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Biologico: accordo UE per semplificare le regole e rafforzare il sistema di certificazione

Novità per importazioni, logo biologico, certificazione, produzioni agricole e zootecniche. L'approvazione definitiva è prevista entro la fine del 2026

Biologico: accordo UE per semplificare le regole e rafforzare il sistema di certificazione
Biologico: accordo UE per semplificare le regole e rafforzare il sistema di certificazione

Il 20 ottobre 2026 il Parlamento europeo e il Consiglio dell'Unione europea hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla revisione delle norme che disciplinano la produzione biologica e l'etichettatura dei prodotti biologici, introducendo modifiche mirate al Regolamento (UE) 2018/848.

L'intesa punta a semplificare il quadro normativo, ridurre gli oneri amministrativi per le imprese e rafforzare la fiducia dei consumatori nel sistema europeo di certificazione biologica, mantenendo elevati standard di produzione e controllo.

Le novità interessano l'intera filiera, dalle aziende agricole agli allevamenti, dalle imprese di trasformazione agli importatori e agli operatori commerciali, con l'obiettivo di garantire maggiore certezza normativa e condizioni di concorrenza più eque sul mercato europeo.

Prodotti biologici importati: nuove condizioni per utilizzare il logo UE

Uno degli aspetti centrali dell'accordo riguarda l'utilizzo del logo biologico europeo sui prodotti provenienti da Paesi terzi.

I prodotti importati da Paesi i cui sistemi di produzione biologica sono riconosciuti equivalenti a quello europeo potranno continuare a essere commercializzati come biologici.

Tuttavia, l'utilizzo del logo biologico dell'Unione europea sarà subordinato al rispetto di requisiti supplementari, finalizzati a garantire una maggiore coerenza con le disposizioni applicabili ai produttori europei.

Tra gli aspetti considerati figurano:

  • la coltivazione su suolo vivo;

  • il rispetto delle disposizioni in materia di benessere animale;

  • l'applicazione di specifici metodi di trasformazione;

  • il rispetto delle prescrizioni di produzione e controllo previste dalla normativa europea.

L'obiettivo è tutelare il valore e la riconoscibilità del logo biologico europeo, assicurando maggiore trasparenza ai consumatori e condizioni competitive più equilibrate per le imprese dell'Unione.

L'accordo esclude inoltre la possibilità, inizialmente prevista nella proposta della Commissione, di utilizzare il logo biologico UE sui prodotti contenenti una quota inferiore al 5% di ingredienti provenienti da Paesi terzi che non rispettano i requisiti supplementari richiesti.

Importazioni: prorogato al 2036 il riconoscimento dell'equivalenza

Un'altra novità significativa riguarda i rapporti commerciali con i Paesi extraeuropei.

L'Unione europea riconosce attualmente come equivalenti i sistemi di produzione biologica di 11 Paesi terzi, tra cui Argentina, Canada, Nuova Zelanda e Stati Uniti.

L'accordo prevede di prorogare il riconoscimento fino al 31 dicembre 2036, rispetto alla scadenza attualmente fissata al 31 dicembre 2026.

La misura intende garantire continuità agli scambi commerciali, evitando interruzioni nelle importazioni e offrendo maggiore stabilità alle imprese che operano nelle filiere internazionali del biologico.

Piccoli operatori: semplificazioni negli obblighi di certificazione

L'accordo introduce anche misure di semplificazione per le piccole imprese che commercializzano direttamente ai consumatori prodotti biologici sfusi.

In particolare, vengono innalzate le soglie previste per beneficiare, alle condizioni stabilite dalla normativa, dell'esenzione dall'obbligo di certificazione:

  • Fatturato annuo: da 20.000 a 40.000 euro.

  • Quantità di prodotti venduti: da 5.000 a 10.000 kg all'anno.

L'intervento mira a ridurre gli oneri amministrativi per gli operatori di dimensioni più contenute, facilitandone la partecipazione al mercato biologico.

L'esenzione dalla certificazione non comporta tuttavia l'esenzione dal rispetto delle norme sulla produzione e commercializzazione biologica, né elimina gli obblighi di controllo eventualmente applicabili.

Produzione biologica: novità per zootecnia, mangimi e trasformazione

L'accordo prevede anche una serie di modifiche tecniche alle norme di produzione biologica, finalizzate a semplificare alcuni adempimenti e rendere più omogenea l'applicazione dei requisiti.

