Efficienza energetica, cresce il vantaggio competitivo per le aziende che investono

04/10/2018

 

Centrica Business Solutions ha commissionato un’indagine che ha coinvolto più di 1.000 aziende, in 6 Paesi (Italia, Regno Unito, Irlanda, Germania, Stati Uniti e Canada) per meglio comprendere quali siano i fattori determinanti alla base della strategia energetica delle imprese e gli eventuali ostacoli da superare.
 
Il dato più significativo che emerge è che sta aumentando rapidamente l’attenzione delle aziende rispetto ai temi energetici e circa l'80% degli intervistati, 85% se si parla di aziende italiane, entro il 2025 intende assumere il controllo della propria energia e produrre in loco un quarto del proprio fabbisogno energetico.
 
Si tratta di un percorso ormai avviato e gli investimenti in efficienza e strategia energetica generano importanti benefici a livello competitivo e di business: le imprese cosiddette "leader dell’energia" infatti ottengono risultati migliori a quelli di aziende competitor in una serie di indicatori aziendali chiaveper esempio hanno 2,5 volte più probabilità di conseguire solidi risultati finanziari e di essere più efficienti; 2,3 volte più probabilità di essere un marchio leader nel proprio settore e di assicurare la soddisfazione dei clienti su cui sono focalizzati.

In Italia più che in altri paese è fondamentale assumere il controllo dell’energia: nel nostro paese infatti i costi di approvvigionamento sono più elevati rispetto agli altri Paesi dell’UE, con un’incidenza maggiore sulle PMI che pagano il 40% in più rispetto alla media europea.
 
Una lungimirante strategia energetica permette dunque di raggiungere gli obiettivi strategici, pianificare interventi che aiutano il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni, dei rischi di interruzione dell’operatività e di una maggiore produttività, assicurando un reale un vantaggio competitivo. 

Qualche numero

Il 41% delle aziende intervistate ha sottolineato una significativa diminuzione del costo dell’energia dopo l’investimento in soluzioni energetiche avanzate, il 35% segnala un maggior controllo e visibilità sull’uso dell’energia, conformità alla normativa (26%), raggiungimento dei target di sostenibilità ambientaleriduzione delle emissioni e miglioramento della reputazione aziendale (24%), miglioramento del fatturato (23%).
 
Le aziende inoltre considerano la sicurezza energetica fra i più significativi fattori di rischio aziendale (28% a livello global, 31% in Italia), insieme all’incertezza politica, subito dopo la cybercriminalità (35%) e prima del rischio finanziario (27%).
 

Gli investimenti in energia

Sono il 52% le imprese che hanno investito in soluzioni per l’efficienza energetica, soluzioni di Energy Insight e monitoraggio dell’energia (40%), cogenerazione di energia elettrica e termica (37%) e rinnovabili (31%). In Italia, il 26% delle aziende intervistate ha investito nella generazione on site (il 26% nella cogenerazione e il 24% nell’energia solare) e il 10% sta investendo in queste due tecnologie per averle a pieno regime entro i prossimi due anni.  

Le aziende del settore manifatturiero sono le più attive nell’adottare soluzioni energetiche, seguite dall’immobiliare. Fanalino di codal’istruzione.
 
Le imprese più attente sono quelle con un numero di dipendenti che va da 2.500 e 9.999, abbastanza grandi da comprendere in modo chiaro i vantaggi dell’efficienza energetica e in grado di attuare il cambiamento senza che ci sia un’eccessiva complessità di processo.
 
La ricerca segnala che pur essendo molte le aziende che capiscono i vantaggi legati agli investimenti in strategia energetica, circa la metà non sanno dove o come investire, evitando addirittura di farlo per l’addotta incapacità di definire una strategia energetica o la mancanza di partner in grado di fornire la necessaria assistenza.  
 
Fra le imprese che hanno attuato investimenti, due quinti hanno finanziato da sole le iniziative e un terzo ha utilizzato piani governativi e prestiti bancari. Stanno prendendo piede anche nuove forme di finanziamento, come i modelli di rischio condiviso. (Fonte: https://www.infobuildenergia.it)