Progetto “One Health – One Welfare – One World”

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Progetto “One Health – One Welfare – One World”

Il progetto “One Health – One Welfare – One World” si propone come un modello innovativo per il futuro delle filiere bovine, con l’obiettivo di integrare salute umana, benessere animale e sostenibilità ambientale.

Attraverso una rete di partner distribuiti in varie regioni – tra cui Puglia, Sicilia, Abruzzo, Molise e Campania – si cerca di promuovere un cambiamento all’interno delle filiere per valorizzare le risorse locali e favorire lo sviluppo territoriale.

Tra le sperimentazioni di progetto in ambito ambientale troviamo:
  • la coltivazione idroponica alimentata da reflui zootecnici, che potrebbe contribuire a ridurre l’impatto ambientale degli allevamenti e a migliorare l’efficienza nell’uso delle risorse;
  • realizzazione di packaging biodegradabili e attivi, al fine di prolungare la conservazione dei prodotti e ridurre lo spreco alimentare;
  • impiego di sottoprodotti agroindustriali per la creazione di ingredienti funzionali, in un’ottica di economia circolare.
Sul fronte del benessere animale, il progetto intende testare protocolli alimentari basati su foraggi verdi, piante officinali e integratori naturali, con l’idea di migliorare la salute degli animali.

Tutte queste pratiche potrebbero contribuire anche  alla riduzione della water footprint e della carbon footprint, aumentando la sostenibilità complessiva della filiera.

Risultati Attesi

  • Prototipi di formaggi e prodotti carnei con profilo nutrizionale migliorato, ridotto contenuto lipidico, arricchiti con fibre e antiossidanti naturali.
  • Estensione della shelf-life e riduzione dello spreco alimentare.
  • Valutazione clinica degli effetti sulla salute umana.
  • Creazione di una etichetta sostenibile per comunicare al consumatore i benefici ambientali, etici e salutistici.

RISULTATI CONSEGUITI

Coltivazione idroponica dei foraggi

Tra i risultati più rilevanti troviamo la sperimentazione della coltivazione idroponica alimentata da reflui zootecnici, una tecnica che consente di ridurre l’impatto degli allevamenti, ottimizzare il consumo idrico ed energetico e produrre foraggi freschi di elevato valore nutrizionale.
Particolarmente promettente, dopo gli studi dei ricercatori del professor Giuseppe De Mastro del DiSSPA, è risultato il mix orzo 80% + pisello proteico 20%, capace di aumentare resa e tenore proteico rispetto all’orzo da solo. Parallelamente sono stati progettati packaging biodegradabili e attivi, in grado di prolungare la conservazione dei prodotti e ridurre lo spreco alimentare.

Benessere animale: oli essenziali, piante officinali e un nuovo standard alimentare

La ricerca del Dipartimento di Medicina Veterinaria ha testato protocolli alimentari basati su foraggi verdi, piante officinali e integratori naturali.
Le prove in vitro hanno utilizzato oli essenziali di rosmarino, alloro e origano, insieme a fitoestratti di carciofo ricavati da sottoprodotti di varietà locali.
Le simulazioni di fermentazione ruminale hanno messo in evidenza che piccole dosi di questi estratti naturali migliorano la digeribilità e contribuiscono alla riduzione delle emissioni di metano: in particolare l’olio essenziale di alloro e l’estratto di carciofo di Mola tardivo si sono dimostrati i più efficaci.

Un traguardo di assoluta novità è stato lo sviluppo di microcapsule rumino-protette che veicolano gli oli essenziali oltre il rumine, rilasciandoli solo nell’abomaso e nell’intestino.
Grazie a una tecnologia di prilling/vibration, le microcapsule risultano stabili per 24 ore nel rumine e si aprono solo in ambiente acido.
Questa innovazione, oggetto di deposito di brevetto, consente di massimizzare l’effetto antimicrobico e antinfiammatorio degli attivi naturali riducendo la loro interferenza con la fermentazione ruminale.

Prototipi alimentari di carni e formaggi

Le prove in campo su bovini da latte e da carne hanno confermato i benefici osservati in laboratorio. L’introduzione di foraggi idroponici, oli essenziali microincapsulati, insilati di bratte di carciofo e vinacce d’uva ha prodotto:
  • migliori accrescimenti negli animali da carne;
  • riduzione delle emissioni enteriche di metano;
  • miglioramento dello status ossidativo, metabolico e immunitario;
  • una carne con profilo degli acidi grassi più favorevole (omega-6 e omega-3) e maggiore stabilità di colore e aroma;
  • un latte con profilo lipidico più equilibrato e potenziali benefici nutrizionali.
Sul fronte dei prodotti trasformati i ricercatori del DiSSPA guidati dal professore Michele Faccia hanno sviluppato tecniche per la produzione di formaggi e prodotti carnei con contenuto lipidico ridotto e arricchiti in fibre grazie all’impiego di inulina estratta da cicoria e di altri sottoprodotti vegetali.
Prototipi di mozzarella e hamburger sono stati sottoposti a un trial clinico condotto dal Dipartimento di Medicina Interna dell’Università di Bari, coordinato dal professor Piero Portincasa, su 100 volontari. I risultati mostrano un elevato gradimento, un miglioramento dei sintomi gastrointestinali e, dagli esami sul microbiota, una maggiore stabilità e resilienza della flora intestinale.

Verso uno standard certificato: il disciplinare CSQA

Tutte le procedure e i protocolli sviluppati sono stati certificati da CSQA, che ha elaborato un disciplinare composto da cinque pilastri: benessere animale, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale, sostenibilità sociale e sostenibilità economica.
Un modello che potrà essere adottato dalle aziende per qualificare la produzione secondo criteri verificabili e riconosciuti.

Progetti finanziati nell’ambito dell’Avviso per la presentazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle 12 aree di specializzazione individuate dal PNR  2015-2020 PON Ricerca e Innovazione 2014-2020. (www.ponricerca.gov.it)
Codice progetto: ARS01_00808


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