La Commissione del Codex Alimentarius (CAC), organismo congiunto FAO/OMS che detta gli standard alimentari di riferimento a livello mondiale, ha pubblicato la versione definitiva del suo Strategic Plan 2026–2031, corredata del relativo monitoring framework.Per le imprese del settore agroalimentare italiano — molte delle quali esportano in mercati extra-UE dove gli standard Codex sono il riferimento normativo, e tutte quelle che operano con sistemi di qualità riconosciuti GFSI — il piano non è un documento di interesse solo istituzionale: orienta l'evoluzione futura di limiti, linee guida e codici di prassi che, direttamente o indirettamente, finiscono per riflettersi su HACCP e schemi di certificazione come BRCGS, IFS e FSSC 22000.
I quattro obiettivi strategici
Rispetto al piano 2020–2025, articolato su cinque obiettivi distinti, il nuovo piano consolida la struttura in quattro obiettivi (tre strategici e uno trasversale/funzionale), con l'intento dichiarato di semplificare le priorità e rafforzare l'integrazione tra le diverse aree di lavoro:- Sviluppare standard basati sulla scienza che garantiscano la sicurezza alimentare, potenziando le attività di foresight e horizon-scanning per anticipare rischi emergenti e rafforzando l'uso della consulenza scientifica di FAO, OMS e degli organismi scientifici congiunti.
- Rafforzare la collaborazione con le altre organizzazioni internazionali, in un'ottica di integrazione con approcci come One Health, che lega esplicitamente sicurezza alimentare, salute animale e salute ambientale.
- Aumentare la visibilità e l'utilizzo degli standard Codex, promuovendone il riconoscimento come riferimento internazionale e incoraggiando l'armonizzazione dei sistemi nazionali di controllo alimentare sulla base dei testi Codex.
- Obiettivo funzionale: rendere più efficiente e snella la gestione dei lavori della Commissione, anche attraverso strumenti digitali.
Le vere novità rispetto al piano precedente
- Semplificazione della governance interna: da 5 a 4 obiettivi, con maggiore integrazione tra identificazione dei rischi emergenti e sviluppo scientifico degli standard.
- Approccio One Health esplicito: la sicurezza alimentare viene collocata stabilmente nel quadro delle relazioni tra salute umana, animale e ambientale, richiamando il One Health Joint Plan of Action.
- Digitalizzazione e strumenti tecnologici, incluso un riferimento all'adozione di strumenti basati sui dati e sull'intelligenza artificiale per supportare i lavori della Commissione.
- Nuovo monitoring framework con 24 indicatori distribuiti su oltre 10 categorie di fonti dati (verbali dei comitati, commenti scritti, sistemi online di commento e registrazione, sondaggi periodici, ecc.), pensato per misurare in modo più rigoroso e verificabile l'impatto reale del piano — con revisione prevista dopo due anni di applicazione.
- Continuità operativa nel frattempo: nella stessa sessione (CAC48) sono stati approvati oltre 700 nuovi testi normativi, tra cui 340 nuovi limiti massimi di residuo (MRL) e 377 disposizioni sugli additivi, a conferma che il flusso di aggiornamenti tecnici destinati a impattare le aziende non si ferma, anzi accelera.
Le ricadute concrete per le aziende
- Aggiornamento dei limiti tecnici: le centinaia di nuovi MRL e disposizioni sugli additivi approvati richiedono, per le aziende che esportano fuori UE, una verifica dei propri piani di controllo residui e delle specifiche di prodotto rispetto ai mercati di destinazione.
- Attenzione crescente a rischi emergenti: il potenziamento delle attività di foresight lascia presagire revisioni più frequenti dei testi di riferimento su temi come contaminanti emergenti, nuove fonti proteiche, cibi ad alta processazione — argomenti già oggetto di discussione nei comitati Codex.
- One Health e sostenibilità: le aziende dovranno probabilmente confrontarsi, nei prossimi anni, con una maggiore attenzione a temi come l'antimicrobico-resistenza lungo la filiera e la sostenibilità ambientale, elementi che i sistemi di gestione qualità stanno già progressivamente integrando.
