Tracciabilità e blockchain: le sfide nella filiera agroalimentare

13/03/2019


L'Italia può vantare un innegabile primato nel settore delle eccellenze agroalimentari ma è fuor di dubbio che il settore debba potenziare la propria performance di sostenibilità e procedere verso un modello di economia circolare. Rilevanti benefici potranno arrivare, in questo senso, dalle tecnologie di registri distribuiti (blockchain) dopo il DL Semplificazioni. Vantaggi legati non solo all’utilizzo della blockchain nel contrasto alle frodi alimentari, ma anche al monitoraggio della qualità e della sicurezza della filiera alimentare.
Partiamo con una panoramica delle iniziative del Governo in tema di innovazione digitale e blockchain.

Le mosse del Governo per la Smart Nation

A pochi mesi dall’approvazione della legge di Bilancio per il 2019, emerge con più chiarezza la politica di innovazione introdotta dal Governo per dare al Paese un decisiva impronta digitale. Diversi finora gli strumenti adottati. Si va dall’adesione dell’Italia alla Blockchain Partnership, all’istituzione presso il Mise del tavolo di esperti per definire una strategia nazionale sulla blockchain; dalle nuove norme introdotte dal decreto-legge semplificazione, alla presentazione del Fondo Nazionale Innovazione.

L’Italia, come gli altri Paese meridionali dell’Unione Europea, ha un enorme potenziale di crescita nel settore digitale. Ne sono un esempio le tecnologie basate su registri distribuiti che, come si evince dall’indice di digitalizzazione dell’economia e della società, possono non solo rappresentare uno degli strumenti in grado di contribuire alla trasformazione della nostra economia e della nostra società verso una reale digitalizzazione, ma possono anche produrre un’ulteriore democratizzazione del modello economico italiano e dell’intero continente europeo.

Trattandosi di tecnologie basate sulla fiducia, gli analisti considerano gli smart contracts e i registri distribuiti come potenziali elementi di svolta in tanti ambiti diversi, quali la certificazione dell’origine dei prodotti, l’istruzione, i trasporti, la mobilità, la navigazione marittima, i registri catastali, le dogane, gli albi delle imprese e la sanità, per trasformare il modo con cui tali servizi sono erogati.

Un largo utilizzo di queste tecnologie può determinare non solo il potenziamento dei servizi di e-government,
 ma anche una maggiore trasparenza e minori oneri amministrativi, una migliore riscossione di diritti doganali, un migliore accesso alle informazioni pubbliche e una tutela maggiore per i consumatori. In altre parole, possono creare valore pubblico.

Paesi europei come Malta, molto attiva sul fronte delle cripto valute, ma ancor di più l’Estonia, in grado di diventare con il suo progetto e-Estonia la società digitale più avanzata del mondo, sono riusciti a costruire un ecosistema digitale efficiente, sicuro e trasparente, che fa risparmiare tempo e denaro ai cittadini, alle imprese e alle amministrazioni statali. A questo tipo di vantaggi punta anche il nostro Governo, che sta bruciando le tappe a ritmi elevati.

Per l’Italia, il tema dello sviluppo digitale non è nuovo, ma oggi riesce meglio a intercettare altri temi, tant’è che l’Agenda digitale sta incrociandosi con l’Agenda Globale 2030 delle Nazioni Unite 
che rappresenta la cornice ideale per implementare le tecnologie digitali in una visione integrata di sviluppo sostenibile, basata su quattro pilastri: Economia, Società, Ambiente, Istituzioni.

Anche su questo fronte la dinamica istituzionale sembra volgere in maniera più coordinata e compiuta, con la percezione di un approccio organico e pervasivo.
È stato il premier Conte a decidere di istituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri la cabina di regia con il compito di coordinare le azioni dei vari ministeri nel segno del benessere e della qualità della vita. Intervenendo a un incontro pubblico dal titolo “La politica italiana e l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. A che punto siamo?“, promosso dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS), il premier Conte ha dichiarato che “èin partenza presso la Presidenza del Consiglio la struttura di coordinamento delle politiche ministeriali in materia di sviluppo sostenibile e assicuro anche la mia massima disponibilità a coordinare una strategia nazionale in materia.”.

