CSQA Certificazioni S.r.l. - Certificazione di qualità

Certificazioni di qualità e certificazione ambientale


Certificazione ISO 9000, ISO 9001, ISO 14001, ISO 22000, ISO 22005, OHSAS 18001, ISO 20000, ISO 27001, ISO 27005

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ISO 14001
EMAS
ISO 14040 LCA
PEFC
EPD
Emission trading
ISO 14064 Gas serra
Certificazione energetica
Biomasse
EN 16001
BS 8901
ISO 14001


Che cos'è

La ISO 14001 è una norma internazionale ad adesione volontaria, applicabile a qualsiasi tipologia di Organizzazione pubblica o privata, che specifica i requisiti di un sistema di gestione ambientale.

Questa norma, oltre ad avere il pregio di essere facilmente integrabile con altri sistemi di gestione conformi a norme specifiche (ISO 9000:00, OHSAS 18001), rappresenta il requisito fondamentale per un'eventuale registrazione EMAS.


Punti chiave

Prima di definire il sistema di gestione conforme alla ISO 14001 è necessario realizzare un'analisi ambientale, cioè raggiungere un'approfondita  conoscenza del contesto in cui opera l'Organizzazione.

E' necessario pertanto raccogliere tutte le informazioni di carattere tecnico, scientifico e legislativo utili ad evidenziare le caratteristiche ambientali attuali delle attività, dei prodotti e dei servizi dell' Organizzazione.

Dalla fotografia della situazione aziendale in rapporto all'ambiente, si dovrà quindi impostare e mantenere attivo un sistema di gestione ambientale conforme alla ISO 14001.


La famiglia ISO 14000

 


Iter di certificazione

CSQA è in grado di fornire alle aziende di ogni dimensione specifiche competenze in tutti i settori di attività legati al mondo dell'agroalimentare, del turismo, della formazione, dei servizi e della Pubblica Amministrazione e gestione del territorio in senso lato.

L'iter di certificazione è particolarmente snello e prevede:

  • La formulazione di un'offerta economica (senza impegno);
  • la stipula di un contratto di certificazione;
  • l'invio da parte dell'Organizzazione della documentazione richiesta;
    la visita di valutazione in Azienda da parte di valutatori esperti di settore.
    L'attività di verifica normalmente si svolge con una verifica della conformità legislativa e dell'analisi ambientale (Stage 1) e successivamente con l'audit sul sistema di gestione ambientale;
  • il rilascio dei certificati CSQA e IQNet e l'iscrizione dell'Organizzazione negli elenchi CSQA, Sincert e della Federazione CISQ.


Quali vantaggi

Un sistema di gestione ambientale certificato consente:

  • Controllo e mantenimento della conformità legislativa e monitoraggio delle prestazioni ambientali.
  • Agevolazioni nelle procedure di finanziamento e semplificazioni burocratiche/amministrative. 
  • Riduzione degli sprechi (consumi idrici, risorse energetiche, ecc.).
  • Strumento di supporto nelle decisioni di investimento o di cambiamento tecnologico.
  • Strumento di creazione e mantenimento del valore aziendale.
  • Strumento di salvaguardia del patrimonio aziendale e di trasparenza in operazioni di acquisizioni/fusioni (gestione dei rischi).
  • Garanzia di un approccio sistematico e preordinato alle emergenze ambientali.
  • Migliore rapporto e comunicazione con le autorità.
  • Miglioramento dell'immagine aziendale.


Perché CSQA

Perché il prestigio e la competenza dell'Ente che rilascia la certificazione danno un valore aggiunto alla certificazione ottenuta.

CSQA è accreditato da Accredia (ex Sincert).

Certificarsi con un ente accreditato significa affidabilità e credibilità a livello internazionale, sia per le imprese che per il consumatore finale.

Inoltre l'appartenenza di CSQA ad IQNet, la più grande associazione mondiale di enti di certificazione, nell'ambito della quale vengono mutuamente riconosciuti i certificati rilasciati dai membri appartenenti, garantisce alle aziende che ottengono i certificati CSQA / IQNet un documento di efficacia, riconoscibilità e di validità mondiale.


EMAS


Che cos'è

Il Regolamento europeo 761/2001 definisce un sistema comunitario di ecogestione e audit denominato EMAS, al quale può aderire volontariamente qualsiasi Organizzazione che intenda valutare e migliorare le sue prestazioni ambientali e comunicarle al pubblico.

Nella riunione del 28/02/2007 il Comitato Ecolabel - Ecoaudit ha adottato una nuova Procedura di Registrazione (rev. 5).

Le modifiche apportate permettono all'APAT di focalizzare l'attenzione sugli elementi chiave del miglioramento ambientale: i dati, gli indicatori di prestazione ambientale, gli obiettivi ed i programmi di miglioramento e, per i rinnovi, i trend positivi ed il raggiungimento degli obiettivi.


