Bilancio sociale nelle aziende sanitarie

01/06/2018

Bilancio sociale, responsabilità e rendicontazione

Il tutto condito e rispettando le normative sulla pubblica amministrazione digitale, e nel nostro specifico la sanità digitale, quindi ogni cittadino potrà avere la facoltà comodamente dal proprio pc di casa, di consultare il sito internet dell’azienda sanitaria alla quale intende approcciarci e interpretarne i dati. Esistono al tal fine anche sintesi del bilancio sociale aziendale che garantiscono una più facile lettura al cittadino che non sempre è dotato delle conoscenze utili per apprendere da dati stilati in linguaggi troppo tecnico – specialistici.

Volendo dare una definizione di bilancio sociale, possiamo dire che esso è uno strumento della democrazia moderna, lo strumento attraverso cui un’organizzazione sanitaria vuole rendere conto ai propri stakeholder dei valori e delle attività svolte, rendendo trasparenti e comprensibili all’esterno le priorità e gli obiettivi, le azioni/interventi programmati e realizzati, le risorse impiegate e i risultati raggiunti, dando così la possibilità ai destinatari di formulare un proprio giudizio sull’attività posta in essere e sulla sua affidabilità nel rispettare gli impegni presi. Esso ha natura volontaria, quindi l’atto stesso da parte delle aziende che decidono di sottoporsi a questo tipo di valutazione da parte degli stakeholder rappresenta un elemento di comunicazione che di per sé porta a un avvicinamento presso l’organizzazione stessa, è un concetto che mira a stabilire un rapporto di collaborazione estesa con tutte le persone e/o aziende che hanno interesse verso l’organizzazione sanitaria di riferimento. Oltretutto dona sicuramente, il fatto stesso di avere elaborato una rendicontazione sociale, una maggiore affidabilità presso la struttura sanitaria, con la finalità di instaurare un rapporto comunicativo e/o di legittimazione con i propri interlocutori, raccontando in modo chiaro e comprensibile cosa l’organizzazione, privata, pubblica o no – profit, ha fatto e si propone di fare e come intende operare nella persecuzione della propria mission.

Si è più volte quindi dichiarato che il bilancio sociale si rivolge principalmente agli stakeholder, che come ha definito Freeman nel 1984 “rappresentano tutti quegli individui e gruppi ben identificabili da cui l’impresa dipende per la sua sopravvivenza: azionisti, dipendenti, clienti, fornitori, e agenzie governative. In senso più ampio stakeholder è ogni individuo ben identificabile che può influenzare o essere influenzato dall’attività dell’organizzazione in termini di prodotti, politiche e processi lavorativi. In questo più ampio significato, gruppi d’interesse pubblico, movimenti di protesta, comunità locali, enti di governo, associazioni imprenditoriali, concorrenti, sindacati e la stampa, sono tutti da considerare stakeholder”. Con Clarkson nel 1995, il concetto di stakeholder è stato esteso anche a tutti quei soggetti portatori di interessi potenziali per un’azienda, cioè persone o gruppi che hanno pretese, titoli di proprietà, diritti, o interessi, relativi a un’impresa e alle sue attività. La responsabilità sociale: connesso al bilancio sociale vi è la responsabilità sociale d'impresa (corporate social responsibility, Csr) che rappresenta, nel gergo economico e finanziario, l'ambito riguardante le implicazioni di natura etica all'interno della visione strategica d'impresa: è una manifestazione della volontà delle aziende di gestire efficacemente le problematiche d'impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. Maturare nell’ambito della promozione di prassi di valenza sociale e della certificazione dei sistemi di gestione, per sottolinearne il valore etico, nelle amministrazioni pubbliche attraverso proprio all’introduzione del bilancio sociale, quale strumento sia di controllo strategico che di gestione del consenso e legittimazione sociale (customers satisfation /soddisfazione dei clienti/opinione pubblica).

