospettiva rispetto agli obblighi in materia di salute e sicurezza che devono essere visti ancor di più come “obiettivi da condividere” nella gestione aziendale, in particolare quello del miglioramento continuo.

L’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 prevede –come ricordavamo- che i modelli di organizzazione aziendale definiti conformemente alle linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL) del 28 settembre 2001 o al British Standard OHSAS 18001:2007 si presumono conformi ai requisiti detti per le parti corrispondenti”.

L'adozione di questi modelli nelle imprese fino a 50 lavoratori rientra tra le attività promozionali finanziabili (articolo 11).

I modelli organizzativi orientati a prevenire reati specifici (quale appunto il Modello 231) devono tener conto di documenti interpretativi di riferimento:
  • eventuali direttive internazionali  (es: Federal    Sentencing    Guidelines)
  • Codici di Comportamento (di norma Linee Guida) emessi dalle principali associazioni di categoria
  • Dottrina e orientamenti giurisprudenziali più recenti