Gestione bullismo nelle scuole

bully-x-norma.jpgChe cos'è

La Prassi di Riferimento 42 di UNI è un documento para normativo certificabile, nato dalla collaborazione tra UNI ed ACCREDIA, che affronta il tema del bullismo nella scuola di ogni ordine e grado e in tutte le attività assimilabili alla scuola (ad esempio, centri di formazione professionale, centri diurni, convitti, centri giovanili, centri sportivi, centri ricreativi e così via) e, in generale, a tutte le organizzazioni rivolte ad utenti minorenni.

L’adozione della prassi di riferimento è importante per individuare i rischi ai quali i minori sono esposti ed assicurare una gestione operativa in grado di eliminarli e/o ridurli, tenendo conto anche del rischio legale per i vari operatori che lavorano a contatto con minorenni.

L’applicazione della prassi e l’eventuale certificazione consente infatti di dare dimostrazione, anche in caso di contenzioso, dell’impegno e delle misure messe in atto per prevenire questo rischio e di dimostrare la due diligence della dirigenza scolastica.

Può inoltre rappresentare per i genitori una discriminante nella scelta del istituto scolastico cui affidare il proprio figlio, che sicuramente riconosce un valore all’impegno nella gestione di questo fenomeno
 
In base alla Prassi, ogni anno la scuola deve definire le azioni che prevede di attivare per migliorare la capacità di prevenzione e contrasto del bullismo.

Il piano, adottato nelle prime settimane dell’anno scolastico, deve contenere obiettivi misurabili come:
  • numero ed esito di azioni legali promosse dalle famiglie contro la scuola o suoi addetti per fatti di bullismo,
  • numero di reclami per episodi di bullismo,
  • percentuale di risposte positive ai questionari antibullismo,
  • percentuale di adesione ad attività su base volontaria di sensibilizzazione antibullismo.


Punti chiave

La Pdr 42 definisce le caratteristiche per un sistema di gestione per la prevenzione del rischio bullismo nelle strutture destinate ad accogliere minori.
L’approccio alla prevenzione del rischio è quello classico basato sul modello PDCA (plan-do-check-act) e prevede i seguenti passaggi
  • definizione e divulgazione, da parte della scuola o della diversa organizzazione che applica la prassi, di una “politica antibullismo” con la chiara assunzione degli impegni assunti verso l’utenza in ordine alla prevenzione ed al contrasto del bullismo;
  • predisposizione di un “piano della vigilanza” all’interno degli ambienti della scuola o della diversa organizzazione che applica la prassi, in grado di garantire la costante e corretta vigilanza sui minori, anche in relazione alle diverse fasce di età;
  • predisposizione ed aggiornamento annuale di un documento di “valutazione dei rischi di bullismo”, tenendo conto dei risultati di una preliminare analisi del contesto di riferimento, del territorio in cui opera la scuola o l’organizzazione non scolastica che applica la prassi, della tipologia di utenza, della fascia d’età dei minori, delle statistiche dell’ultimo periodo (almeno ultimo triennio) riferite a fatti di bullismo;
  • definizione periodica di un “piano antibullismo” coerente con i risultati della valutazione dei rischi e diretto a promuovere sia la prevenzione che il contrasto dei fenomeni di bullismo;
  • comunicazione all’utenza ed a tutte le altre parti interessate delle azioni adottate per garantire la prevenzione ed il contrasto del bullismo, secondo il principio della “trasparenza applicata al bullismo”;
  • definizione di un “sistema sanzionatorio antibullismo”, che preveda adeguate regole di comportamento e relative sanzioni (nel rispetto delle leggi del luogo) verso i minori che commettono atti di bullismo e di cyberbullismo;
  • definizione di una “procedura per l’individuazione e la gestione delle criticità relative al bullismo”, diretta a consentire a tutti gli interessati una segnalazione, anche in forma riservata, relativa a possibili atti di bullismo e tenere sotto controllo le misure attuate per prevenire o gestire le criticità;
  • nomina di una “Commissione Antibullismo” rappresentativa di tutte le parti interessate, minori e genitori compresi, con il compito di verificare l’effettivo rispetto, da parte della scuola o dell’organizzazione non scolastica che applica la prassi, degli impegni assunti contro il bullismo e di garantire la prevenzione del bullismo, il monitoraggio dei comportamenti dell’organizzazione rispetto al bullismo ed il contrasto dei fenomeni di bullismo che si siano effettivamente verificati;
  • adozione e periodico aggiornamento di un “piano di formazione antibullismo”, per garantire la formazione, l’aggiornamento, il coinvolgimento e la sensibilizzazione di tutte le componenti in materia di bullismo;
  • svolgimento periodico di “audit antibullismo”, sia in forma programmata che a sorpresa, in modo tale da individuare eventuali situazioni critiche e verificare lo stato delle misure antibullismo programmate, nonché di monitorare lo stato della qualità relazionale all’interno dell’organizzazione, con specifico riferimento all’attitudine del contesto a prevenire e contrastare il bullismo.

Vantaggi

La Linea guida supporta le scuole e i servizi formativi rivolti a minore per:
  • applicare in modo efficace e sistematico le prescrizioni introdotte dalla recente legge sul cyberbullismo;
  • individuare gli specifici rischi di bullismo esistenti all’interno del servizio educativo, anche tenendo conto del contesto territoriale e sociale di riferimento;
  • ottenere una certificazione indipendente di parte terza sull’efficacia delle misure antibullismo attuate;
  • comunicare con efficacia all’esterno le proprie strategie antibullismo;
  • rafforzare la fiducia delle famiglie e della società nei confronti del servizio educativo;
  • favorire un approccio multidisciplinare al contrasto del bullismo.