In sanità tale orientamento è alla base di una corporate governance, quale insieme dei criteri e dei processi di governo di un’azienda finalizzati alla salvaguardia della creazione di valore nel tempo per gli stakeholders, nella quale si inserisce e si realizza anche il governo clinico, attraverso l’esercizio della responsabilità del miglioramento continuo della qualità delle cure e dei servizi erogati e nel mantenimento di alti standard assistenziali da parte dei professionisti e dell’organizzazione. A livello di governo aziendale vi sarà monitoraggio della spesa media pro-capite per livello assistenziale, da un’analisi, di tipo benchmarking, condotta a livello organizzativo orizzontale, ad esempio per strutture omologhe in ambito di presidio ospedaliero, per zona-distretto, per medico di medicina generale; ciò al fine di integrare il sistema di rendicontazione dell’uso delle risorse economico-finanziarie con considerazioni di impatto redistributivo scaturenti dal confronto tra il livelli di spesa sostenuti, per aree di intervento omogenee, in funzione della dimensione del soggetto erogatore e della complessità degli interventi adottati, nonché in relazione al bisogno di salute espresso dalla comunità di riferimento.

Il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali ha promosso una serie di iniziative a supporto della corporate social responsibility, termine tradotto in italiano come responsabilità sociale d’impresa e ha richiamato le imprese a seguire atteggiamenti socialmente responsabili. Un contributo notevole alla diffusione della responsabilità sociale viene, inoltre, dal dipartimento della funzione pubblica che, nell’ambito del Programma Cantieri, ha istituito un apposito Laboratorio di Innovazione sul bilancio sociale rivolto a tutte le amministrazioni pubbliche (direttiva del 17 febbraio 2006). La rendicontazione sociale è un processo che parte dall’interno dell’organizzazione, si rendiconta per comunicare ma e per rendere conto di ciò che si è e si fa. Deve esistere un legame molto forte tra il processo di rendicontazione all’esterno e la capacità di un’amministrazione di chiarire internamente e acquisire consapevolezza del proprio ruolo.
Per le amministrazioni pubbliche sanitarie ragionare in termini di rendicontazione sociale è un’occasione potentissima per mettere a fuoco la propria missione istituzionale e cercare di costruire una maggiore coerenza tra decisioni, azioni e risultati, in un’ottica di servizio alla comunità. Il bilancio sociale assume un importante ruolo nel processo di rendicontazione sociale, divenendo uno strumento molto utile per documentare il legame tra l’interno e l’esterno dell’ente, indicando la coerenza che c’è tra la qualità dei processi organizzativi e gestionali dell’ente e la qualità dei risultati prodotti all’esterno nella produzione di servizi e nell’attuazione di politiche di intervento.

Ma è la costruzione di un percorso per dare evidenza all’esterno di ciò che si è prodotto dall’interno (dichiarazione di cosa si fa e si produce nell’amministrazione), non si sostituisce a strumenti di rendicontazione e di misurazione dei risultati, anzi attinge da questi strumenti le informazioni necessarie. Il bilancio sociale deve consentire di valutare le performance dell’ente dando conto, anche di ciò che non è coerente con gli interventi realizzati o di ciò che non è in linea con le aspettative e le previsioni (trasparenza e affidabilità del documento).
Il bilancio sociale è quindi un mezzo di comunicazione, che fornisce l’occasione per dare visibilità alle scelte e alla capacità degli amministratori di rispettare gli impegni presi con i cittadini.

