Monte Amiata: tra gestione forestale e promozione del territorio

25/01/2019

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                                                                                                                                                                                                                                                                             (Foto: http://www.consorzioforestaleamiata.it)

Quando un bosco è gestito in maniera attiva e sostenibile il turismo, la biodiversità e il legname convivono insieme e in equilibrio: lo dimostra il Consorzio Forestale dell’Amiata, attraverso il percorso intrapreso negli ultimi 15 anni per promuovere l’intero ecosistema amiatino.

Primo in Italia, il Consorzio Forestale dell’Amiata nel 2003 ha infatti ottenuto la certificazione di Gestione Forestale Sostenibile (GFS) PEFC da CSQA, dando il via a studi e analisi da parte di un Organismo di Certificazione che nel corso degli anni ha verificato la sostenibilità ambientale, economica e delle operazioni colturali secondo parametri internazionalmente riconosciuti.
Tante oggi sono le attività che concorrono alla promozione del territorio in termini non solo turistici ma anche economici: il Consorzio, che gestisce circa 3.200 ettari, ha ottenuto un’estensione del Certificato di GFS alla Catena di Custodia, che garantisce la rintracciabilità del legname amiatino e dei prodotti forestali dal bosco sino al consumatore finale.
“Il Consorzio ha scelto di puntare alla promozione del territorio attraverso la certificazione PEFC, per far conoscere a tutto il mondo quelle che sono le normali procedure di gestione boschiva che adottiamo quotidianamente nel rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e dei diritti dell’uomo”, spiega Francesca Galli, del Consorzio Forestale dell’Amiata.

Grazie alla pianificazione forestale, il Consorzio si impegna a prevedere annualmente tagli di utilizzazione dai quali si ricavano circa 5.000 mc di legname di faggio (alto fusto), circa 1.000 mc di legname di conifere e circa 40.000 q.li di legna da ardere proveniente da boschi cedui.

“Il bosco certificato ha un approccio multifunzionale: non è un caso che nella faggeta certificata del Monte Amiata siano nate esperienze di parchi avventura, escursionismo, bike resort, strutture ricettive di alto livello”, aggiunge Antonio Brunori, Segretario del PEFC Italia. All’interno della faggeta spicca ad esempio il percorso Amiata per Tutti, realizzato nel 2008 in collaborazione con l’Unione Italiana Ciechi (Sez. Grosseto) e la Comunità Montana Amiata Grossetano. Pensato per non vedenti, ipo vedenti e disabili motori il percorso consta di 15 stazioni sensoriali e divulgative: installazioni, modelli a rilievo, riproduzione che raccontano i criteri di gestione sostenibile e permettono di conoscere i boschi, il sottobosco e la fauna locale. Non manca lo sport, con l’Amiata FreeRide Bike Resort, che assicura adrenaliniche discese nei percorsi downhill ma anche escursioni tra le valli toscane, e l’IndianaPark Amiata, parco avventura con percorsi tra gli alberi e attività adatti a tutti.

“Il Consorzio Forestale dell’Amiata non è soltanto il primo bosco certificato PEFC in Italia, ma è anche una realtà importante che dimostra come l’economia del bosco non sia soltanto legata al legname, ma anche ai prodotti forestali non legnosi, come funghi, tartufi, castagne, e infine carbone e attività turistiche”, ha aggiunto Antonio Brunori, Segretario del PEFC Italia.
Il Consorzio sta inoltre mettendo in atto il progetto – ad ora in fase sperimentale – che permetterà di produrre carbone vegetale da legna, attività dismessa alla fine degli anni ’50 e che ora riprende vita, con l’obiettivo di portare sul mercato nel 2019 i primi sacchetti di ‘Carbone dell’Amiata’ di legna certificata PEFC. L’idea del Consorzio Forestale dell’Amiata, che con il supporto iniziale della Provincia di Grosseto ha partecipato al progetto europeo Biomass Plus, innova la tradizione introducendo moderni forni mobili orizzontali. (Fonte: https://www.greenstyle.it)