Studi legali, certificazione e gestione del rischio

11/05/2018



Con la nuova prassi UNI/PdR 33, lo studio legale certificato sotto accreditamento garantisce una corretta gestione delle proprie attività e delle principali aree di rischio a tutela della clientela e del proprio personale.
 
Un aiuto nella gestione del rischio per gli studi legali: è questo il contributo della nuova prassi UNI/PdR 33:2017. Ottenendo la certificazione accreditata, gli studi legali possono migliorare l’offerta dei propri servizi professionali, attraverso un’organizzazione efficiente e un’efficace prevenzione dei rischi.
L’attestazione di conformità viene rilasciata da organismi di certificazione accreditati da Accredia che verificano l’adozione e la corretta applicazione dei requisiti.

Lo studio legale così certificato garantisce la corretta ed efficace gestione delle proprie attività a tutela della clientela e del proprio personale interno. Inoltre la certificazione attesta la capacità dell’organizzazione di individuare, prevenire e gestire le principali aree di rischio relative all’esercizio della professione forense, quantificandone l’entità in rapporto alle varie attività svolte. Gli studi certificati, in prospettiva, potranno avvalersi della certificazione accreditata, anche per concordare con i rappresentanti del settore assicurativo una riduzione dei costi relativi alle coperture assicurative obbligatorie per le responsabilità connesse all’esercizio della professione forense.

La certificazione secondo la UNI/PdR 33:2017 può essere richiesta da qualunque studio legale, indipendentemente da dimensione, forma giuridica e settore lavorativo, per dimostrare che le proprie attività sono strutturate e gestite in maniera organizzata, con particolare riferimento alla prevenzione, all’individuazione e al controllo dei rischi connessi all’esercizio della professione, in ambito sia giudiziale che stragiudiziale.

Promossa dall’Associazione Italiana degli Studi Legali Associati (ASLA) con l’obiettivo di offrire agli studi operanti in Italia dei riferimenti validi ed efficaci per la gestione organizzata e razionale della propria attività, la prassi di riferimento si caratterizza per diversi elementi tra cui:
  • la definizione di criteri e principi ulteriori rispetto ai requisiti cogenti (il cui rispetto da parte dello studio legale costituisce un presupposto per l’applicazione della prassi stessa);
  • la complementarità con la norma UNI EN ISO 9001 (dal momento che è strutturata secondo principi e criteri di altre norme applicabili a uno studio legale);
  • la centralità dell’analisi del contesto e la valutazione dei rischi.
(Fonte: https://www.accredia.it)