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Benessere animale, parere EFSA sui vitelli

Gli esperti hanno individuato i pericoli a cui gli animali sono esposti e le conseguenze sul loro benessere

Benessere animale, parere EFSA sui vitelli

Benessere animale, parere EFSA sui vitelli L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un parere scientifico indipendente sul benessere dei vitelli.

Il documento tiene conto delle più recenti conoscenze scientifiche sull’argomento, ed è stato richiesto all’EFSA dalla Commissione europea come base scientifica per la revisione della legislazione sul benessere degli animali intrapresa nell’ambito della strategia Farm to Fork (compresa la direttiva 2008/119/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2008, che stabilisce norme minime per la protezione dei vitelli) e dell’iniziativa dei cittadini europei “End the Cage Age” registrata dalla Commissione europea nel 2018, che chiedeva il divieto dell’uso di gabbie o box individuali in diverse specie allevate.

La proposta legislativa della Commissione è attesa per la seconda metà del 2023.
L’EFSA ha già pubblicato valutazioni sul benessere dei suini d’allevamentodei polli da carne e delle galline ovaiole nonché degli animali durante il trasporto, mentre quelle sul benessere delle bovine da latte, delle anatre, delle oche e delle quaglie si stanno avviando alla conclusione.

In questo nuovo parere sono stati valutati i sistemi di allevamento dei vitelli utilizzati nell’UE, e sono stati individuati i pericoli a cui gli animali sono esposti, le relative conseguenze sul loro benessere, l’uso delle animal-based measures (ABM) come indicatori, nonché le misure per prevenire o mitigare i rischi.

Inoltre, sono state richieste raccomandazioni su tre temi specifici:
 

  • il benessere dei vitelli allevati per carne bianca (spazio, stabulazione in gruppo, fabbisogno di ferro e fibre);
  • il benessere dei vitelli da latte e i rischi associati al limitato contatto vacca-vitello;
  • l’uso di animal-based measures (ABM) raccolte nei macelli per monitorare il livello di benessere in allevamento.
A settembre 2022 l’EFSA ha lanciato una consultazione pubblica su un estratto del parere relativo ai primi due temi specifici. La restante bozza di testo non è stata inclusa per la consultazione pubblica a causa dei limiti di tempo. L’EFSA ha esaminato attentamente i commenti e le pubblicazioni scientifiche menzionate, che sono state prese in considerazione nella valutazione.

La richiesta della Commissione specificava che la categoria di animali di interesse erano i vitelli fino a 6 mesi di età ma, ai fini della valutazione del primo punto, il limite massimo di età è stato esteso a 8 mesi.
 
Nell’infografica riportata di seguito sono schematizzate alcune delle conclusioni raggiunte nel documento, che analizzeremo nel dettaglio nel resto dell’articolo.
 



Conseguenze sul benessere dei vitelli legate ai diversi sistemi di allevamento

All’interno della valutazione sono stati individuati undici sistemi per l’allevamento dei vitelli fino allo svezzamento, differenti per dimensione del gruppo, tipologia di allevamento e modalità di somministrazione del latte.  

Nella fase successiva allo svezzamento sono stati considerati sistemi che prevedevano la stabulazione in box multipli su pavimento totalmente o parzialmente fessurato senza lettiera, oppure in box con lettiera o cuccette o in paddock all’aperto.

Per individuare le conseguenze sul benessere di ciascun sistema adottato, si è utilizzata una procedura di classificazione delle stesse basata sull’opinione di esperti: come punto di partenza è stato elaborato un elenco di 25 conseguenze sul benessere dei vitelli, e ognuna di queste è stata posizionata in una delle tre classi seguenti: alta, media o bassa rilevanza, tenendo in considerazione la prevalenza, la gravità e la durata della conseguenza stessa sul benessere in ogni sistema. Non è stato stabilito un numero massimo di conseguenze sul benessere assegnabili a ciascuna categoria.

Quelle classificate come “altamente rilevanti” nella stabulazione individuale dei vitelli (sia in allevamenti da latte che da carne) sono state: incapacità di eseguire comportamenti esplorativi o di alimentazione, incapacità di eseguire comportamenti di suzione, disturbi gastroenterici, disturbi respiratori, limitazione del movimento, stress da isolamento e incapacità di eseguire comportamenti di gioco. Anche i vitelli stabulati nei recinti individuali possono, infatti, soffrire di fame prolungata.