L’auspicio di molti è che il Governo, così facendo, possa intervenire in modo organico, non estemporaneo, nelle politiche industriali e nella strategia di crescita del Paese, con la convinzione che la costante ricerca di innovazione da parte delle amministrazioni centrali e locali, ma anche da parte di associazioni e start up, sia una strada irrinunciabile per assicurare benessere e sviluppo alle comunità. A tal proposito va citato il bando lanciato da FPA, in collaborazione con ASviS, per raccogliere i migliori progetti e prodotti che possano aiutare i singoli territori ad affrontare le tante debolezze dell’attuale modello di sviluppo.

Le innovazioni tecnologiche per la filiera agroalimentare

All’interno della cornice istituzionale, devono trovare attuazione le singole politiche di settore che vedono coinvolti diverse amministrazioni centrali e autorità di controllo. Le politiche di sviluppo della filiera agroalimentare, per esempio, trovano riscontro nel Goal 2 dell’Agenda 2030, che pone l’obiettivo di “porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile”. Uno dei target connessi invita i Paesi ad “aumentare gli investimenti, anche attraverso una cooperazione internazionale rafforzata, in infrastrutture rurali, servizi di ricerca e di divulgazione agricola, nello sviluppo tecnologico e nelle banche genetiche di piante e bestiame, al fine di migliorare la capacità produttiva agricola nei paesi in via di sviluppo, in particolare nei paesi meno sviluppati”.

È fuori di dubbio che il potenziamento della competitività del nostro sistema agroalimentare, nel rispetto dei vincoli sociali, ambientali e istituzionali (la cosiddetta “performance sostenibile”), esige di far progressivamente transitare il sistema food al modello di economia circolare, migliorando le conoscenze dei suoi principi presso gli imprenditori, definendo un piano di incentivi a sostegno del cambio di paradigma, favorendo la diffusione delle best practice per un’agricoltura 4.0. A tal fine andrebbe favorita la collaborazione del mondo universitario e della ricerca con gli operatori locali per definire le priorità e sviluppare innovazioni e soluzioni tecnologiche, organizzative e sociali, in grado di affrontare le sfide ambientali e nutrizionali, così da promuovere la sostenibilità della filiera agroindustriale e contribuire alla creazione di nuovi posti di lavoro.

Qualche utile suggerimento, in tal senso, viene proposto dalla FAO. Secondo il Rapporto FAO2018, le tecnologie di registri distribuiti forniscono un’opportunità unica per il settore agricolo. La piattaforma tecnologica introduce un nuovo concetto di fiducia digitale per ridurre l’incertezza tra compratori e venditori, tale da portare maggiore efficienza, trasparenza e tracciabilità allo scambio di informazioni, che è fondamentale per il settore agricolo e l’intera economia globale. Nel Rapporto, infatti, si legge che ‹‹Distributed ledger technologies (DLTs) can help governments achieve their public policy goals for inclusive economic growth in the agriculture sector, rural development and food security, as well as be a catalyst for sustainable development and for fulfilling the Sustainable Development Goals.››

Il Rapporto si conclude con l’auspicio che ‹‹Agriculture-focused organisations should continue to improve their knowledge base and conceptualise the types of technical assistance needed to prepare and support agricultural actors and governments in playing an active role in blockchain-enabled agricultural value chains.››

Il settore agricolo, quindi, è oggi in evoluzione e la tecnologia blockchain lo rivoluzionerà ancora di più in molti modi. Il trading di materie prime sulla blockchain, per esempio, sta contribuendo a ridurre le interferenze degli intermediari promuovendo un modello peer-to-peer che collega gli agricoltori con gli utenti finali. Inoltre sta contribuendo a promuovere scambi più equi, eliminando le barriere commerciali, promuovendo il commercio transfrontaliero in valuta locale.