Punti chiave

L'organizzazione che intende aderire al Regolamento EMAS è tenuta a svolgere i seguenti compiti:

  • effettuare l'analisi ambientale iniziale con la quale viene stabilita la posizione iniziale dell'organizzazione rispetto alle condizioni ambientali;
  • stabilire la propria politica ambientale cioè gli obiettivi ed i principi generali di azione rispetto all'ambiente, definendo il quadro di riferimento per fissare obiettivi specifici e target;
  • elaborare il programma ambientale che contiene una descrizione delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi specifici ed i target, conseguenti alla politica ambientale;
  • attuare il sistema di gestione ambientale, conforme alla norma ISO 14001, che consente di sviluppare, mettere in atto, realizzare e mantenere la politica ambientale;
  • effettuare l'auditing, cioè svolgere una valutazione sistematica, periodica, documentata e obiettiva delle prestazioni dell'organizzazione, del sistema di gestione ambientale e dei processi destinati a proteggere l'ambiente;
  • redigere la dichiarazione ambientale, rivolta al pubblico, che comprende informazioni relative a:
      • storia del sito
      • politica ambientale
      • descrizione delle attività dell'Organizzazione
      • compendio di dati relativi all'analisi ambientale effettuata sul sito
      • tutti gli aspetti ambientali rilevanti.

Le Organizzazioni multi sito che intendono registrarsi EMAS possono elaborare una Dichiarazione Ambientale complessiva concernente più ubicazioni geografiche, purché gli impatti ambientali significativi di ogni sito vengano chiaramente identificati e specificati.


Iter di convalida

Il Regolamento stabilisce che la dichiarazione ambientale sia sottoposta ad esame per la convalida da parte di un Verificatore Ambientale Accreditato indipendente dall'impresa, quale CSQA.

L'iter prevede:

  • la formulazione di un'offerta economica (senza impegno);
  • la stipula di un contratto per l'attività di verifica;
  • l'invio da parte dell'Organizzazione a CSQA (verificatore accreditato) della domanda di convalida unitamente alla Dichiarazione Ambientale;
  • la visita di valutazione in Azienda da parte di valutatori esperti di settore (le aziende certificate ISO 14001:96 sono agevolate nella fase di verifica);
  • il rilascio della Convalida della Dichiarazione Ambientale, in seguito alla quale l'Azienda richiedente sarà inserita nell'apposito Elenco EMAS europeo .

Con la registrazione, le organizzazioni possono utilizzare un apposito logo. 


Quali vantaggi

L'adesione ad EMAS consente:

  • la riorganizzazione interna e conseguente crescita dell'efficienza
  • la riduzione dei costi a seguito di una razionalizzazione nell'uso delle risorse e nell'adozione di tecnologie più pulite
  • la crescita della motivazione dei dipendenti e della loro partecipazione, con conseguente riduzione delle conflittualità interne
  • la creazione di un rapporto di maggiore fiducia con gli organismi preposti al controllo ambientale e con quelli che rilasciano le autorizzazioni
  • la riduzione delle probabilità di eventi che possono arrecare danno all'ambiente
  • maggiori garanzie in termini di certezza del rispetto delle normative ambientali
  • la crescita delle conoscenze tecnico-scientifiche e loro uso per il miglioramento continuo delle prestazioni ambientale
  • la riduzione del carico burocratico (corsie preferenziali) per le organizzazioni aderenti ad EMAS
  • maggiori garanzie di accesso ai finanziamenti per le piccole imprese
  • l'incremento del valore patrimoniale per la garanzia di una corretta gestione ambientale che ne esalta la valutazione.


Perché CSQA

CSQA è uno dei pochi verificatori accreditati EMAS per il settore Agroalimentare.


Transizione a EMAS III

Il 22/12/2009 è stato pubblicato sulla G.U.E il nuovo regolamento CE 1221/2009 del 25 novembre 2009 che istituisce la nuova versione del sistema comunitario di ecogestione e audit il (EMAS III).
Ai sensi dell’art. 52 dall'11 gennaio 2009 non è più possibile registrare e quindi convalidare organizzazioni ai sensi del vecchio regolamento 761/2001 (EMAS II). 
Per le verifiche previste fino all’11 luglio 2010 (art. 51) è possibile richiedere una proroga di massimo 6 mesi della verifica (la cui approvazione spetta all'ISPRA).
Il giorno 4 febbraio CSQA parteciperà all'incontro annuale con ISPRA  a seguito del quale comunicherà le modalità e le tempistiche di gestione di transizione all'EMAS 3. 
 


ISO 14040 LCA


Che cos'è

L'analisi del ciclo di vita del prodotto, traduzione italiana di Life Cycle Assessment (LCA), è un metodo nato per aiutare a quantificare, interpretare e valutare gli impatti ambientali di uno specifico prodotto o servizio, durante l'intero arco della sua vita.

La valutazione include l'intero ciclo di vita del processo o attività, comprendendo l'estrazione e il trattamento delle materie prime, la fabbricazione, il trasporto, la distribuzione, l'uso, il riuso, il riciclo e lo smaltimento finale.

