La Commissione del Codex Alimentarius, l'organismo internazionale per gli standard alimentari istituito da FAO e OMS, ha adottato nuove linee guida sull'etichettatura precauzionale degli allergeni (PAL – Precautionary Allergen Labelling), la dicitura comunemente nota come "può contenere tracce di".
Il contesto
Le nuove regole sono state approvate nell'ambito della 49ª sessione della Commissione, svoltasi a Ginevra dal 6 al 10 luglio 2026, sulla base delle raccomandazioni elaborate dal Codex Committee on Food Labelling (CCFL) nell'incontro di Ottawa dell'11-15 maggio 2026.Le allergie alimentari colpiscono circa il 4,3% della popolazione mondiale, con reazioni che spaziano da sintomi lievi fino all'anafilassi, potenzialmente letale.
Fino a oggi, l'uso di diciture come "può contenere" è rimasto largamente disomogeneo tra Paesi e aziende: in alcuni casi troppo generico, in altri applicato "a tappeto" anche in presenza di rischi minimi o ben controllati, con l'effetto di ridurre la fiducia dei consumatori nelle etichette.
Cosa prevedono le nuove linee guida
Le disposizioni saranno integrate come allegato alla Norma generale per l'etichettatura degli alimenti preconfezionati (CXS 1-1985) e introducono un principio destinato a incidere sull'intero sistema di gestione della sicurezza alimentare: la dicitura "può contenere" non potrà più essere un'opzione difensiva generalizzata, ma dovrà essere il risultato di una valutazione del rischio scientificamente fondata.I punti chiave:
- Approccio basato sul rischio: la PAL va utilizzata solo dopo che l'azienda ha implementato adeguate misure di gestione degli allergeni (in linea con il Code of Practice on Food Allergen Management, CXC 80-2020) e ha dimostrato, tramite valutazione scientifica, la persistenza di un rischio residuo dovuto a presenza non intenzionale.
- Reference Doses (RfD): vengono introdotte soglie quantitative di riferimento a livello globale (mg/kg di allergene nell'alimento), che permetteranno di stabilire in modo oggettivo quando l'etichettatura precauzionale è realmente giustificata, superando il ricorso indiscriminato al "può contenere".
- Valutazione qualitativa e quantitativa: la decisione di apporre la PAL deve basarsi su un'analisi presenza/assenza, eventualmente supportata da dati quantitativi sul superamento delle soglie di riferimento.
- Educazione e informazione: le autorità competenti sono chiamate a promuovere programmi informativi rivolti agli operatori e ai consumatori per un corretto uso e comprensione delle etichette.
Le ricadute per le imprese
Pur trattandosi di linee guida Codex – quindi di natura volontaria – il loro peso normativo è tutt'altro che simbolico: la conformità agli standard Codex costituisce presunzione di conformità ai principi di libero scambio dell'OMC (accordi SPS e TBT) e rappresenta il riferimento tecnico-scientifico su cui molti Paesi, incluso il blocco UE, stanno costruendo le proprie normative nazionali.Sul fronte europeo, la Commissione UE ha già avviato una consultazione pubblica per l'adozione di un regolamento di esecuzione sulla PAL, con adozione indicativamente prevista entro il quarto trimestre del 2027, per colmare il vuoto normativo lasciato dal Regolamento (UE) 1169/2011 sulla contaminazione crociata non intenzionale.
Per le aziende agroalimentari, il cambio di paradigma comporta impatti concreti su più livelli:
- Prodotto: revisione della valutazione del rischio legata a ricetta, formato, porzione e modalità di consumo.
- Processo: rafforzamento di segregazione delle linee, sanificazione, sequenziamento produttivo, campionamento e controllo delle contaminazioni crociate.
- Persone e competenze: necessità di un coordinamento più stretto tra qualità, produzione, R&D, acquisti, laboratorio e marketing per poter documentare e giustificare ogni scelta di etichettatura.
Cosa fare da subito
Le aziende del settore possono cominciare fin d'ora a prepararsi al nuovo scenario:- Effettuare una ricognizione (PAL Readiness Assessment) delle diciture "può contenere" attualmente in uso su ricette e linee produttive.
- Verificare la solidità delle attuali misure di prevenzione della contaminazione crociata.
- Predisporre la documentazione a supporto di ogni decisione di etichettatura precauzionale, in previsione di controlli e di future normative nazionali/UE armonizzate.