Le conseguenze sul benessere “altamente rilevanti” dei due sistemi di allevamento in gruppo prima dello svezzamento sono state: incapacità di eseguire comportamenti esplorativi o di alimentazione, incapacità di eseguire comportamenti di suzione, disturbi gastroenterici, disturbi respiratori, fame prolungata e incapacità di eseguire comportamenti di gioco. Lo stress di gruppo è stato osservato nei vitelli tenuti in gruppi grandi e con sistemi di somministrazione automatica del latte.

Le conseguenze sul benessere “altamente rilevanti” dell’allevamento dei vitelli da carne in recinti multipli (in piccoli e grandi gruppi) sono state: incapacità di eseguire comportamenti esplorativi o di alimentazione, incapacità di eseguire comportamenti di suzione (soprattutto in piccoli gruppi), disturbi gastroenterici, disturbi respiratori, incapacità di masticare e ruminazione, problemi di riposo, stress di gruppo e disordini metabolici (anemia).

Le conseguenze sul benessere “altamente rilevanti” di tutti i sistemi box multipli utilizzati dopo lo svezzamento (negli allevamenti da latte) sono state: disturbi respiratori, incapacità di eseguire comportamenti esplorativi e di alimentazione, stress di gruppo (soprattutto in gruppi numerosi), limitazione dei movimenti (quando è presente la lettiera o quando gli animali sono tenuti su cuccette), problemi di riposo e, quando la pavimentazione è fessurata, incapacità di eseguire comportamenti di gioco.

Le conseguenze sul benessere “altamente rilevanti” dei sistemi che prevedono il contatto vacca-vitello sono stati: i disturbi respiratori, i disturbi gastroenterici, lo stress di gruppo, lo stress da manipolazione e lo stress da separazione.

A seguito della selezione delle conseguenze sul benessere altamente rilevanti, sono state identificate per ciascuna le ABM più rilevanti in base alla sensibilità e alla specificità delle stesse, con riferimento alla conseguenza sul benessere in questione.

Sono stati inoltre identificati i pericoli rilevanti e le corrispondenti misure preventive, sulla base della letteratura peer-reviewed e delle conoscenze degli esperti.
I principali rischi osservati nella stabulazione individuale sono stati: spazio limitato, contatti limitati con i coetanei/madre, un ambiente arido (soprattutto negli allevamenti di vitelli destinati alla macellazione), un basso numero di pasti a base di latte e, nei vitelli allevati in allevamenti da latte, la fornitura di quantità limitate di latte. Lo spazio ridotto, la mancanza di lettiera e pavimenti fessurati erano rischi ricorrenti nei box multipli.

Le raccomandazioni per migliorare queste pratiche di allevamento includono: il mantenimento dei vitelli in gruppi stabili con altri vitelli e/o le loro madri fin dalla tenera età, l’aumento dello spazio concesso per animale, la possibilità di zone di riposo dedicate con superfici di riposo deformabili (preferibilmente lettiere) e il mantenimento dei vitelli in strutture con una buona ventilazione.
Se tenuti in paddock all’aperto, i vitelli dovrebbero essere protetti dal caldo e dal freddo avendo accesso all’ombra o a un riparo isolato e con la fornitura di lettiere asciutte, deformabili e isolanti se nelle regioni fredde.

Le raccomandazioni sull’alimentazione includono: la somministrazione di grandi quantità di latte (~ 20% del peso corporeo al giorno fino ad almeno 4 settimane di vita), disponibilità di foraggi grossolani lunghi nelle rastrelliere e accesso permanente all’acqua potabile.
Bisognerebbe evitare lo svezzamento brusco diminuendo gradualmente la quantità di latte; e dovrebbe essere effettuato preferibilmente su base individuale (ad esempio in base all’assunzione di mangime solido).
Inoltre, andrebbero evitati il più possibile eventi come il trasporto, la commistione e il cambio di gruppo facendo ingrassare i vitelli nell’allevamento di origine o in unità produttive vicine. Qualora lo spostamento sia necessario dovrebbero essere evitati viaggi lunghi (oltre le 8 ore) e gli animali non dovrebbero passare attraverso le aste dei mercati.