Il riferimento normativo internazionale per l'esecuzione degli studi di LCA è rappresentato dalle norme ISO della serie 14040:

  • UNI EN ISO 14040 (1998) Gestione ambientale, Valutazione del ciclo di vita, Principi di riferimento.
  • UNI EN ISO 14041 (1999) Gestione ambientale, Valutazione del ciclo di vita , Definizione dell'obiettivo e del campo di applicazione e analisi d'inventario.
  • UNI EN ISO 14042 (2000) Gestione ambientale, Valutazione del ciclo di vita, Valutazione dell'impatto del ciclo di vita
  • UNI EN ISO 14043 (2000) Gestione ambientale, Valutazione del ciclo di vita, Interpretazione del ciclo di vita.


Punti chiave

La struttura di LCA è suddivisa in quattro momenti principali:

  • Definizione degli obiettivi e del campo di applicazione: è la fase preliminare in cui sono definiti gli obiettivi e il campo di applicazione dello studio, l'unità funzionale, i confini del sistema studiato, il fabbisogno di dati, le assunzioni e i limiti, chi esegue e a chi è indirizzato lo studio, quale funzioni o prodotti si studiano, i requisiti di qualità dei dati.
  • Analisi d'inventario (LCI): consiste nella raccolta di dati e nelle procedure di calcolo volte a quantificare i flussi in entrata e in uscita rilevanti di un sistema di prodotto, in accordo all'obiettivo e al campo di applicazione.
  • Valutazione degli impatti (LCIA): La valutazione dell'impatto del ciclo di vita ha lo scopo di valutare la portata dei potenziali impatti ambientali utilizzando i risultati dell'analisi di inventario del ciclo di vita.
  • Interpretazione: è un procedimento sistematico volto all'identificazione, qualifica, verifica e valutazione dei risultati delle fasi di inventario e di valutazione degli impatti, al fine di presentarli in forma tale da soddisfare i requisiti dell'applicazione descritti nell'obiettivo e nel campo di applicazione, nonché di trarre conclusioni e raccomandazioni.


Iter di certificazione

L'iter di certificazione prevede:

  • la formulazione di un'offerta economica (senza impegno);
  • la stipula di un contratto di certificazione;
  • l'invio da parte dell'Organizzazione della documentazione richiesta (lo studio LCA in particolare);
  • la visita di valutazione in Azienda;
  • il rilascio del certificato CSQA.


Quali vantaggi

LCA è una metodologia di valutazione ambientale applicabile in ogni settore industriale o di servizi che fornisce una visione globale e dettagliata del sistema in osservazione, al fine di:

  • evidenziare e localizzare le opportunità di riduzione degli impatti ambientali collegati alla vita dei prodotti;
  • supportare decisioni interne in merito a interventi su processi, prodotti e attività;
  • informare il pubblico in merito all'impatto ambientale legato al ciclo di vita dei prodotti mediante successiva convalida della Dichiarazione Ambientale di Prodotto EPD;
  • identificare linee strategiche per lo sviluppo di nuovi prodotti o servizi;
  • paragonare tra loro prodotti  con la medesima funzione;
  • migliorare le relazione con le istituzioni;
  • valutare e confrontare gli effetti legati a diverse politiche ambientali e di gestione delle risorse;
  • l'ottenimento del marchio di qualità ecologica per il sistema prodotto cui l'analisi si riferisce;
  • approfondire la valutazione ambientale del sistema di prodotto nel contesto di un'analisi ambientale per il Sistema di Gestione Ambientale - EMAS o ISO 14001.


Perché CSQA

Perché il prestigio e la competenza dell'Ente che rilascia la certificazione danno un valore aggiunto alla certificazione ottenuta.

CSQA è stato il primo ente nell'agroalimentare a certificare uno studio LCA.


PEFC





Che cos'è

PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) è una Certificazione Forestale , che si fonda sul rispetto dei criteri e degli indicatori definiti nelle Conferenze Ministeriali per la Protezione delle Foreste in Europa (Helsinki 1993, Lisbona 1998).

Lo schema PEFC certifica tutta la filiera legno

  • Nella fase produttiva certifica con lo schema GFS - Gestione  Forestale Sostenibile (Sustainably Managed Forest). L'Organizzazione che intende certificarsi deve implementare un sistema gestionale che si faccia carico dei criteri e degli indicatori PEFC. In sostanza si valuta la gestione e l'uso delle foreste e dei terreni forestali in un'ottica di sviluppo sostenibile.
  • Nella fase di trasformazione del prodotto certifica con lo schema CoC - Catena di Custodia (Chain of Custody). L'Organizzazione che intende certificarsi deve garantire la rintracciabilità della materia prima legno certificata all'interno del processo di trasformazione, e mantenere inequivocabile la provenienza da foreste certificate.

Presentazione in pdf

Domande e risposte


Iter di certificazione

  • Formulazione di un'offerta economica (senza impegno);
  • stipula di un contratto di certificazione;
  • invio da parte dell'Organizzazione della documentazione richiesta;
  • visita di valutazione in Azienda da parte di valutatori esperti di settore. L'attività di verifica normalmente si svolge con una verifica della conformità legislativa e dell'analisi ambientale (Stage 1) e successivamente con l'audit sul sistema di gestione ambientale;
  • rilascio del certificato CSQA


Quali vantaggi

Consente di utilizzare il marchio PEFC sui prodotti certificati, sia per la GFS- Gestione  Forestale Sostenibile che per la CoC - Catena di Custodia, acquisendo maggiore visibilità e credibilità e conseguente  accesso sui mercati internazionali.