Tra gli ambiti interessati figurano:

  • Produzione zootecnica: aggiornamento di alcune disposizioni relative al pollame biologico, tra cui l'introduzione di un'età minima di macellazione per le quaglie e l'adeguamento delle condizioni di accesso all'aperto per i giovani volatili.

  • Mangimi e acquacoltura: adeguamento di alcune disposizioni relative all'impiego temporaneo di determinati fattori produttivi non biologici e alle condizioni applicabili alle produzioni animali.

  • Conversione al biologico: semplificazione e maggiore uniformità delle regole relative al passaggio dai sistemi di produzione convenzionali a quelli biologici.

  • Trattamenti veterinari: maggiore armonizzazione delle disposizioni sui tempi di attesa successivi alla somministrazione di medicinali veterinari, con particolare riferimento agli animali terrestri e all'acquacoltura.

  • Pulizia e disinfezione: maggiore flessibilità nelle disposizioni relative ai prodotti utilizzati per la pulizia e la disinfezione degli impianti di trasformazione biologica.

Le modifiche riguardano inoltre alcuni aspetti della gestione della fertilità del suolo nelle coltivazioni in serra.

Si tratta di interventi mirati, destinati a facilitare l'applicazione delle disposizioni europee senza modificare i principi fondamentali della produzione biologica.

Contaminazioni tra biologico e convenzionale: maggiore uniformità

La revisione affronta anche il tema delle contaminazioni tra produzioni biologiche e convenzionali, un aspetto particolarmente rilevante per le aziende agricole e le imprese di trasformazione.

Le differenti interpretazioni e modalità applicative delle disposizioni europee possono infatti generare incertezze operative e disomogeneità tra gli Stati membri.

Per favorire un'applicazione più uniforme delle regole, è prevista la diffusione, da parte della Commissione europea, di informazioni sulle migliori pratiche per prevenire le contaminazioni, a partire dal 31 dicembre 2031.

L'iniziativa punta a migliorare la gestione del rischio lungo la filiera, valorizzando le misure preventive e contribuendo a una maggiore coerenza nell'applicazione dei requisiti europei.

Cosa cambia per le aziende del settore biologico

La revisione del quadro normativo europeo rappresenta un passaggio importante per le imprese che producono, trasformano, importano o commercializzano prodotti biologici.

In particolare, gli operatori dovranno prestare attenzione ad alcuni aspetti:

  • Conformità ed etichettatura: verificare le condizioni per l'utilizzo del logo biologico europeo, soprattutto nel caso di prodotti importati da Paesi terzi.

  • Certificazione e adempimenti: valutare l'applicabilità delle nuove semplificazioni e delle soglie di esenzione previste per i piccoli operatori.

  • Requisiti di produzione: approfondire le modifiche tecniche che interessano le attività agricole, zootecniche e di trasformazione.

  • Tracciabilità e prevenzione dei rischi: mantenere adeguati sistemi di controllo dei fornitori e di prevenzione delle contaminazioni, a tutela dell'integrità delle produzioni biologiche.

I prossimi passaggi: approvazione definitiva entro fine 2026

L'accordo raggiunto il 20 ottobre 2026 è ancora provvisorio e dovrà essere formalmente approvato dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE.

Il testo concordato sarà sottoposto alle necessarie verifiche giuridico-linguistiche e successivamente all'adozione formale da parte delle due istituzioni, prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea.

L'obiettivo è completare l'iter legislativo entro il 31 dicembre 2026, data che coincide con la scadenza dell'attuale regime di riconoscimento dell'equivalenza dei sistemi biologici di 11 Paesi terzi.

Le nuove disposizioni diventeranno applicabili secondo le tempistiche stabilite dal regolamento definitivo, comprese le eventuali misure transitorie.

Per le aziende del settore biologico sarà quindi importante seguire l'evoluzione dell'iter legislativo, verificare le disposizioni definitive e programmare gli eventuali adeguamenti ai requisiti di produzione, certificazione ed etichettatura.

La revisione si inserisce nel percorso europeo di rafforzamento dell'agricoltura biologica, con l'intento di coniugare semplificazione normativa, competitività delle imprese e credibilità delle certificazioni.

In questo contesto, la certificazione biologica continua a rappresentare uno strumento fondamentale per garantire la conformità delle produzioni, la trasparenza delle filiere e la fiducia dei consumatori, contribuendo alla valorizzazione delle imprese che investono in metodi produttivi sostenibili e verificabili.

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