I destinatari del bilancio sociale

Il punto di vista del cittadino risulta essere il punto di partenza e il punto di arrivo del processo di rendicontazione sociale, essendo uno strumento di dialogo e partecipazione, nel quale il cittadino ne diviene protagonista. Il bilancio sociale è inteso come l’inizio di un dialogo con i cittadini e il successo dell’iniziativa dipenderà dall’intensità e dalla qualità di questo scambio. Il documento è destinato a tutti i soggetti e ai gruppi di soggetti portatori di valori, di bisogni, di interessi, di aspettative nei confronti di una organizzazione sanitaria (Asl o Aou) , che possono influenzare o che sono influenzati dall’attività dell’amministrazione in termini di servizi, politiche e processi decisionali. Pertanto, la mappatura degli stakeholder è un modo per classificare e focalizzare i diversi punti di vista da cui guardare un’amministrazione.
La possibilità e la capacità di un’amministrazione pubblica di render conto del proprio operato è favorita dalla maturazione di vari processi di cambiamento diversi ma strettamente connessi tra loro, cambiamento istituzionale, culturale e gestionale. Il bilancio sociale è quindi l’atto che dà la possibilità di espressione della qualità del sistema rappresentando un’occasione e uno strumento importante per cambiare e far crescere il sistema stesso.

Le dimensioni del bilancio sociale

Il processo di rendicontazione sociale è intrinsecamente un processo multidimensionale, nel quale si integrano e interagiscono dinamicamente molteplici dimensioni:
  • Dimensione comunicativa: il bilancio sociale consente di porre al centro dell’azione amministrativa il governo delle relazioni con l’esterno al fine di garantire una maggiore qualità dei processi di comunicazione e di scambio con i portatori di interesse, contenendo il concetto di accountability, intesa come necessità di rendere conto (in modo trasparente ed esaustivo) da parte di coloro che hanno ruoli di responsabilità nei confronti della società o delle parti interessate al loro operato ed alle loro azioni, creando valore economico e sociale in modo correlabile al valore delle risorse impiegate;
  • Dimensione contabile: il bilancio sociale serve a dare risposta all’esigenza di integrare e rivitalizzare il sistema di rendicontazione dell’uso delle risorse economico finanziarie già adottato dalle amministrazioni pubbliche, in attuazione delle disposizioni normative vigenti;
  • Dimensione politica: il bilancio sociale consente di riqualificare e rilegittimare socialmente l’azione amministrativa e il sistema della rappresentanza, attraverso una maggiore trasparenza e visibilità delle scelte politiche e una possibilità di valutazione condivisa della capacità di buon governo;
  • Dimensione organizzativa e strategica: il bilancio sociale può essere uno strumento efficace per ridettare i processi di pianificazione, programmazione e controllo dell’ente in un’ottica diversa (dal punto di vista del cittadino) e ripensare l’assetto organizzativo dell’ente;
  • Dimensione di governance interna: il bilancio sociale fornisce uno strumento al sistema amministrativo nel suo complesso per responsabilizzare le amministrazioni alla sostenibilità della spesa pubblica, anche con riferimento alle azioni di risanamento del deficit pubblico (spending review) e leggi di contenimento della spesa pubblica);
  • Dimensione professionale: il bilancio sociale permette di ridare senso al lavoro svolto dal pubblico dipendente con una azione di feedback positivo sugli operatori, orientando l’organizzazione del lavoro alla consapevolezza e al miglioramento dei risultati prodotti per i destinatari, valorizzando e sviluppando le competenze e le professionalità, trovando nuove occasioni di motivazione e di responsabilizzazione del personale stesso.
Ogni amministrazione sanitaria pubblica, come detto, in quanto titolare di una funzione di tutela di interessi e di soddisfazione di bisogni di salute dei cittadini, ha l’onere di rendere conto di quanto operato nei propri ambiti di competenza, adottando strumenti di rendicontazione diversi e aggiuntivi rispetto al bilancio di esercizio, che rendano più trasparenti e leggibili da parte del destinatario finale i risultati raggiunti.
Le aziende sanitarie devono effettuare una chiara formulazione dei valori e delle finalità che presiedono alla propria azione e l’identificazione dei programmi, piani e progetti in cui si articola; attribuzione delle responsabilità politiche e dirigenziali; l’esistenza di un sistema informativo (processo di digitalizzazione) in grado di supportare efficacemente l’attività di rendicontazione; il coinvolgimento interno degli organi di governo e della struttura amministrativa e della comunità nella valutazione degli esiti e nella individuazione degli obiettivi di miglioramento; l’allineamento e l’integrazione degli strumenti di programmazione, controllo, valutazione e rendicontazione adottati dall’amministrazione nonché la continuità dell’iniziativa.
Per quanto concerne i contenuti del bilancio di rendicontazione sociale o di missione si ritrovano soprattutto tre ambiti:
  • Valori di riferimento, visione e programma dell’amministrazione con i quali l’amministrazione esplicita la propria identità attraverso i valori, la mission e la vision che orientano la sua azione, chiarisce gli indirizzi che intende perseguire e le priorità di intervento.
  • Politiche e servizi resi, quindi il rendere conto del proprio operato nelle diverse aree di intervento e dei risultati conseguiti in relazione agli obiettivi dichiarati.
  • Risorse disponibili e utilizzate
Il bilancio sociale contiene una presentazione iniziale del documento e una nota metodologica sul processo di rendicontazione. Per valori di riferimento, visione e programma dell’amministrazione si intendono quei contenuti che illustrano il modo in cui l’amministrazione interpreta la propria missione istituzionale, esplicitando i valori di riferimento, la visione e le priorità di intervento, con riferimento alle caratteristiche e all’evoluzione del contesto in cui opera. Questa parte del bilancio sociale induce l’amministrazione a rendere espliciti gli elementi fondamentali per rappresentare il senso complessivo della sua azione. Il bilancio sociale chiarisce gli ambiti di competenza, descrive il suo assetto istituzionale, governo e struttura organizzativa tenendo conto sia dell’articolazione interna, sia della rete dei soggetti collegati, come più volte riportato, gli stakeholder.