- Digitalizzazione della compliance: l'apertura del Codex a strumenti digitali e di intelligenza artificiale per l'analisi dei rischi rafforza una tendenza già in atto — quella della tracciabilità e del monitoraggio dati digitalizzati — che i buyer internazionali e gli enti di certificazione tendono ad apprezzare e, in prospettiva, a richiedere.
Implicazioni per HACCP
Il sistema HACCP applicato dalle aziende alimentari italiane si fonda sui Principi Generali di Igiene degli Alimenti del Codex (CXC 1-1969), che costituiscono il riferimento internazionale anche per il Regolamento (CE) 852/2004. Poiché lo Strategic Plan punta a rafforzare le attività di foresight su rischi emergenti e a integrare l'approccio One Health, è ragionevole attendersi che nei prossimi anni:- i comitati tecnici Codex (in particolare il Comitato per l'Igiene degli Alimenti) intensifichino il lavoro di aggiornamento delle linee guida su pericoli emergenti, con possibili ricadute sull'analisi dei pericoli e sulla identificazione di nuovi punti critici di controllo;
- cresca l'attenzione, nei programmi di prerequisito (PRP), a temi finora marginali come l'antimicrobico-resistenza e i rischi legati a nuove fonti proteiche o a filiere alimentari alternative;
- le aziende debbano monitorare con maggiore regolarità gli aggiornamenti dei testi Codex per mantenere allineati i propri piani HACCP, poiché il ritmo di revisione dei testi tecnici (confermato dai numeri record di CAC48) non accenna a rallentare.
Implicazioni per le certificazioni GFSI: BRCGS, IFS, FSSC 22000
Gli schemi di certificazione riconosciuti dal GFSI (Global Food Safety Initiative) — tra cui BRCGS Food Safety, IFS Food e FSSC 22000 — sono strutturalmente ancorati ai principi Codex, sia perché il benchmarking GFSI richiede coerenza con il Codex Alimentarius, sia perché i sistemi di gestione richiesti da questi standard (HACCP, PRP, gestione dei fornitori, tracciabilità) derivano direttamente dai testi Codex.Per le aziende certificate o in fase di certificazione, il nuovo piano strategico comporta alcune attenzioni pratiche:
- Revisioni future degli standard GFSI: è probabile che gli schemi BRCGS, IFS e FSSC 22000, nei loro prossimi cicli di revisione, recepiscano gradualmente gli orientamenti del nuovo piano Codex, in particolare su temi come la gestione dei rischi emergenti, la cultura della sicurezza alimentare e l'approccio One Health.
- Maggiore enfasi sulla gestione documentale e sui dati: l'apertura Codex alla digitalizzazione può tradursi, negli audit di certificazione, in una richiesta crescente di sistemi di raccolta e monitoraggio dati più strutturati e verificabili.
- Aggiornamento costante delle liste MRL e additivi: le aziende certificate che esportano devono continuare a integrare tempestivamente nei propri sistemi di gestione (e nella relativa documentazione di audit) i nuovi limiti approvati dal Codex, elemento già oggi verificato nell'ambito degli audit BRCGS/IFS/FSSC.
- Formazione dei team qualità: con un Codex più orientato al foresight su rischi futuri, gli enti di certificazione tendono a valorizzare, negli audit, la capacità dell'azienda di dimostrare un approccio proattivo e non solo reattivo alla gestione dei rischi — un principio già centrale nei requisiti sulla "food safety culture" di BRCGS e IFS.
In sintesi
Lo Strategic Plan 2026–2031 non introduce obblighi immediati per le aziende, ma traccia la direzione di marcia del principale organismo mondiale di standardizzazione alimentare per i prossimi sei anni: meno frammentazione interna, più scienza e foresight, più cooperazione internazionale, più digitalizzazione, più attenzione a One Health.Per le aziende agroalimentari italiane, soprattutto quelle orientate all'export e già certificate secondo schemi GFSI, il consiglio pratico è di monitorare con continuità gli aggiornamenti dei comitati Codex (MRL, additivi, principi di igiene) e di anticipare, nei propri sistemi HACCP e nei piani di audit interno, i temi che il piano individua come prioritari: rischi emergenti, One Health e digitalizzazione dei controlli.