Benessere dei vitelli allevati per la produzione di carne “bianca”

Una delle tre richieste specifiche fatte dalla Commissione europea si riferiva al benessere dei vitelli da latte maschi allevati per la produzione di carne bianca e ai rischi associati a stabulazione individuale, spazio insufficiente e restrizione alimentare (ferro e fibre) per questi animali. La Commissione richiedeva raccomandazioni quantitative ove possibile.
Le fonti di dati utilizzate per questa parte della valutazione erano dati pubblicati in studi sottoposti a revisione paritaria e conoscenze di esperti.

Stabulazione individuale vs. in gruppo

È stata effettuata una revisione della letteratura sulle conseguenze sul benessere della stabulazione individuale e in gruppo, e su come il benessere sia influenzato dall’età all’introduzione nel gruppo e dalla dimensione del gruppo.

Il comportamento naturale e lo sviluppo dell’immunità dei giovani vitelli sono stati presi come punto di partenza per fornire una comprensione degli effetti positivi della stabulazione in gruppo sulle competenze sociali, sulla capacità di apprendimento, sul comportamento di alimentazione e sugli stati affettivi dei giovani vitelli, nonché sui potenziali effetti negativi della stabulazione in gruppo precoce sulla salute.

I risultati della valutazione hanno indicato che gli effetti positivi della stabulazione in gruppo precoce (ad es. dal terzo giorno), rispetto all’inserimento in box multipli in età più avanzata, includevano un comportamento sociale più sviluppato, una maggiore capacità di apprendimento, social buffering (minore reazione a eventi stressanti), stati affettivi più positivi, e una maggiore ingestione di alimento solido.

Gli effetti negativi della stabulazione in gruppi durante la seconda settimana di vita rispetto alla terza settimana erano una maggiore prevalenza di disturbi respiratori.

Per quanto riguarda l’effetto negativo delle dimensioni del gruppo sul benessere dei vitelli, la letteratura ha mostrato che i vitelli tenuti in grandi gruppi avevano un rischio maggiore di esposizione ad agenti di malattie infettive (disturbi respiratori e gastroenterici) e di essere esposti allo stress di gruppo e alla suzione incrociata.

In considerazione di ciò, è stato condotto un expert elicitation exercise adattato per stimare la relazione tra dimensione del gruppo e disturbi respiratori. La prevalenza dei disturbi respiratori nei vitelli da macello stabulati in gruppi di 2-3 animali era simile a quella dei vitelli stabulati individualmente e a quella dei recinti con 4-7 vitelli, e considerevolmente più alta nei gruppi di 12-18 vitelli e in gruppi di 30-40 vitelli.

Ciò ha suggerito che tenere i giovani vitelli in piccoli gruppi non aumenterebbe sostanzialmente il rischio di esposizione alle malattie rispetto al tenerli individualmente.

L’EFSA suggerisce inoltre che potrebbe essere necessario considerare lo stato immunitario del vitello per quanto riguarda i tempi di introduzione nei box multipli. Se la gestione del colostro è adeguata, il livello di immunità passiva è più alto nella prima settimana di vita e poiché l’immunità attiva si accumula lentamente, questa è al minimo a 2-3 settimane di età.

Oltre all’età e allo stato immunitario, anche l’allevamento e la gestione dei vitelli in gruppo svolgono un ruolo importante. L’allevamento dei vitelli in gruppi stabili comporta un incremento ponderale giornaliero più elevato e una minore incidenza di malattie rispetto ad una gestione dinamica del gruppo.

Le raccomandazioni sono di tenere i vitelli in coppia o in piccoli gruppi (2-7 animali) entro la prima settimana di vita e di tenerli in gruppi stabili da quel momento in poi.
Ciò consente ai vitelli di essere esposti ai vantaggi della stabulazione sociale (comportamento sociale più sviluppato, maggiore capacità di apprendimento, buffering sociale e stati affettivi più positivi) senza aumentare sostanzialmente la probabilità di disturbi di salute come le malattie respiratorie.

Disponibilità di spazio

Uno degli obiettivi della valutazione era capire in che modo il benessere dei vitelli è influenzato da spazi limitati.

Le conseguenze sul benessere sperimentate dai vitelli tenuti in recinti con spazio ridotto includono limitazioni di movimento, problemi di riposo e incapacità di eseguire comportamenti di gioco. I vitelli sono intrinsecamente motivati ad avere un comportamento di gioco movimentato. Questo tipo di comportamento è associato a stati affettivi positivi.
Per questo motivo, è stato deciso di valutare le esigenze di spazio attraverso una stima del comportamento di gioco espresso dai vitelli senza limitazioni di spazio. La relazione tra disponibilità di spazio e comportamento di gioco è stata stimata tramite una expert elicitation procedure adattata.