Perché CSQA

Perché il prestigio e la competenza dell'Ente che rilascia la certificazione danno un valore aggiunto alla certificazione ottenuta.
CSQA, oltre all'accreditamento PEFC, ha ottenuto l'accreditamento SINCERT per la Gestione Forestale Sostenibile e la Catena di Custodia PEFC.


EPD


Che cos'è

Dichiarazione Ambientale  di Prodotto (EPD - Environmental Product Declaration - ) è uno schema di certificazione volontaria di prodotto, nato in Svezia ma di valenza internazionale, sviluppato in applicazione della UNI ISO 14025:2006 - Etichettatura Ambientale di Tipo III. Si tratta di un documento che permette di comunicare informazioni oggettive, confrontabili e credibili relative alla prestazione ambientale di prodotti e servizi. Le informazioni contenute nella EPD hanno carattere esclusivamente informativo (in pratica non prescrivono soglie prestazionali).

La norma di riferimento svedese è rappresentata da General Programme Instructions for environmental product declarations (attualmente in vers. 1.0 del 2008): in essa (e nei suoi annex) sono contenuti, oltre alla descrizione del nuovo International EDP SYstem, i requisiti e le linee guida per lo sviluppo di EPD e PCR.


Punti chiave

  • Realizzare un bilancio energetico - ambientale del prodotto/servizio applicando lo strumento LCA (Life Cycle Assessment - ISO 14040);
  • strutturare un sistema gestionale per il controllo delle prestazioni ambientali;
  • redigere la Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD), ossia un  documento che consenta di comunicare le prestazioni ambientali di un sistema di prodotto alle parti interessate. Rispetto alla vecchia norma ora è possibile sviluppare: una EPD completa, una EPD per singola tematica - es. Climate Declaration -, una EPD di settore o, anche, un sistema di certificazione del processo EPD;
  • la valutazione da parte di un ente terzo accreditato.


Requisiti

Per essere certificabile (o, per meglio dire, convalidabile), le prestazioni ambientali del prodotto, descritte nella EPD, devono rispettare i criteri e i requisiti stabiliti all'interno di un documento chiamato PCR - Product Category Rules - dove, appunto, si dettano le "regole" per una certa categoria di prodotto.

Le PCR sono disponibili pubblicamente sul sito del International EDP System sia in forma approvata che in bozza/revisione. Nei casi in cui, al momento della ricerca, non esiste una PCR specifica, l'Organizzazione interessata alla convalida deve impegnarsi a sviluppare tale documento e sottoporlo alla consultazione tramite l'apposito Forum. In questo modo è possibile convalidare fin da subito la EPD grazie alla pre-certificazione, che si tramuterà in una certificazione a tutti gli effetti nel momento in cui si sarà conclusa la definizione delle PCR (entro un anno).


Iter di certificazione

  • Formulazione di un'offerta economica (senza impegno);
  • stipula di un contratto di certificazione/convalida;
  • invio da parte dell'Organizzazione della documentazione richiesta (Studio del ciclo di vita e Dichiarazione Ambientale di Prodotto in particolare);
  • analisi documentale e visita on-line;
  • rilascio del certificato CSQA e uso del logo EPD.


Quali vantaggi

La sviluppo di una EPD può rappresentare per l'Organizzazioneun'opportunità per ottenere in particolare i seguenti benefici:

  • la valutazione della qualità ambientale dei prodotti mediante identificazione e riduzione degli impatti ambientali connessi al sistema prodotto;
  • la possibilità di ridurre costi di gestione e produzione;
  • la valorizzazione dell'impiego di tecnologie e materiali eco-compatibili;
  • la definizione di strategie aziendali anche in termini di progettazione di prodotti e/o processi alternativi e più sostenibili;
  • la visibilità dell'etichetta sul prodotto, quale strumento credibile di comunicazione e marketing.


Perché CSQA

Perché il prestigio e la competenza dell'Ente che rilascia la certificazione danno un valore aggiunto alla certificazione ottenuta.

CSQA da sempre è impegnato nella tutela e salvaguardia del territorio.


Emission trading


Che cos'è

L'Emission Trading System (EU ETS) è un sistema di scambio  di quote di emissioni dei gas a effetto serra per i paesi dell'Unione Europea. Questo sistema consente a un Paese industrializzato di vendere ad un altro i diritti in eccesso che derivano da una riduzione delle proprie emissioni oltre la soglia sulla quale si è impegnato in base al protocollo di Kyoto.
 
 
Il Protocollo di Kyoto
 
Il Protocollo di Kyoto , entrato in vigore il 16 febbraio 2005, prevede misure per la lotta contro i cambiamenti climatici, stabilendo le basi -giuridiche e non- per la riduzione dei gas effetto serra (GHG) nei Paesi industrializzati.
 
