Viticoltura biologica in Italia

27/02/2017

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L’andamento delle superfici convertite e in conversione bio ha segnato un balzo deciso nel 2015, secondo i dati diffusi dal SINAB, passando da 72mila a 83mila ettari, quindi raggiungendo il 13% della superficie vitata italiana secondo i dati ISTAT. Si tratta di un andamento largamente previsto, essendoci da ormai tre anni a questa parte un “magazzino” in conversione superiore a 20mila ettari, dei quali almeno un terzo è destinato a “passare al biologico”. Quindi, per tirare le fila, e escludiamo gli ettari in conversione il biologico copre oggi 54mila ettari, dunque il 9%. Come già per le scorse edizioni non abbiamo il dettaglio del convertito/in conversione su base regionale e dobbiamo quindi adattarci ai dati disponibili. La regione con la maggiore superficie vitata resta naturalmente la Sicilia, sia per ettari (32mila), che per quota sul totale vitato (30%). La Sicilia è anche la regione che ha aggiunto più ettari nel 2015, quasi il 5% del totale in più rispetto al 2014. In questo senso, le altre due regioni da menzionare sono la Toscana (incremento di penetrazione del 4% e ormai al 20% del totale) e la Lombardia, che partendo da lontano (12% biologico soltanto) ha aggiunto il 3.3% della superficie vitata nel solo anno 2015. Proseguiamo con le analisi dettagliate.
 
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  • Secondo Sinab ci sono in Italia 53900 ettari in biologico, il 15% in più rispetto al 2014, quindi 7000 ettari tondi tondi in più. Sono in crescita anche le superfici in conversione, passate da 25460 ettari a 29741, quindi +4281 ettari. Il totale porta il biologico a 83642 ettari, il 13% della superficie vitata italiana. L’incremento è importante anche guardando al medio termine: dal 2010 al 2015 la crescita del fenomeno è stata del 60%, di cui +26% per le superfici biologiche e +211% per quelle in fase di conversione. E’ dunque lecito aspettarsi una ulteriore crescita negli anni a venire, quando una parte delle conversioni passeranno di grado.
  • La regione principe resta la Sicilia, in tutti i sensi. Per superficie totale, 32300 ettari contro gli 11600 della Toscana e i 10900 della Puglia, ma anche sotto altri aspetti, quali la penetrazione sulla superficie totale (30% contro il 13% medio italiano), l’incremento in valore assoluto del 2015, 5200 ettari su un totale italiano di +11281, quindi quasi la metà, e di incremento come dicevamo sulla sua superficie vitata totale, +4.8 punti percentuali.
  • Scorrendo la lista vale la pena di sottolineare le regioni dove il fenomeno non sta più progredendo. In Emilia Romagna, Basilicata, Liguria e Sardegna i dati sono negativi tra il 2015 e il 2014. In un paio di regioni sono anche negativi sul quinquennio, come in Abruzzo, nonostante il lieve incremento del 2015 oppure nel Lazio (stesso discorso) o in Liguria, regioni dove comunque si è vissuto un forte calo delle superfici vitate globali.
  • Infine una parola per la Toscana, che diventa la seconda regione in Italia per superfici bio superando la Puglia, e il forte balzo di due regioni del nord, Lombardia e Veneto, dove il fenomeno sembra essere decollato, da livelli di partenza inferiori alla media nazionale (soprattutto nel caso del Veneto).
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(Fonte: http://www.inumeridelvino.it)