Altri utilizzi della tecnologia blockchain sono la risoluzione delle controversie sulla terra, attraverso il registro catastale informatico, e l’uso di codici QR per promuovere la tracciabilità. Il tema della fiducia e della tracciabilità sono fondamentali nella difesa del made in Italy e nella lotta alle contraffazioni a danno del made in Italy di qualità e dei consumatori, nonché nel contrasto alla criminalità agroalimentare.

L’utilizzo della blockchain per il contrasto delle frodi alimentari

Come si legge nel Report Attività 2018, curato dal Dipartimento dell’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) del Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo (Mipaaft) ‹‹Nel 2018 il settore agroalimentare si è confermato strategico per l’economa italiana con oltre 42 miliardi di euro di export e i controlli nell’agroalimentare sono sempre più un fattore di marketing attivo, capace appunto di posizionare verso l’alto la reputazione dei nostri prodotti. Il contrasto alle frodi e all’Italian sounding – ovvero al falso prodotto italiano – è una priorità del Governo.››

Con 863 prodotti agroalimentari a denominazione di origine, a indicazione geografica e STG riconosciuti dall’Unione europea, l’Italia è leader assoluto nel campo delle eccellenze agroalimentari. Anche il modello di tutela italiano delle indicazioni geografiche (DOP e IGP) è divenuto un riferimento a livello europeo.

Le tecnologie digitali hanno un grande impatto sull’efficienza e l’efficacia dei processi di tracciabilità alimentare. Il 30% delle imprese che adottano soluzioni digitali di tracciabilità rileva una riduzione degli errori di inserimento dei dati e del rischio di manomissione, il 27% nota una diminuzione dei costi richiesti all’attivazione delle procedure di rintracciabilità e il 21% un risparmio di tempo per la raccolta dei dati. Anche i processi e le relazioni nella supply chain beneficiano di queste soluzioni, soprattutto per quanto riguarda i costi di gestione delle scorte (15%), la riduzione degli sprechi alimentari (14%) e il consolidamento dei rapporti di filiera (13%). Il 13% delle aziende ha anche riscontrato un aumento delle vendite, mentre il 14% evidenzia la necessità di puntare su soluzioni per migliorare i processi di certificazione.
 
Tracciabilità è ormai sinonimo di blockchain. Attraverso la tracciabilità il consumatore diventa un attore partecipante delle filiere, con la possibilità di controllare i processi in modo totalmente trasparente. Con la blockchain, il cliente può avere in tempo reale tutte le informazioni legate al prodotto che sta acquistando.

Secondo i dati della Ricerca 2018 dell’Osservatorio Smart AgriFood, infatti, cresce l’interesse per le sue applicazioni in ambito agroalimentare: sono 42 i progetti internazionali e italiani mappati dal 2016 al 2018, più che raddoppiati nell’ultimo anno. Si tratta di iniziative che, nel 24% dei casi, trovano applicazione in diversi ambiti, nel 21% sono dedicate alla filiera della carne, nel 17% all’ortofrutta e nel 10% al cerealicolo. Nel 50% dei casi è stato riscontrato un forte ruolo guida da parte degli attori della distribuzione e della trasformazione.

Da segnalare che all’interno di Tuttofood 2019, la fiera internazionale del B2B dedicata al food & beverage organizzata da Fiera Milano, che si terrà dal 6 al 9 maggio 2019, verrà posta attenzione ai temi del digitale per la filiera agroalimentare. La manifestazione, infatti, organizzerà l’area Blockchain Plaza, un’arena organizzata in collaborazione con aziende come Amazon Web Services (AWS), CSQA Certificazioni, GS1 Italy, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ChoralChain, Tech Data Italia, Becker LLC, Infocert, che si focalizzerà sulle potenzialità di questa nuova tecnologia nell’ambito dell’autenticazione, ovvero l’utilizzo della blockchain per implementare tracciabilità e rintracciabilità, anti-contraffazione e controllo delle frodi.di oliva (blend e monovarietali). (Fonte: https://www.agendadigitale.eu)