Presentazione Packaging & MOCA

Presentazione Packaging & MOCA

I principali standard volontari volti a garantire la sicurezza alimentare degli imballaggi e dei MOCA sono BRC/IOP (GSPP), UNI 15593, GMP FEFCO, Reg. CE 2023:06, ISO 22000.
Mentre gli standard rivolti principalmente alla sostenibilità ambientale sono EPD-DAP, ISO 14040, PEFC CoC, ISO 14001.

I Materiali e Oggetti destinati ad entrare in Contatto con Alimenti (MOCA), fra essi la grande famiglia del Food Packaging, giocano un ruolo molto importante nella sicurezza alimentare.
 
Sono MOCA gli imballaggi alimentari in qualunque materiale, gli avvolgenti per alimenti, i prodotti monouso per alimenti, le parti di macchine alimentari destinate ad entrare in contatto con l’alimento, i casalinghi e affini, le attrezzature per alimenti, i dispositivi di protezione igienica quali guanti monouso, tutte le famiglie di materiali e semilavorati con i quali questi manufatti sono poi realizzati, etc…
Una vastissima ed eterogenea tipologia di prodotti.

Mediamente il 10% della allerta in filiera alimentare è causato da MOCA.
Per questo è molto importante gestire i pericoli che possano derivare agli alimenti da tali manufatti, pericoli che il sistema e gli standard classificano come segue:
  • pericoli chimici, quali molecole che migrino dal materiale all’alimento creando pericolo per la salute umana, alterando la composizione del prodotto o conferendo odori e sapori sgraditi;
  • pericoli fisici, quali parti, bave o corpi estranei in generale potenzialmente provenienti dai MOCA
  • pericoli microbiologici, da mancata gestione di informazioni o fasi, inerenti la pulizia o bonifica dei MOCA
  • pericoli da inidoneità tecnologica, rispetto alle prestazioni attese necessarie per assicurare la salubrità del prodotto alimentare (ermeticità, de laminazioni, etc…)
Il legislatore comunitario ha infatti stabilito che ai  materiali a contatto con alimenti debbano essere applicati gli stessi criteri e principi di sicurezza che si applicano agli alimenti, per il principio base che la sicurezza alimentare riguarda tutta la filiera: “from the farm to the fork”.

Da questo principio generale deriva una complessa legislazione che riguarda i requisiti di sicurezza generale dei manufatti classificati MOCA e quelli relativi al sistema di buone pratiche, imposto per la loro produzione; ne deriva poi anche un sistema di controlli pubblici basato sull’obbligo di notifica all’Autorità sanitaria Competente di tutti gli stabilimenti che svolgano importazione, produzione, trasformazione o distribuzione di MOCA.


Tra gli strumenti messi a disposizione da CSQA per le imprese della filiera MOCA, per fornire dimostrazione di aver operato in base allo “stato dell’arte” e con la “diligenza del buon padre di famiglia” controllando i requisiti di conformità e sicurezza dei MOCA in modo adeguato, c’è la certificazione volontaria.
 
Le Norme Tecniche o Standard, infatti, in quanto “stato dell’arte”, sono utilissimi strumenti per implementare un sistema di gestione della sicurezza alimentare dei MOCA che permetta fornire ragionevole confidenza che le imprese siano in grado di progettare e produrre manufatti conformi per il loro mercato di riferimento;
le norme tecniche sono inoltre utile strumento cui riferire la qualifica dei fornitori di MOCA, da parte dell'industria alimentare.
 
La certificazione accreditata rilasciata da CSQA sulla base degli standard disponibili, inoltre, fornisce al mercato, ed a tutte le parti interessate, credibilità circa il grado di soddisfacimento dei requisiti degli standard prescelti da parte dei produttori di MOCA.
 
I principali standard volontari, volti a garantire la sicurezza alimentare dei MOCA e degli imballaggi, possono essere divisi in Standard pubblici e privati, di sistema e di prodotto.
 
Fra gli standard pubblici di sistema certamente oggi troviamo lo standard internazionale ISO 22000, Sistemi di Gestione della Sicurezza Alimentare, che con la recente coerente specifica tecnica ISO/TS 22002-4, costituisce il corpo di norme dedicato al settore ed include e soddisfa anche i requisiti di due altre norme precedenti, l’inglese PAS 223 e la europea EN 15593.
 
Gli standard pubblici di prodotto sono moltissimi, reperibili nelle banche dati di UNI o di ISO (vedasi: http://store.uni.com/magento-1.4.0.1/index.php/home/); fra queste possiamo trovare norme trasversali, quali quali la UNI 10192, la quale definisce descrive una serie di procedure fra di loro indipendenti per valutare l’idoneità organolettica di imballaggi primari destinati al confezionamento degli alimenti, o altre norme per specifiche tipologie di manufatti, quali ad esempio la UNI 11311 che definisce i requisiti dei tappi sintetici espansi destinati al condizionamento di bevande e liquidi alimentari.
 
Gli standard privati nel tempo hanno occupato spazi non presidiati da altri standard pubblici, ma alcuni di questi sono tutt’ora disponibili per la certificazione. Fra gli standard di sistema privati troviamo in primis lo standard FSSC 22000, pubblicato da GFSI. Si tratta di un sistema di gestione della sicurezza alimentare che fa specifico riferimento e si appoggia sullo standard pubblico ISO 22000, vi aggiunge i requisiti tecnici di ISO/TS 22002-4 come sopra descritti, ed alcuni (nove) requisiti addizionali specifici appunto di GFSI.
 
Gli standard privati di prodotto, sono invece diversi, a seconda dei gruppi di interesse che nel tempo li hanno promossi. Fra quelli disponibili BRC IoP, originariamente pubblicato dal consorzio inglese BRC, che dal 2016 è stato acquisito dal gruppo anglosassone LGC Limited.
Poi IFS-HPC, pubblicato dalla tedesca International  Featured  Standards Gmbh.
Entrambe richiedono un sistema di gestione della sicurezza alimentare basato sull’analisi dei pericoli, in alcuni casi condotta specificatamente con la tecnica HACCP, e specifiche aggiuntive proprietarie, per il controllo dell’igiene dei processi, prodotti e ambiente di lavoro.
 
CSQA ha poi predisposto, per questo ambito e settore, un’apposita attività ispettiva finalizzata a valutare la conformità ai requisiti prescritti dal  Reg. CE 2023:06 (GMP) per le Imprese della filiera di produzione, trasformazione e distribuzione MOCA; 
CSQA è quindi in grado di fornire un’attestazione di parte terza sul grado di conformità a requisiti cogenti applicabili per le buone pratiche di fabbricazione dei MOCA.