Si è concluso che un vitello alloggiato individualmente ha bisogno di ~ 30 m2 di spazio libero per mostrare l’intera estensione del comportamento di gioco e di 20 m2 per animale quando si trovano in recinti multipli (la differenza è dovuta agli effetti dello spazio condiviso nei recinti multipli).

Dalla letteratura sono stati presi in considerazione anche altri comportamenti (come il comportamento a riposo) che possono essere espressi in diversi modi in base alle disponibilità di spazio.

Si è concluso che un vitello stabulato in un recinto di gruppo mostra un aumento del tempo passato in posizione sdraiata con una postura rilassata (gambe tese) e un aumento del riposo sincrono quando viene fornita un’area di riposo di 1,5 o 2 m2 rispetto a un’area di riposo di 1 m2 per animale (per un totale di disponibilità di spazio di 3 m2 per animale).

Si è inoltre concluso che un vitello ospitato in un recinto di gruppo con spazio pari o leggermente al di sotto dell’attuale spazio minimo consentito dalla legge (ovvero ~ 1,8 m2 per animale) dovrebbe avere un rischio maggiore di malattie respiratorie, rispetto a uno spazio consentito superiore a 1,8 m2 per animale. Non sono disponibili dati in letteratura sugli effetti sul benessere delle quote di spazio tra 4 e 20 m2.

Per consentire la piena estensione del comportamento di gioco, i vitelli stabulati in gruppo dovrebbero disporre di almeno 20 m2/vitello. Pur essendo un’opzione meno preferibile dal punto di vista del benessere degli animali, uno spazio di 3 m2 potrebbe essere suggerito come requisito minimo, consentendo comunque di sdraiarsi rilassati e aumentare l’attività, e un certo grado di comportamento di gioco in movimento.

Ferro

Nell’allevamento di vitelli a carne “bianca”, il contenuto di ferro delle diete somministrate agli animali è volutamente mantenuto basso per ottenere un colore della carne pallido, e quindi un aumento del prezzo per chilogrammo di carne. I rischi associati alla privazione di ferro includono l’anemia.

Considerando che le concentrazioni di emoglobina (Hb) risultanti dalla fornitura di ferro sono correlate allo stato di benessere, sono stati valutati gli effetti delle diverse concentrazioni di Hb sul benessere dei vitelli.

Gli ABM associati a livelli più bassi di Hb includono un’immunità compromessa, una maggiore prevalenza di diarrea e malattie respiratorie, un basso aumento di peso, un aumento delle risposte cardiovascolari e respiratorie allo sforzo fisico (misurate dal consumo di ossigeno, dalla produzione di lattato, dalla frequenza cardiaca e dalla frequenza respiratoria).

Mentre livelli di Hb inferiori a 4,5 mmol/L (valore minimo come stabilito dalla legislazione attualmente in vigore) sono associati a ridotta immunità, maggiore prevalenza di diarrea, malattie respiratorie e basso aumento di peso, ci sono meno dati sul range tra 4,5 e 5,3 mmol/L /L, e gli effetti sul benessere non sono così evidenti.

Tuttavia, gli studi hanno riportato un aumento delle risposte cardiovascolari e respiratorie allo sforzo fisico (misurate dal consumo di ossigeno, produzione di lattato, frequenza cardiaca e frequenza respiratoria) nei vitelli con 5,3 rispetto a 7,76 mmol/L, e un peso medio inferiore nei vitelli con 4,6 rispetto a 6 mmol/L. /l.

Sebbene i dati siano limitati, il gruppo AHAW raccomanda l’adozione di misure per evitare livelli di Hb inferiori a 5,3 mmol/L nei vitelli.

Per una migliore comprensione degli effetti sul benessere dei valori di Hb compresi tra 4,5 e 5,3 mmol/L, dovrebbero essere implementati meccanismi per la raccolta, la registrazione e l’accessibilità dei valori di Hb sui sistemi di produzione di vitelli a carne bianca a livello di allevamento e macello.

L’anemia dovrebbe essere prevenuta con la fornitura di ferro altamente biodisponibile attraverso la dieta piuttosto che corretta con iniezioni di ferro. Dovrebbe essere preferita la fornitura di foraggi grezzi con un contenuto di ferro altamente disponibile, come il fieno, per garantire un elevato apporto di ferro, piuttosto che la fornitura di un mangime solido composto da paglia, cereali e granaglie, o di un sostituto del latte arricchito con ferro.