L'accordo si è dato obiettivi impegnativi: ogni singolo Stato infatti entro il quinquennio 2008-2012 dovrà ridurre, in proporzione, il totale di emissioni inquinanti prodotte nel suo territorio, avendo come base di calcolo le emissioni prodotte nel 1990.
 
L'Unione Europea ha aderito nel maggio 2002 al Protocollo, prevedendo la riduzione totale delle proprie emissioni di GHG dell'8%, e stabilendo per ogni Stato membro delle quote specifiche. In particolare l'Italia si è impegnata a ridurre le emissioni del 6,5%.
 
Con l'entrata in vigore del Protocollo gli impegni presi dai singoli stati per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica diventano vincolanti e scatteranno pertanto le sanzioni economiche per quegli Stati che non rispetteranno le regole.
 
 
Il sistema di scambio delle quote
 
Il 13 Ottobre 2003 la Commissione Europea ha pubblicato la Direttiva Europea sul mercato delle emissioni, meglio conosciuto come Emission Trading System (EU ETS).  SINTESI DELLA DIRETTIVA 
 
La Direttiva 2003/87/CE - agli Articoli 9 e 11 - stabilisce che ciascuno Stato membro elabori un piano nazionale che determini le quote totali di emissioni che intende assegnare in periodi determinati (triennio 1º gennaio 2005 - 31 dicembre 2007 e quinquennio 1º gennaio 2008 - 31 dicembre 2012) e le modalità di tale assegnazione.
 
La direttiva prevede un duplice obbligo per gli impianti da essa regolati:
1. la necessità per operare di possedere un permesso all'emissione in atmosfera di gas serra
2. l'obbligo di rendere alla fine dell'anno un numero di quote (o diritti) d'emissione pari alle emissioni di gas serra rilasciate durante l'anno.
 
Il 24 gennaio scorso il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e il MAP (Ministero delle Attività Produttive) hanno trasmesso alla Commissione europea l'integrazione al Piano Nazionale di Assegnazione dei permessi di emissione.
Il documento inviato alla Commissione individua 1210 impianti per il triennio 2005-2007 ai quali sono stati assegnati dei permessi di emissione: questi sono quantitativamente pari a 234 milioni di tonnellate di CO2, che corrispondono a poco meno della metà delle emissioni consentite all'Italia dal Protocollo di Kyoto.
 
Una "riserva" di 64 milioni di tonnellate è stata inoltre prevista per quegli impianti industriali che inizieranno la loro attività nell'arco del triennio.
Inoltre con il DECRETO 26 gennaio 2005 il Ministero prevede l'istituzione del comitato Tecnico previsto dal DLg del 21/5/04.
 
Per approfondimenti nell'applicazione dell'emission Trading nelle aziende agroalimentari.


Punti chiave

Chi sono le categorie rientranti?

Il campo di applicazione della direttiva è esplicato nell' ALLEGATO I ; in particolare è esteso alle emissioni in atmosfera di anidride carbonica  provenienti da attività di combustione energetica, produzione e trasformazione dei metalli ferrosi, lavorazione prodotti minerari, produzione di pasta per carta, carta e cartoni.

Sono incluse comunque tutte le aziende con impianto termico con una potenza calorifica di combustione maggiore di 20 MW (Nota esplicativa).

Che cosa è richiesto alle aziende?

  • Ogni installazione interessata dalla Direttiva dovrà ottenere un'autorizzazione per le proprie emissioni, questa descriverà l'installazione in sé, la tecnologia in uso, le fonti di emissioni e le misure di monitoraggio e reporting secondo quanto indicato nelle linee guida della Direttiva.
  • Ogni installazione riceverà quote per le emissioni di CO2 valide per il periodo di tempo 2005-2007 e 2008-2012.
  • Ogni installazione dovrà avere il totale annuale delle proprie emissioni verificate entro il 31 marzo dell'anno successivo.
  • Ogni installazione avrà bisogno di cedere le quote annuali coperte con le proprie emissioni. Il surplus potrà essere negoziato e/o accumulato, ed un eventuale deficit dovrà essere coperto con l'acquisto di quote di emissioni dal mercato.

Le normative europee sono state, attualmente, solo in parte recepite a livello nazionale con il Decreto Legge del 12 novembre 2004, n. 273 che ha fissato:

- il termine del 06/12/04 come data di scadenza per la presentazione della domanda di autorizzazione ad emettere gas ad effetto serra;
- il termine del 30/12/04 per la comunicazione delle informazioni necessarie ai fini dell'assegnazione delle quote di emissione.

Il citato Decreto Legge è stato convertito nella Legge n° 316 del 30/12/04.

Documentazione necessaria per la domanda di autorizzazione ad emettere gas a effetto serra e per la trasmissione delle informazioni per l'assegnazione delle quote.

Che cosa può fare CSQA?

