La memoria storica dell’azienda è affidata a papà Sergio: “La nostra famiglia è originaria del Veneto; nel 1953 mio padre e mio zio sono arrivati dapprima a Crescentino, dove hanno preso in affitto un’azienda con circa venti giornate di terra (la giornata vercellese equivale a 3.810 mq) e tre o quattro bestie da carne. Successivamente l’azienda si è spostata a Vinzaglio, al limite con Vercelli, dove ha inizia con l’allevamento delle vacche da latte, partendo con una dozzina di capi. Nel 1960 era bruciato il fienile; subito dopo lo zio usciva dalla società e mio padre ha continua da solo. Nel 1961 acquistiamo la nostra prima mungitrice. Io, già a dodici anni, rimango a lavorare in azienda; mio padre muore quando ne ho ventiquattro e divido l’azienda da mio fratello. A ventisei anni mi sposo con Augusta, che ha contribuito a condurre l’azienda e aumentarla fino a cinquanta vacche in lattazione”.
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A completare l’impostazione ecosostenibile dell’azienda è l’installazione di un impianto fotovoltaico da 75 kW con 90 kW di batterie d’accumulo, finanziato con il PNRR all’80%. Quindi, con un costo al netto dei contributi limitato per l’azienda, si aumenta l’aspetto green dell’azienda, riuscendo nel contempo a ridurre sensibilmente i costi di produzione, anche se le batterie non consentiranno comunque di coprire completamente i consumi delle fasce notturne. Il principio generale del progetto di sviluppo dell’azienda sta nella sua sostenibilità, con particolare attenzione alla ecosostenibilità. Questo progetto si realizza con quattro obiettivi connessi l’uno con l’altro; il primo è il miglioramento economico, aumentando la redditività dell’azienda, esaltandone le performance produttive e prestando attenzione ai piani di selezione genetica, che stanno dando risultati molto interessanti soprattutto sulle primipare. Il secondo obiettivo è l’adeguamento alle diverse normative, con attenzione anche alle certificazioni (l’azienda è certificata per il benessere animale dal SQNBA e dal CSQA per il disciplinare della produzione del Gorgonzola Dop). Il terzo obiettivo prosegue il secondo, ma dà un valore particolare all’ecosostenibilità, mentre il quarto è rappresentato dall’accesso alle fonti di contribuzione idonee e perseguibili, sulla base del progetto generale dell’azienda. Riguardo ai contributi, particolarmente interessante è l’interpretazione di Andrea: “In questo momento si riuscirebbe a gestire l’azienda anche senza l’ausilio dei contributi. Secondo i nostri conti aziendali, l’allevamento sarebbe sostenibile anche con un prezzo del latte che oscilla tra i 50 e 52 centesimi al litro.
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Fonte: Professione Allevatore