'Allevato senza uso di antibiotici'

24/05/2017

Sono coinvolti in questa operazione, che procederà per step successivi, oltre 1.600 allevamenti e circa 14 milioni di capi.

Coop punta a contrastare l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti di animali da reddito. Il progetto "Alleviamo la salute" era in cantiere da due anni, ma da questo mese le prime referenze arrivano sugli scaffali: la nuova linea di pollo a marchio Coop, i 5 avicoli speciali “Fior Fiore” ed entro l’estate due referenze di uova, tutti provenienti da animali allevati senza uso di antibiotici.

“Allevato senza uso di antibiotici”- L'etichetta è già presente da alcuni mesi sulle confezioni di faraona, cappone, gran gallo, galletto livornese e pollo all’aperto Fior Fiore Coop. Segue a ruota la nuova linea di pollo Coop “Allevato senza uso di antibiotici” (si stimano a regime più di 10 milioni di capi coinvolti; a giugno, invece, sarà la volta delle uova da galline allevate a terra senza l’impiego di antibiotici (per un totale di circa 1 milione e 300.000 galline coinvolte in un anno).
L’impegno comunque è di lunga scadenza e non si limita al pollame: le prossime filiere coinvolte, infatti, saranno il bovino e il suino.

'Un cambiamento sostanziale delle politiche gestionali e sanitarie degli allevamenti'- Il progetto parte dalla selezione di partner in grado di mettere a disposizione allevamenti con strutture adeguate in grado di utilizzare le buone pratiche e la corretta attenzione verso gli animali. Marco Pedroni, Presidente di Coop Italia, "occorre partire dagli allevamenti, perchè generando un'azione virtuosa su questi si arriva a prodotti miglior a scaffale e conseguentemente al consumatore". Con questa scelta Coop intende promuovere un cambiamento sostanziale delle politiche gestionali e sanitarie degli allevamenti: evitare i trattamenti di massa (cercando di limitarli ai casi strettamente necessari, in seguito a diagnosi e prescrizioni veterinarie); selezionare gli antibiotici evitando l’utilizzo di quelli importanti per la medicina umana, al fine di prolungarne l’efficacia; favorire le buone pratiche di allevamento, basate sui principi di benessere animale e biosicurezza, affinché l’utilizzo responsabile e consapevole dei farmaci in zootecnia diventi una prassi consolidata. Questi sono alcuni dei pilastri su cui si fonda il nuovo progetto Alleviamo la salute di Coop. Occorre partire dagli allevamenti –spiega Pedroni– perché generando un’azione virtuosa su questi si arriva a prodotti migliori a scaffale e conseguentemente al consumatore. E’ un’azione che procederà per step, ma come Coop partiamo avvantaggiati perché abbiamo sempre riposto grande attenzione alla qualità delle filiere zootecniche. Ora alziamo ulteriormente l’asticella selezionando i partner migliori per l’attuazione delle buone pratiche. Favoriremo le buone pratiche di allevamento e garantiremo che l’uso degli antibiotici negli allevamenti sia ridotto e limitato ai casi di necessità, eviteremo l’uso degli antibiotici più critici impiegati nelle cure per l’uomo".

E, come ha spiegato Bartolomeo Biolatti, Presidente Sisvet e curatore del progetto scientifico alla base del progetto della Coop gli antibiotici devono essere utilizzati per curare ma non come "promotori di crescita", un'azione peraltro proibita nell'Unione Europea dal 2006, ma in vigore in altri Paesi. Intervistato da Radio24, Biolatti spiega che l'obiettivo mondiale è di ridurre e non di abolire, in quanto il rischio zero non esiste, ma si può fare leva sulle buone pratiche e sulla biosicurezza per evitare che gli animali si ammalino.

Riferisce Agrisole che il Ministro Maurizio Martina, intervenuto alla presentazione del progetto, ha dichiarato: "Animali che vivono meglio hanno meno bisogno di essere curati. Il tema dell'antibioticoresistenza è decisivo e complesso e ha bisogno anche di progetti pragmatici e sperimentali". Parlando a nome del Governo, Martina ha aggiunto che "il Governo è interessato a sostenere tutte le buone pratiche, ricordando che 11 Regioni hanno attivato nei Piani di sviluppo rurale misure per rafforzare gli standard normativi sul benessere animale con un impegno finanziario fino a 150 milioni, e che anche la PAC vincola i finanziamenti al rispetto del benessere animale.

Telecamere nei macelli-  “Alleviamo la salute” si colloca in un progetto più ampio di attenzione e sensibilità da parte di Coop verso il mondo animale: l’ultima azione di Coop in quest’ambito è la richiesta, avanzata ai propri fornitori già a gennaio, di installare telecamere negli allevamenti e nei macelli. (Fonte: http://www.anmvioggi.it)
 
CSQA è attivo nella certificazione del requisito "Senza antibiotici" attraverso norme predisposte da CSQA ad hoc, e con il controllo del requisito in numerosi disciplinari controllati per l'etichettatura volontaria di carni bovine e avicole. Vedi anche