A partire dal 2006 gli stessi gestori degli impianti dei settori coinvolti devono registrare e comunicare le proprie emissioni di CO2 all'Autorità Nazionale Competente (Ministero dell'Ambiente e delle Attività Produttive) entro il 31 marzo di ogni anno.

Le emissioni devono essere verificate e validate da parte di un organismo indipendente, quale CSQA e non possono superare i limiti annui imposti dalla stessa Autorità.  Eventuali eccedenze sono passibili di sanzioni (inizialmente 40 Euro/t di CO2 in eccesso).

CSQA si è già attivato per svolgere i seguenti servizi:

  • analisi di tutte le attività svolte presso l’impianto e controllo della completezza delle fonti di emissione provenienti dagli impianti soggetti alla Direttiva (analisi strategica);
  • valutazione della correttezza e affidabilità dei dati raccolti per il calcolo o misura delle emissioni comunicate al Ministero (analisi dei processi);
  • accertamento di assenza di errori materiali nei dati d’emissione comunicati e individuazione delle fonti nelle quali sia stato riscontrato un elevato rischio di errore (analisi dei rischi);
  • stesura di un rapporto sul processo di convalida per definire la conformità o meno della comunicazione.
Inoltre, CSQA Certificazioni ha già predisposto una checklist di autovalutazione per la raccolta delle informazioni necessarie per la verifica delle emissioni riportate nella comunicazione al Ministero.


Perché CSQA

CSQA Certificazioni ha ottenuto da parte del Ministero dell'Ambiente l'accreditamento per le verifiche dell'Emission Trading. E' inoltre accreditato dal Sincert per la certificazione dei Sistemi di Gestione Ambientale a fronte della norma ISO 14001. Inoltre è verificatore ambientale accreditato EMAS dal Ministero dell'Ambiente secondo il Regolamento 761/2001.


ISO 14064 Gas serra


Che cos'è

La norma UNI ISO 14064 (GHG -Greenhouse gases)  intende fornire ai governi e al mondo industriale uno strumento comune di riferimento per quantificare, gestire e ridurre le emissioni di gas ad effetto serra.

I lavori per la messa a punto della norma internazionale ISO 14064 iniziarono nel 2002 con l'obiettivo di elaborare una norma universalmente riconosciuta e verificabile: in assenza di tale strumento, i governi, le industrie e le iniziative volontarie adottavano approcci differenti nei riguardi delle emissioni dei gas serra e del loro abbattimento. 

Per l'elaborazione della nuova norma, il comitato tecnico ISO responsabile della messa a punto della famiglia ISO 14000 sulla gestione ambientale ha coinvolto in uno studio sui cambiamenti climatici più di 170 esperti provenienti da 45 paesi.

L'applicazione della UNI ISO 14064 presenta notevoli benefici:

  • promuove la coerenza, la trasparenza e la credibilità nel conteggio delle emissioni e allo stesso tempo promuove la loro sorveglianza, le verifiche e la redazione dei rapporti; 
  • permette alle imprese di identificare e di gestire i rischi e le responsabilità legate alle emissioni nocive di gas ad effetto serra; 
  • facilita la commercializzazione dei permessi e dei crediti di emissione; 
  • favorisce la progettazione, lo sviluppo e l'applicazione di iniziative e di programmi volti all'abbattimento degli inquinanti.


Punti chiave

La ISO 14064 è stata adottata e ora pubblicata come norma nazionale UNI ISO 14064, suddivisa in tre parti che posso essere utilizzate separatamente o come un utile insieme di strumenti integrati per rispondere ai differenti bisogni in materia di dichiarazioni e verifiche delle emissioni dei gas ad effetto serra:

  • UNI ISO 14064-1:2006 "Gas ad effetto serra - Parte 1: Specifiche e guida, al livello dell'organizzazione, per la quantificazione e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra e della loro rimozione" (Greenhouse gases - Part 1: Specification with guidance at the organization level for the quantification and reporting of greenhouse gas emissions and removals).
    Include i requisiti per la progettazione, lo sviluppo, la gestione, la rendicontazione e la verifica dell'inventario dei gas ad effetto serra di un'organizzazione. La UNI ISO 14064-1 è neutrale rispetto ai programmi relativi ai gas ad effetto serra. Se un programma relativo ai gas ad effetto serra è applicabile, i suoi requisiti sono da considerarsi aggiuntivi rispetto a quelli della UNI ISO 14064-1.
  • UNI ISO 14064-2:2006 "Gas ad effetto serra - Parte 2: Specifiche e guida, al livello di progetto, per la quantificazione, il monitoraggio e la rendicontazione delle emissioni di gas ad effetto serra o dell'aumento della loro rimozione" (Greenhouse gases - Part 2: Specification with guidance at the project level for the quantification, monitoring and reporting of greenhouse gas emission reductions and removal enhancements).
    Comprende i requisiti per pianificare un progetto relativo ai gas ad effetto serra, per identificare e selezionare le sorgenti, gli assorbitori ed i serbatoi di gas ad effetto serra pertinenti al progetto ed allo scenario di riferimento, per monitorare, quantificare, documentare e rendicontare le prestazioni dei progetti relativi ai gas ad effetto serra e per gestire la qualità dei dati.
    La UNI ISO 14064-2 è neutrale rispetto ai programmi relativi ai gas ad effetto serra. Se un programma relativo ai gas ad effetto serra è applicabile, i suoi requisiti sono da considerarsi aggiuntivi rispetto a quelli della UNI ISO 14064-2.
  • UNI ISO 14064-3:2006 "Gas ad effetto serra - Parte 3: Specifiche e guida per la validazione e la verifica delle asserzioni relative ai gas ad effetto serra" (Greenhouse gases -Part 3: Specification with guidance for the validation and verification of greenhouse gas assertions).
    Può essere applicata alla quantificazione dei gas ad effetto serra a livello di organizzazione o di progetto, compresi la quantificazione, il monitoraggio e la rendicontazione effettuati in conformità alla UNI ISO 14064-1 o alla UNI ISO 14064-2. La norma specifica i requisiti per selezionare i validatori/verificatori di gas ad effetto serra, per stabilire il livello di assicurazione, gli obiettivi, i criteri ed il campo di applicazione, per determinare l'approccio della validazione/verifica, per valutare i dati relativi ai gas ad effetto serra, le informazioni, i sistemi informativi ed i controlli, per valutare le asserzioni relative ai gas ad effetto serra e per preparare le dichiarazioni di validazione/verifica. La UNI ISO 14064-3 è neutrale rispetto ai programmi relativi ai gas ad effetto serra. Se un programma relativo ai gas ad effetto serra è applicabile, i suoi requisiti sono da considerarsi aggiuntivi rispetto a quelli della UNI ISO 14064-3.


Certificazione energetica


Biomasse


Che cos'è

Le biomasse di origine agricola e forestale si possono considerare risorse rinnovabili e quindi inesauribili purchè vengano impiegate ad un ritmo non superiore alla capacità di rinnovamento.
 
Da qui la necessità di definire i criteri di sostenibilità economica ed ambientale di utilizzazione delle biomasse.
 
Una delle problematiche principali nello sviluppo e soprattutto mantenimento degli impianti di biomasse è l’approvvigionamento delle biomasse di origine agricola/forestale, inteso sia come produzione ma anche come raccolta, stoccaggio e trasporto.
 
La sostenibilità dev’essere intesa anche come capacità di rispondere ad alcuni obiettivi socio-ambientali:
  • sviluppo delle fonti di energia rinnovabili (FER)
  • contenimento e/o riduzione dei GHG (gas ad effetto serra)
  • sostegno alla multifunzionalità delle aziende agroalimentari e forestali
Tutto ciò richiede:
  • Predisposizione di piani di approvvigionamento delle biomasse in grado di prevenire prelievi incontrollati, riduzioni della biodiversità o veri e propri disboscamenti
  • La scelta di soluzioni/tecniche colturali e logistiche in grado di garantire un adeguato bilancio dei GHG
Vi è quindi la necessità di determinare requisiti verificabili di un bilancio socio-ambientale per la sostenibilità degli impianti a biomassa.
 
Da non trascurare che la certificazione potrebbe risultare molto utile a superare le cosiddette “barriere non tecniche” alla realizzazione degli impianti a biomassa.
Infatti, accade spesso che le piccole comunità locali nutrano sospetti nei confronti di tipologie di impianti che in una visione macroscopica riducono l’impatto ambientale legato alla produzione d’energia, ma che in potenza potrebbero effettivamente peggiorare la qualità della vita e la qualità dell’ambiente del piccolo territorio, senza portare benefici chiari alle popolazioni locali.
La certificazione consente di garantire una maggiore coerenza e trasparenza della comunicazione ambientale legata agli impianti a biomassa.
Lo schema di certificazione proposto da CSQA è di facile adozione, a basso costo per il suo mantenimento e di facile utilizzo perché comprensibile da tutte le parti interessate.


Punti chiave

La certificazioni si rivolge generalmente agli utilizzatori di biomasse che possono essere proprietari e/o gestori di impianti di utilizzazione delle biomasse.
 
Le caratteristiche certificabili sono:
  • rintracciabilità e provenienza della biomassa
  • assenza di fonti controverse
  • bilancio energetico della filiera agroenergetica
  • bilancio dei GHG della filiera agroenergetica
A seconda della tipologia di biomassa (agricola e/o forestale) alcuni di questi requisiti possono essere garantiti attraverso altre tipologie di certificazioni già in possesso del richiedente (ISO 22005, PEFC - Chain of Custody e Gestione forestale sostenibile, LCA)


EN 16001


Che cos'è

La EN 16001 o BS EN 16001 è il Sistema di gestione dell’energia (ENMS).

L’Energy Management System è basato sul modello PDCA e specifica i requisiti per un sistema di gestione dell’energia, mettendo in grado un’organizzazione di avere un approccio sistematico per un miglioramento continuo delle proprie prestazioni energetiche, tenendo conto degli obblighi legali e di altre informazioni relativi ad aspetti energetici significativi.
  
