I nuovi stili alimentari degli italiani secondo l’ultimo Rapporto Fipe

04/02/2019

 


 
Gli italiani cambiano il loro stile alimentare perché sono sempre più consapevoli del legame tra cibo e salute. Oltre il 97% infatti dichiara che il benessere fisico dipende da ciò che si mangia. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Ristorazione della Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi - presentato ieri a Roma in una conferenza stampa alla quale ha partecipato anche il ministro della Salute Giulia Grillo.
 
Il Rapporto quest’anno ha indagato a fondo “I nuovi stili alimentari degli italiani”, facendo il punto su come la relazione che lega le persone al cibo sia in continuo cambiamento e adattamento ai tempi.


Consumatori attenti alla provenienza del cibo

Uno dei dati più significativi rileva che il 71,8% degli intervistati si informa sulla qualità e provenienza dei prodotti e che, in linea con una maggiore attenzione a canoni di benessere e sostenibilità, si registra un calo del consumo di carni rosse che è passato, dal 2005 al 2018, dal 73% al 59% superato, nell’ultimo anno, dal consumo di pesce.
Parallelamente è aumentato, anche se di poco, il consumo quotidiano di verdure passato dal 48,9%, del 2005, al 53,3%, del 2018. Pane e pasta sono invece spariti dalla dieta quotidiana dell’8,3% della popolazione.

Cresce il Food delivery e sugli sprechi si può fare di più

Il Rapporto ha inoltre sottolineato la sempre maggiore incidenza del Food Delivery (il 30% degli italiani ha ordinato il cibo da piattaforme online) e la più alta attenzione allo spreco: non si fa più lo “spesone” settimanale ma il 50% degli intervistati acquista il necessario per il quotidiano, cresce la percentuale di chi congela i cibi (91%), quella di chi consuma cibo anche se scaduto da qualche giorno (62%) e quella di chi porta a casa il cibo avanzato al ristorante (18,8%).
Una percentuale, quest’ultima, ancora troppo bassa per il ministro Grillo che auspica una maggiore attività degli esercizi anche su questo fronte.


I danni di stili alimentari non corretti

Durante la conferenza stampa il monito della ministra Grillo a non affidarsi alle diete “fai da te”, soprattutto quelle iperproteiche sempre più diffuse attraverso canali poco attendibili. “Sono stili alimentari che possono creare danni seri –ha detto la ministra– e che non dovrebbero essere seguiti senza la supervisione di un professionista”.
Nonostante le nuove abitudini più orientate a obiettivi salutari, c’è da dire che ben il 50% della popolazione adulta è in sovrappeso o, addirittura, obesa: il tasso di obesità è dell’11%, pari, in valore assoluto, a 5,3 milioni di persone ed è cresciuto di oltre il 20% in 10 anni: un dato davvero allarmante soprattutto perché l’aumento maggiore riguarda i più i giovani.
Secondo il ministro della Salute la causa sta soprattutto nell’aumentato consumo di bevande zuccherate e di zuccheri semplici in generale con un pericoloso aumento del diabete di tipo 2 all’orizzonte. “La responsabilità degli esercizi commerciali nell’offerta di cibo più sano da un punto di vista nutrizionale è dunque importante considerato l’alto numero di persone che abitualmente mangia fuori casa”.
La ristorazione, in effetti, incide in modo significativo sulle modalità di alimentarsi degli italiani visto che i consumi fuori casa rappresentano il 36% della spesa alimentare totale con un valore aggiunto di 43,2 miliardi di euro.
Soprattutto a pranzo, infatti, sempre più italiani mangiano fuori, tanto che ormai è la cena che si consacra, per tutte le fasce di età, il pasto principale della giornata.
“Il cambiamento degli stili di vita –ha commentato Lino Enrico Stoppani, presidente Fipe sta modificando sensibilmente le nostre relazioni con il cibo imponendo alle nostre imprese un supplemento di responsabilità per garantire qualità, sicurezza alimentare e salute. In questo senso i ristoranti sono luoghi fondamentali per promuovere corretti stili alimentari”. (Fonte: Michela Mazzali, http://www.mark-up.it)