Per rendicontazione delle politiche e dei servizi si intende il dovere di rendicontare le politiche e i servizi resi dall’amministrazione evidenziandone i risultati conseguiti in relazione agli obiettivi dichiarati. Questa sezione del bilancio va articolata per aree di rendicontazione, che riconducano le molteplici attività dell’amministrazione a ambiti di intervento coerenti con il programma e significativi dal punto di vista dei suoi interlocutori. Per ogni area di rendicontazione andranno quindi dichiarati gli obiettivi perseguiti con le azioni intraprese per conseguire tali obiettivi indicando le relative le risorse impiegate, nonché i risultati raggiunti e gli impegni e le azioni previste per il futuro, indicando quanto fatto dall’amministrazione e quanto fatto da soggetti esterni, pubblici o privati, con i quali l’amministrazione ha definito rapporti di collaborazione (mediante contratti, concessioni, accordi, convenzioni, ecc....) nell’attuazione delle politiche o per la gestione dei servizi. Oltretutto si va a rendicontare le iniziative poste in essere per favorire e promuovere la partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali (per esempio riunioni con associazioni di malati o di famigliari di malati).

Nella parte inerente la rendicontazione delle risorse disponibili e utilizzate il bilancio sociale deve rendere conto delle risorse di cui l’amministrazione ha potuto disporre e loro gestione (entrate e spese della gestione, proventi e costi della gestione, dotazione e caratteristiche del personale, interventi di razionalizzazione e innovazione organizzativa, interventi per accrescere e valorizzare il capitale umano dell’amministrazione, utilizzo e sviluppo di infrastrutture e soluzioni tecnologiche per la gestione dei processi e dei servizi, partecipazioni promosse e realizzate dall’amministrazione con altri soggetti pubblici e privati.
 