E’ un modulo da agganciare e rendere compatibile con altri Management System, in particolare con la ISO 14001.
La norma ha anche un ANNEX A che costituisce una guida.
    
Punta molto sul coinvolgimento del personale al fine di determinare comportamenti orientati all’efficienza/risparmio energetico (al punto 3.3.1 si parla di “identificazione di tutte le persone che lavorano per o per conto dell’organizzazione le cui azioni possono portare a cambiamenti significativi nel consumo di energia”).
     
E’ applicabile ad organizzazioni di qualsiasi dimensione e tipologia, che desiderano:
  1. migliorare le proprie prestazioni energetiche in modo sistematico
  2. organizzare, sviluppare, mantenere e migliorare un sistema di gestione dell’energia
  3. assicurarsi che questo sia conforme alle proprie politiche energetiche dichiarate
  4. dimostrare tale conformità ad altri
  5. ottenere la certificazione del proprio sistema di gestione dell’energia da parte di un’organizzazione terza
  6. fare una auto-valutazione e una auto-dichiarazione di conformità alla norma


Punti chiave

I requisiti generali sono sostanzialmente identici a quelli della 14001.
  
L’aspetto più specifico è che oltre allo scopo devono essere definiti e documentati i confini dell’ENMS (che devono essere dichiarati insieme ad altri elementi anche nella politica).
  
Devono essere documentati: 
  • L’EnMS e il suo campo d’applicazione
  • La politica
  • Inventario degli aspetti energetici
  • Registro delle possibilità di risparmio energetico
  • Riesame dell’inventario degli aspetti energetici
  • Lista della legislazione energetica applicabile e di altra legislazione di pertinenza
  • Programma, obiettivi e traguardi energetici
  • Ruoli, responsabilità e autorità
  • Piano della comunicazione esterna ( se l’azienda ha deciso di comunicare all’esterno) 
  • Esiti degli audit interni
  • Riesame della direzione


BS 8901


Che cos'è

La norma BS 8901 fornisce i requisti per l’implementazione e la certificazione di un Sistema di Gestione per la Sostenibilità degli Eventi, ovvero un modello basato su un approccio orientato verso lo  sviluppo sostenibile.
  
Pensare ad un evento sostenibile significa progettarlo, organizzarlo e realizzarlo in modo tale da minimizzare gli impatti ambientali e lasciare un'eredità positiva per la comunità presente e futura. Tutto ciò si ottiene attraverso un’insieme di regole e comportamenti che tengano conto dell’impatto economico, ambientale e sociale di tutte le attività, prodotti e servizi legati all’evento in un’ottica ciclo di vita (LCA) dell’evento.
 
LA BS 8901 si può estendere a qualsiasi forma di evento, dall’ organizzazione di un semplice seminario per poche persone sino ad una cerimonia Olimpica, fiere, meeting, convention, festival etc..
La certificazione verso questo standard di sistema rende possibile la credibilità, la coerenza e l’impegno concreto che l’organizzazione applica a tutte quelle attività di interesse relative agli eventi e verso tutti coloro che interagiscono con esso.


Punti chiave

La norma indica il modello per rendere sostenibile uno o più eventi di ogni tipo e dimensione, attraverso la definizione di requisiti e di informazioni di supporto necessarie per attuare un sistema che comprenda, in generale, tutti gli aspetti di gestione legati all’impatto e allo sviluppo sostenibile degli eventi.
  
Si basa sui principi di:
  • Inclusività (coinvolgimento); 
  • Integrità;
  • Buona gestione;
  • Trasparenza.
Con il supporto delle indicazioni contenute nella norma, le organizzazioni devono interagire con le parti interessate, identificare i problemi e valutare soluzioni per creare una gestione basata sul modello Plan, Do, Check, Act con l’ottica del miglioramento continuo.
  
La BS 8901 estende l’attenzione e l’applicazione dei principi per lo sviluppo sostenibile verso tutti gli stakeholder principali, con particolare attenzione ai fornitori.
 
Il rispetto dei requisiti  assicura che gli obiettivi comuni di sostenibilità vengano perseguiti in fase di pianificazione, durante lo svolgimento e nella gestione successiva alla manifestazione e può essere certificato.
 
Aree di impatto ambientale per gli eventi:
  • Sito/sede evento
  • Rifiuti
  • Energia
  • Trasporti
  • Acqua
  • Fornitori di prodotti e servizi (es. food and beverage)
  • Marketing, Merchandise, procurement  (promozione ed organizzazione)
Il successo del sistema dipende dal coinvolgimento di tutti i livelli e funzioni delle organizzazioni interessate e dalla flessibilità con cui tale sistema si integra nella gestione dell’evento.



Ente di certificazione qualità e certificazioni standard ISO 9000 • ISO 9001 • ISO 14000 • ISO 14001 • ISO 22000 • ISO 22005 • OHSAS 18001 • ISO 20000 • ISO 27001 • ISO 27005
Accreditamento EMAS, ISA, SINCERT, IFS e BRC • Responsabilità sociale, rintracciabilità, OGM e etica • SA8000 • ISO 27001