Certificazioni e standard di sostenibilità

17/02/2017

Gli standard possono sbloccare nuove opportunità di mercato per le imprese. Il Rapporto Wwf-Iseal: tra i principali vantaggi, più efficienza, trasparenza e tracciabilità nonché rapporti più duraturi lungo la catena di produzione.
 
Secondo lo studio “SDGs mean business: How credible standards can help companies deliver the 2030 Agenda”, le imprese che adottano standard di sostenibilità credibili possono contribuire alla realizzazione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile traendone importanti vantaggi.

Il Rapporto, realizzato dal Wwf in collaborazione con l’International Social and Environmental Accreditation and Labelling Alliance (Iseal), giunge a conclusioni in linea con quelle presentate a Davos dalla Business & Sustainable Development Commission. Un’ulteriore conferma, quindi, del ruolo chiave delle imprese nella realizzazione dell’Agenda 2030.

Gli standard e i sistemi di certificazione sono i metodi più rilevanti per diffondere pratiche sostenibili e trasformare interi settori di business. Si tratta di strumenti di mercato che stabiliscono criteri che i produttori e gli altri soggetti coinvolti nella catena di produzione devono rispettare per generare impatti economici, sociali e ambientali positivi.

Sono sempre di più le multinazionali che implementano standard di sostenibilità nelle proprie strategie di approvvigionamento. Ad esempio, catene di supermercati come Carrefour si sono impegnate alla rivendita di prodotti provenienti per il 100% da olio di palma sostenibile, mentre, entro il 2020, aziende come la Coca-Cola, Ferrero, PepsiCo e Unilever acquisteranno solamente zucchero proveniente da coltivazioni sostenibili.

L’implementazione di standard di sostenibilità comporta numerosi benefici per le imprese. Tra quelli più immediati, il Rapporto parla di:
  • Maggiore efficienza. Migliorare le pratiche di gestione per rispettare gli standard può aumentare l’efficienza generale dei produttori, lavoratori, gestori dei processi e commercianti.
  • Più trasparenza e tracciabilità. Certificazioni credibili e tracciabili esaltano la trasparenza nelle catene di produzione e comunicano informazioni di sostenibilità al pubblico.
  • Miglioramento dei rapporti nella catena di produzione. Il rispetto di standard multilaterali può rafforzare i rapporti tra fornitori e acquirenti, estendendo la durata degli scambi commerciali e permettendo una migliore programmazione a lungo termine.
Un sistema di standard di sostenibilità credibile richiede, tuttavia, una serie di impegni. Innanzitutto lo sviluppo degli standard stessi deve avvenire attraverso un processo multistakeholder, in altre parole deve coinvolgere rappresentanti di tutte le categorie lungo la catena di produzione: dalle imprese alla società civile, dai governi, agli istituti di ricerca e alle Ong. In tal modo ci si assicura che gli standard abbiano impatti sociali e ambientali positivi ma anche che siano economicamente realizzabili a tutti i livelli.

Dettagli sugli standard e sulla loro applicazione devono poi essere resi accessibili al pubblico, e la conformità agli stessi va verificata da un organismo di certificazione indipendente e imparziale. Il sistema deve infine essere sottoposto a un processo di monitoraggio continuo per assicurare il raggiungimento degli obiettivi.

Per valutare se uno standard di sostenibilità può effettivamente aiutare le imprese a realizzare gli SDGs sono almeno tre gli aspetti da considerare:
  1. Rilevanza rispetto agli Obiettivi, ai target e agli indicatori, oltre che rispetto alle tematiche di business cui si rivolgono.
  2. Livello di performance richiesto dagli standard. Standard diversi, infatti, richiedono differenti gradi di impegno per la conformità: alcuni sono volti semplicemente ad evitare le pratiche peggiori in un dato settore, mentre altri comportano percorsi rigorosi di miglioramento.
  3. Capacità di generare opportunità, mobilitando gli investimenti e le risorse. L’impatto di uno standard di sostenibilità dipende anche dalla misura in cui riesce a incentivare gli investimenti e a mobilitare risorse all’interno delle catene di produzione per migliorare la performance delle imprese. Soltanto così si possono generare opportunità reali, come il miglioramento dell’accesso ai mercati o la garanzia di una maggiorazione di prezzo per i produttori.
 (Fonte: Lucilla Persichetti, http://www.asvis.it)