Il bilancio va affiancato da una nota che chiarisce finalità e contenuti del documento e fornisce ogni altra informazione utile a contestualizzarne la funzione, descrivendo il processo di rendicontazione seguito dall’amministrazione nella costruzione del bilancio sociale, i metodi di raccolta dei dati e loro elaborazione, i soggetti interni ed esterni che hanno preso parte al processo, nonché le diverse fasi seguite e il tempo impiegato nella sua realizzazione e sull’evoluzione e sugli obiettivi di miglioramento del processo di rendicontazione, anche attraverso l’acquisizione di giudizi da parte dei destinatari del documento. Il bilancio sociale viene redatto al termine di un processo, che ha visto dapprima la definizione del sistema di rendicontazione, quindi la struttura di base e esplicitando la visione e il programma dell’amministrazione, si individuano le diverse aree di rendicontazione e per ciascuna di esse si definiscono tutti gli elementi informativi e gli indicatori necessari. Si raccolgono poi le informazioni e i dati da riportare nel bilancio sociale organizzando in modo strutturato le informazioni qualitative e quantitative in un documento approvato dall’organo di governo dell’amministrazione. Si realizzano poi azioni di diffusione e di partecipazione del bilancio sociale all’interno e all’esterno dell’amministrazione.

Tutte le fasi del processo garantiscono sia il coinvolgimento della struttura interna che il raccordo con il sistema di programmazione e controllo. La redazione avviene dopo una attenta analisi dei documenti istituzionali da cui trarre informazioni sull’assetto, sugli indirizzi generali, sui programmi dell’amministrazione, dei documenti contabili, dei bilanci sociali degli anni precedenti, di relazioni, rapporti di gestione e documenti interni che rappresentano i risultati raggiunti dall’amministrazione, tenendo conto del contesto di riferimento. Gli elementi relativi alle singole aree di rendicontazione devono essere descritti in modo da fornire le informazioni quantitative e qualitative utili alla formulazione di un giudizio sull’operato dell’amministrazione da parte dei suoi interlocutori. Vanno rappresentati gli obiettivi perseguiti, in termini di cambiamenti quantificabili e misurabili attesi rispetto alla situazione di partenza, le azioni intraprese, esplicitando indicatori di processo (attività, tempi, stato di avanzamento), le risorse impiegate, in termini di volumi di fattori produttivi impiegati, finanziari ed economici, i risultati raggiunti in termini di quantità e qualità delle prestazioni rese con specifici indicatori di efficienza, di efficacia e di effetto, che valutano la ricaduta sociale degli interventi realizzati (outcome), giudizi formulati direttamente dai destinatari degli interventi e dagli utenti dei servizi (customers satisfation), senza tralasciare ogni altro elemento descrittivo che consenta di valutare il rapporto tra gli obiettivi previsti e i risultati conseguiti.

Il bilancio deve contenere anche gli impegni e le azioni previste per il futuro. Bisogna rendicontare le entrate e le spese, evidenziando la provenienza e la destinazione delle risorse finanziarie, le politiche di bilancio adottate, l’articolazione delle spese correnti e per investimenti, mediante l’elaborazione di opportuni indicatori finanziari, la rendicontazione dei proventi e dei costi, riportando i dati derivanti dall’utilizzo della contabilità economico-patrimoniale, del patrimonio e della sua variazione, fornendo informazioni relative in particolare alla gestione dei beni mobili e immobili, alle operazioni finanziarie, ai debiti contratti e in generale agli equilibri a breve e a medio-lungo termine.
Si richiede la rendicontazione del personale e dell’organizzazione, fornendo informazioni relative alle politiche di gestione e di sviluppo del personale, (formazione, valutazione, mobilità, sistema retributivo e politiche di incentivazione, comunicazione, benessere organizzativo, ecc…) e alle innovazioni di struttura e di processo relative all’organizzazione del lavoro e la rendicontazione relativa alle infrastrutture e alle tecnologie, fornendo informazioni sugli investimenti realizzati per migliorare la qualità degli spazi fisici (esempio: costruzione di un nuovo percorso o dipartimento) e delle soluzioni tecnologiche avanzate per la gestione dei processi e dei servizi (adozione di nuovi macchinari o strumentazioni). Va inserita la rendicontazione delle partecipazioni, fornendo un quadro significativo degli enti e delle società di cui l’amministrazione detiene il controllo o quota di partecipazione e illustrando anche i risultati derivanti dalla rete di alleanze con altri soggetti pubblici e privati poste in essere dall’amministrazione.