Si raccomanda inoltre di dedicare sforzi di ricerca per individuare metodi non invasivi per valutare la prevalenza dell’anemia in allevamento (ad es. colore della mucosa) e al macello (ad es. valutazione del colore della carcassa) per futuri scopi di monitoraggio.

Fibra e quantità di NDF

Con il termine “alimenti fibrosi” ci si riferisce spesso a materie prime con un’elevata quantità di cellulosa, emicellulosa o lignina, che sono comunemente denominate fibra al detergente neutro (NDF). In questa valutazione la “fibra” è stata caratterizzata in termini di composizione di NDF.

L’incapacità di masticare e ruminare è stata identificata come la più importante conseguenza sul benessere sperimentata dai vitelli che ricevevano una quantità limitata di fibre nella loro dieta. Ciò è dimostrato dal lavoro che sono disposti a fare per svolgere queste attività e dal verificarsi di comportamenti orali anormali (come rotolare la lingua) quando l’opportunità di masticare e ruminare è limitata. Il contenuto di fibre degli alimenti influenza il tempo che un vitello trascorre a ruminare.

Altri disturbi gastroenterici identificati come rilevanti per i vitelli sono lo scarso sviluppo e l’ipercheratinizzazione del rumine, ma a causa della mancanza di dati sulla quantità e sul tipo di fibra associata a queste problematiche, questi non sono stati ulteriormente presi in considerazione.

È stato stimato che un’assunzione giornaliera media di 1 kg di NDF è necessaria per i vitelli di età compresa tra 2 settimane e 6 mesi per mostrare l’intera portata del comportamento di ruminazione che si osserverebbe in un vitello senza restrizione di fibre. È stato stimato che, con una quantità limitata di fibre (in media 0,19 kg NDF/giorno), i vitelli trascorrerebbero in media 5,5 ore in meno a ruminare rispetto a quelli a cui è stata fornita ad libitum.

Si raccomanda che dalle 2 alle 8 settimane di età i vitelli ricevano un totale di 11 kg di NDF, tra le settimane 9 e 18 un totale di 65 kg di NDF e tra le settimane 18 e 25 un totale di 90 kg di NDF, raggiungendo un totale di 166 kg per ciclo di allevamento.

Devono essere fornite fibre a taglio lungo (minimo 4-5 cm di lunghezza) con un minimo del 40-50% di NDF per consentire comportamenti di masticazione e manipolazione corretti. La paglia non dovrebbe essere fornita come unico foraggio grezzo ad libitum a causa della sua grossolanità e dei potenziali effetti dannosi sull’abomaso. È importante sottolineare che altri fattori, oltre alle fibre, possono influenzare i livelli di ruminazione, come il tipo di alimentazione, la razza dei vitelli o l’ora del giorno.

Valutazione delle animal-based measures (ABM) nei macelli

Uno degli obiettivi della valutazione era esaminare gli ABM raccolti presso i macelli per monitorare il livello di benessere in azienda dei vitelli da latte maschi allevati per la produzione di carne di vitello bianca.

Gli ABM selezionati erano il body condition score (valutato ante mortem), l’esclusione della carcassa, il colore della carcassa, le lesioni polmonari, le lesioni abomasali e il rigonfiamento della bursa (valutato post mortem). Le condizioni della carcassa, le lesioni polmonari e le lesioni abomasali sono utili per rilevare le conseguenze sanitarie prevalenti nei vitelli da carne, vale a dire i disturbi respiratori e gastroenterici. Il colore della carcassa, il punteggio delle condizioni corporee e il rigonfiamento della bursa riflettono rispettivamente i problemi legati all’anemia, ai disturbi di salute generale/incapacità di far fronte alle condizioni di allevamento e ai problemi di riposo. Non ci sono ABM da raccogliere al macello per rilevare problemi in allevamento legati all’incapacità di eseguire comportamenti esplorativi e alimentari o restrizioni di movimento.

L’uso degli ABM selezionati per valutare il benessere dei vitelli non è implementato di routine nei macelli dell’UE, ma alcuni ABM sono già raccolti per la sicurezza alimentare (come il tasso di eliminazione delle carcasse e la presenza di lesioni polmonari) o per scopi commerciali (colore delle carcasse).
Per la maggior parte degli ABM non sono disponibili sistemi automatizzati per una raccolta dati semplice e standardizzata, poiché l’indice di prontezza tecnologica degli ABM per vitelli nei macelli è attualmente molto basso.

