Controlli sicurezza degli alimenti in Italia, Relazione 2017

10/09/2018


Il Ministero della Salute ha recentemente pubblicato la relazione annuale 2017 al Piano nazionale integrato dei Controlli sulla Sicurezza alimentare (Pni).

La relazione fornisce un quadro di insieme dei risultati delle attività svolte direttamente sulle produzioni alimentari e di quelle relative ad altri ambiti di interesse che, direttamente o indirettamente, possono influenzare il livello di sicurezza delle produzioni agroalimentari e zootecniche. Tale principio è alla base del PNI (Piano Nazionale Integrato dei controlli sulla sicurezza alimentare), che delinea l'intero Sistema dei controlli ufficiali in materia di alimenti, mangimi, sanità e benessere animale, sanità delle piante e ambiente.

In Italia i controlli sulla sicurezza degli alimenti vengono svolti da diversi organi di controllo: i Servizi Veterinari e di Igiene degli Alimenti (SIAN) delle Aziende Sanitarie Locali in qualità di Autorità Competente Locale per la sicurezza alimentare, l'Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero per le Politiche Agricole Alimentari e Forestali, i reparti specializzati del Comando Carabinieri (NAS E NAC), il Corpo Forestale dello Stato, le Capitanerie di porto e la Guardia di Finanza, i Posti di ispezione frontaliera (PIF), gli Uffici di Sanità Marittima Aerea di Frontiera (USMAF), l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nonchè l'Istituto Superiore di Sanità ed i Laboratori degli Istituti Zooprofulattici Sperimentali per l'esecuzione delle analisi sui campioni prelevati.

I dati relativi ai controlli effettuati in Italia nel 2017 per garantire la sicurezza degli alimenti sono riportati nell'infografica seguente, da cui emerge che la maggior parte dei controlli (quasi il 90%) viene eseguita dal personale dei Servizi Veterinari e di Igiene degli Alimenti delle ASL, considerando la sola l’attività di controllo ufficiale sulle attività di produzione, distribuzione e somministrazione di alimenti e bevande.

I dati pubblicati dal Ministero evidenziano un aumento del numero di controlli svolti dalle ASL rispetto all'anno 2016 (ma comunque inferiore all'oltre 1 milione di controlli di qualche anno fa) e da altri organi di controllo (es. Ispettorato repressione frodi), a fronte di una lieve diminuzione di quelli svolti in particolare dal NAS dei Carabinieri. Occorre anche precisare che il Corpo forestale dello Stato è stato assorbito, con D.Lvo 12 dicembre 2017 n. 228, dal Comando carabinieri per la tutela ambientale e Comando carabinieri per la tutela agroalimentare.

Il 2017 è il primo anno di applicazione dell’Intesa 212/CSR del 10/11/2016 concernente le “Linee guida per il controllo ufficiale ai sensi dei Regolamenti (CE) 882/2004 e 854/2004”, che prevede una nuova modulistica, e non è quindi possibile effettuare una comparazione corretta dei nuovi dati con quelli relativi agli anni precedenti.
Nel 2017, le Regioni hanno rendicontato come attività delle Asl il controllo ispettivo di 348.616 stabilimenti e attività produttive. Di questi, 176.217 sono stabilimenti riconosciuti di prodotti di origine animale (macelli, caseifici, impianti di trasformazione ecc) sui quali sono state effettuate 490.904 ispezionicon 39.598 relazioni di non conformità; 172.399 sono attività registrate ai sensi del Reg.852/04 (stabilimenti di prodotti di origine vegetali, ristoranti, mezzi di trasporto ecc) sulle quali sono state effettuate 352.621 ispezioni con 34.280 infrazioni.

Il controllo ufficiale attraverso l’attività analitica di alimenti, bevande e materiali a contatto con alimenti, ha riguardato il prelievo di 47.804 campionisu cui sono state effettuate 118.550 analisi e rilevate 1.044 irregolarità.
Il Ministero della Salute ha collaborato con il Nucleo anti sofisticazione del Comando Carabinieri per la tutela della salute (NAS) che, nell’anno 2017, ha eseguito 50.201 controlli, di cui 30.311 nei settori d’interesse del Piano Nazionale Integrato. Le verifiche hanno portato al riscontro di 11.470 non conformità con 9.465 segnalazioni di operatori del settore all’Autorità amministrativa, 1.333 all’Autorità giudiziaria, nonché all’arresto di 16 persone.

L’attività di controllo sui prodotti importati è stata espletata attraverso il coordinamento degli uffici periferici del ministero della Salute, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’ICQRF del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha contribuito con ispezioni e analisi nell’ambito della lotta alle frodi alimentari e della qualità merceologica.

Tra le criticità maggiori riscontrate nel 2017:
  • l’uso di principi attivi ad azione farmacologica non autorizzati (per esempio, il Fipronil, acaricida utilizzato illegalmente) e il non corretto utilizzo di farmaci veterinari. La recente introduzione nelle norme della digitalizzazione dell’intero sistema di tracciabilità del farmaco veterinario - che include la ricetta elettronica - rappresenta un passo decisivo nel garantire la correttezza dell’utilizzo del farmaco negli allevamenti;
  • il riscontro di pericoli emergenti tra i contaminanti organici, come le sostanze perfluoroalchiliche (PFAS);
  • micotossine e metalli pesanti continuano a rappresentare una problematica di difficile risoluzione tra i contaminanti;
  • il mancato rispetto del buono stato di conservazione degli alimenti in particolare dei prodotti ittici;
  • la non conformità a criteri microbiologici di sicurezza alimentare per presenza di Escherichia coli inclusi gli STEC, Salmonella spp e Listeria monocytogenes;
  • la presenza di allergeni non dichiarati negli alimenti, soprattutto soia e uova.
Leggi la Relazione annuale del Ministero al PNI
(Fonte: http://www.ceirsa.org)