La capacità dell’amministrazione di rendere conto del suo operato dipende strettamente dalla costruzione e dal livello di definizione di un idoneo sistema informativo di supporto, come previsto dalla normativa della digitalizzazione della pubblica amministrazione, con raccolta di dati sia di tipo qualitativo che quantitativo facilmente consultabili e reperibili, contenuti in appositi database. La seguente fase è la diffusione del bilancio, dopo la approvazione da parte dell’organo di governo dell’amministrazione. Un bilancio sociale di successo, comunica realmente con gli stakeholder, si deve adottare un linguaggio semplice e scorrevole evitando l’utilizzo di concetti e termini tecnici e settoriali specifici, utilizzando prevalentemente dati quantitativi rappresentati con tabelle e grafici accompagnati da spiegazioni che ne rendano facile, veloce e comprensibile la lettura da parte dei cittadini. L’ultima fase del processo di bilancio sociale è quella della sua pubblicazione. L’amministrazione sanitaria deve consentire un’efficace diffusione del bilancio sociale, (altrimenti non avrebbe il senso completo la sua elaborazione), mettendo a disposizione il documento integrale o un suo estratto a tutti i cittadini e ai diversi interlocutori interni ed esterni all’amministrazione, come la distribuzione presso gli sportelli dell’amministrazione o presso specifici punti informativi, sul sito internet aziendale, o convegni dedicati.

Deve essere lasciata priorità alla raccolta di giudizi, valutazioni e commenti da parte dei destinatari, favorendo incontri pubblici forum online, indagini di soddisfazione, sondaggi di opinione, ecc..., per valutare sia il gradimento e l’efficacia comunicativa del bilancio, sia il giudizio dei destinatari sui risultati raggiunti dall’amministrazione, favorendo la costruzione di un dialogo permanente tra l’amministrazione e i suoi interlocutori. Alcuni indicatori utilizzati per semplificare la comunicazione con gli stakeholder sono quelli facenti parte al gruppo delle attività: rendicontazione delle risorse umane, strumentali e finanziarie dichiarando per una Asl ad esempio il numero di medici di medicina generale e posti letto per un singolo distretto, numero di punti di ai presenti ai quali potersi rivolgere per prenotare esami specialistici, numero di laboratori diagnostici e numero infermieri dedicati alla assistenza domiciliare, numero dei posti letto ospedalieri per numero di abitanti, costi attività di screening. Indicatori per i volumi erogati e le prestazioni rese possiamo utilizzare quelli i numeri di screening effettuati per una tipologia di patologia, il numero di vaccinazioni effettuate, numero di accessi al pronto soccorso e numero di ricoveri con indicati i giorni di degenza per patologia, numero di interventi ispettivi presso gli allevamenti. Per l’area dell’efficienza e produttività della azienda sanitaria sono utilizzati indicatori di rapporto medici e infermieri per abitanti/posti letto, costo assistenza a domicilio e numero di pazienti trattati, numero addetti ai servizi territoriali di pronto soccorso in base al numero di abitanti. Indicatori di efficacia sono, a titolo di esempio, gli indicatori che mettono in relazione il numero dei parti naturali con quelli cesarei, tasso di infezioni ospedaliere, mortalità a trenta giorni dalla dimissione, tasso di riammissione ospedaliera post – dimissione, numero vaccinazioni effettuate in relazione al numero di soggetti vaccinabili, numero di reclami per ritardi, o omissioni o errori in base al totale del numero delle prestazioni erogate.
Sono da preferire indicatori di tipo quantitativo, semplici elaborazioni numeriche fanno rendere conto della grandezza di un fenomeno.