La valutazione del colore delle carcasse è l’unico ABM implementato di routine utilizzato dagli operatori dei mattatoi; tuttavia, questi dati non sono accessibili al pubblico. È quindi necessario implementare sistemi automatizzati per la raccolta e la registrazione dei dati in modo semplice e standardizzato per ottenere un sistema di monitoraggio del benessere dei vitelli sulla base degli ABM identificati.

Il gruppo di esperti scientifici AHAW raccomanda inoltre che, per una valutazione completa del benessere, gli ABM raccolti al momento della macellazione siano integrati con i dati sugli ABM comportamentali raccolti in allevamento e le informazioni sulla mortalità in allevamento. Inoltre, i dati già raccolti a fini commerciali, come il colore della carcassa, dovrebbero essere messi a disposizione per consentire l’integrazione di questi indicatori nei sistemi di monitoraggio del benessere.

Separazione vacca-vitello e conseguenze sul benessere

La grande maggioranza degli allevamenti separa madre e vitello subito dopo la nascita. Le prove suggeriscono che il vitello sperimenta poco o nessun stress da separazione se separato dalla madre poco dopo la nascita, ma in questo modo i vitelli non saranno in grado di sperimentare i benefici che il contatto con la madre porta.

I dati provenienti da studi sperimentali indicano che i benefici del contatto vacca-vitello per il vitello aumentano con la durata del contatto: un impatto positivo sulla vitalità del vitello è già osservabile dopo alcune ore di contatto con la fattrice; si osserva un effetto positivo sull’aumento di peso dopo 4 giorni di contatto; si osserva una ridotta prevalenza di diarrea dopo 2 settimane di contatto; e lo sviluppo della competenza sociale migliora dopo 12 settimane (mancano, tuttavia, prove sugli effetti sul benessere potenzialmente osservati durante le 3-8 settimane di età).

Le conseguenze negative sul benessere derivanti dall’assenza di contatto con la madre dipenderanno anche dal metodo di allevamento dopo la separazione: i vitelli tenuti in gruppo sperimentano l’incapacità di eseguire un comportamento di suzione naturale (da una mammella) e l’incapacità di eseguire un comportamento di gioco con la madre; se i vitelli sono alloggiati individualmente, sperimenteranno anche lo stress da isolamento e l’incapacità di eseguire comportamenti di gioco con altri vitelli.

Tuttavia, se i vitelli e le vacche sono in contatto per un periodo prolungato, può verificarsi uno stress da separazione quando vengono allontanati. Lo stress da separazione è più grave dopo che si è formato il legame vacca-vitello (4 giorni dopo il parto) e fino a 6-10 settimane di età. Da quel momento in poi, la separazione si traduce in un minor numero di reazioni man mano che i vitelli crescono, ma mancano prove scientifiche sull’età in cui le risposte alla separazione iniziano a diminuire.

Affinché il vitello possa beneficiare degli effetti positivi del contatto con la madre ma senza subire un grave stress da separazione, il gruppo AHAW raccomanda che il vitello sia tenuto con la madre per un minimo di ~ 24 h (prima che si formi il legame) e sia stabulato con un altro vitello subito dopo. Ciò migliorerà l’attuale situazione in cui i vitelli sono per lo più separati dalla vacca poco dopo la nascita e stabulati individualmente in seguito.

Dal punto di vista del benessere, il contatto prolungato vacca-vitello dovrebbe essere sempre più implementato a causa dei benefici per entrambi, in modo che in futuro i vitelli possano avere un contatto con la madre durante l’intero periodo pre-svezzamento. Il contatto prolungato con una balia può essere un’alternativa, ma non sarà così vantaggioso come quello con madre a causa di rischi come l’adozione fallita, l’aggressività o il consumo limitato di latte. Tuttavia, sono ancora necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio come implementare tale contatto su scala più ampia e per identificare le migliori opzioni nella pratica.

Evento in agenda

L’EFSA presenterà le conclusioni raggiunte sui vitelli e gli imminenti pareri sulle bovine da latte e su anatre, oche e quaglie in un evento pubblico previsto per il 23 maggio 2023. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

Il documento integrale pubblicato dall’EFSA può essere scaricato qui: (Fonte: Sara Fantini, https://www.ruminantia.it/)

 

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