Il Commissario europeo per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Christophe Hansen, ha annunciato l’avvio, a partire dall’anno prossimo, di un Action Plan europeo specifico per i prodotti agroalimentari DOP e IGP (annunciato durante il VII Forum sulla Qualità Alimentare di Siena organizzato dalla Fondazione Qualivita; NdR).
Il documento conterrà una serie di misure e linee di investimento dedicate al sistema delle Indicazioni Geografiche (IG), con l’obiettivo di espanderne il valore economico e culturale e dare piena attuazione al regolamento Ue 1143 del 2024. Le principali organizzazioni europee del comparto hanno concentrato in un Libro Verde quelle che considerano otto priorità strategiche per lo sviluppo del sistema dei prodotti di qualità nei prossimi anni.
Anche il Grana Padano DOP, essendo il più consumato tra i prodotti Dop, è chiamato a indicare criticità e priorità.
«Le criticità maggiori per le produzioni Dop e Igp vengono dalle imitazioni, soprattutto al di fuori dell’Unione europea che le ha riconosciute nel 1996, e, nel comparto lattiero caseario, dal mercato delle materie prime – ha sottolinea Renato Zaghini, presidente del Consorzio -. Un esempio su tutti riguarda il Grana Padano, ma anche altri formaggi Dop: quando il prezzo del latte è poco remunerativo si lavora tutta la materia prima generando effetti negativi che vanno dall’incremento eccessivo della produzione del formaggio al calo del prezzo».
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Rispetto al 2024 la produzione è salita di 418.537 forme, con un trend diffuso in tutte le province. In testa Mantova, salita a 1.820.440 forme. Seguono Brescia a 1,521.237, Cremona a 958.607, Piacenza con 691.725, Vicenza a 368.419, Padova con 141.041, Trento con 137.785, Bergamo con 129.099, Verona a 110.538, Lodi con 104.311, Cuneo con 51.859 e Rovigo con 18.629. Va ricordato che la ripartizione per Regione del 2025 verrà calcolata quando dal Csqa si avranno le forme prodotte fuori dal Veneto con latte veneto e le forme prodotte dal Veneto con latte fuori dal Veneto. Ma il podio con Mantova, Brescia e Verona, che con questi dati vantano oltre i l70% della produzione, non pare in discussione. Il dato definitivo a dicembre 2025 ha visto 567.865 forme lavorate, con un incremento del 7,85% rispetto allo stesso mese del 2024. La produzione del 2025 ha così superato una soglia storica, salendo a 6.053.690 forme, in aumento del 7,43% in forme e del 7,72% in peso sul 2024.
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Fonte: L’Informatore Zootecnico