Nel bilancio sociale c’è il presente e il futuro di un’azienda

Il bilancio sociale è uno strumento attraverso il quale un’organizzazione rende conto, in una prospettiva sia reale sia che guarda al futuro, della propria mission, delle proprie strategie, delle attività realizzate e dei risultati prodotti, in relazione al complesso del suo agire e con riferimento a tutti i portatori di interesse coinvolti, ponendosi come ponte fra il passato, il presente ed il futuro dell’azienda, nell’ambito del processo di pianificazione, programmazione e controllo, un documento cerniera fra l’azienda e i suoi stakeholder e divenire della gestione aziendale. L’adozione della metodologia di traduzione della strategia in obiettivi operativi supporta utilmente allo scopo l’esplicitazione nel bilancio sociale di linee politiche e risultati attesi coerenti ai valori di riferimento e alla missione aziendale secondo categoria di stakeholders, prioritariamente rivolta alla comprensione e al monitoraggio del livello di implementazione della strategia raggiunto dall’organizzazione, ciò che in ambiente pubblico può essere definito - ai sensi del dlgs. 286/99 - controllo strategico. Il controllo strategico opportunamente ampliato nei contenuti concettuali e nelle modalità applicative di definizione della strategia, può contribuire in modo importante ad aumentare l’efficacia del processo decisionale, assumendo più propriamente con il bilancio sociale quella collocazione intermedia tra la valutazione ex ante della strategia e la valutazione ex post anche con riferimento a un ruolo del controllo di gestione attuato nella logica più moderna Activity Based.

Si realizzano le condizioni per disporre di un documento di rendicontazione di elevata capacità informativa da utilizzare sia come strumento di controllo strategico che di riorientamento dei processi manageriali nel quadro più ampio dei principi di rendicontazione sociale pubblica. L’integrazione della responsabilità sociale, compenetrata nell’impianto complessivo del sistema di pianificazione strategica, budget, feedback, porta a rendere sociale il sistema di programmazione e controllo e non semplicemente a valutare le ricadute sociali di ciò che è stato programmato. Per le aziende sanitarie, di natura giuridica di enti strumentali della Regione, l’adozione di strumenti di rendicontazione sociale, scaturisce dal nesso diretto dei fabbisogni di accountability con una responsabilità di mandato fiduciario, con un orientamento all’etica che consiste nel “rendere il conto” del valore pubblico creato, in cui, come intervento sul piano della comunicazione, il bilancio sociale di una azienda sanitaria locale o ospedaliera assume ancora più valore in quanto il prodotto di cui si parla è il bene più prezioso per l’essere umano: la salute.

Il bilancio sociale è anche il processo di autoanalisi e autovalutazione al quale si sottopone l’organizzazione, capace di restituire una maggiore consapevolezza intorno ai livelli di soddisfazione attesi e percepiti dagli interlocutori interni ed esterni, in rapporto alla realtà dei vincoli e dei bisogni di cui sono portatori. Non è di poca rilevanza, quindi, l’affiancamento del bilancio sociale in sanità agli altri strumenti di governance locale (piani attuativi, piani integrati di salute, atti di bilancio economico e relazioni allegate, ecc…) che, attraverso la valorizzazione dell’etica, intesa come orientamento gestionale, con l’intento di favorire l’accrescimento della condivisione di conoscenze, risorse e responsabilità in un ottica partecipativa di metodo per la generazione di alternative strategiche di risposta ai bisogni di salute.
(Fonte: Luigi Apuzzo, infermiere, https://www.nurse24.it)



Il bilancio sociale si inserisce, nel tema più ampio di bilancio economico – finanziario aziendale, affiancandolo, tenendo conto e rispettando il principio della trasparenza sempre più richiesta dai cittadini, che prima di decidere a quale struttura sanitaria rivolgersi è giusto sappiano a quale organizzazione stanno affidando la cura o riabilitazione del bene più prezioso dell’essere umano: la salute.