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Conciliazione vita-lavoro: sgravi contributivi con la certificazione UNI/PdR 192

Novità del Decreto Lavoro 2026

Conciliazione vita-lavoro: sgravi contributivi con la certificazione UNI/PdR 192
Conciliazione vita-lavoro: sgravi contributivi con la certificazione UNI/PdR 192 Con l’approvazione del Decreto Lavoro del 28 aprile 2026, il Governo introduce una nuova e significativa misura di sostegno alle imprese che investono in politiche strutturate di conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Il provvedimento riconosce uno sgravio contributivo fino all’1% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per le aziende che ottengono la certificazione UNI/PdR 192:2026, con un tetto massimo di 50.000 euro annui per impresa.

La misura si inserisce in un quadro più ampio di interventi mirati a rafforzare l’occupazione stabile, promuovere la natalità e favorire modelli organizzativi più sostenibili e inclusivi, affiancandosi agli incentivi già previsti per giovani, donne e aree svantaggiate.

Cos’è la certificazione UNI/PdR 192:2026

La UNI/PdR 192:2026, pubblicata nell’aprile 2026, è una prassi di riferimento volontaria che definisce il “Sistema di gestione per la conciliazione tra vita familiare e lavoro – Requisiti e raccomandazioni per il benessere delle famiglie”.

La norma, promossa dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio, è stata sviluppata in collaborazione con UNI e la Provincia autonoma di Trento, capitalizzando l’esperienza del “Family Audit”. 
La certificazione è rivolta a organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione e si fonda su un sistema verificabile di requisiti, indicatori (KPI) e processi sottoposti a valutazione di conformità da parte di organismi terzi accreditati.

I requisiti chiave della UNI/PdR 192

La prassi individua sette aree tematiche sulle quali le imprese devono strutturare le proprie politiche:
  • organizzazione del lavoro e flessibilità (oraria e spaziale);
  • sostegno alla maternità;
  • sostegno alla genitorialità;
  • supporto ai carichi di cura;
  • salute e benessere;
  • welfare e sostegno economico alle famiglie;
  • sviluppo professionale e continuità di carriera.
Sono previste soglie di punteggio differenziate tra micro e piccole imprese (50%) e medie-grandi organizzazioni (60%), con l’obbligo di dimostrare almeno uno o più indicatori quantitativi, a seconda della dimensione aziendale. 

Come funziona lo sgravio contributivo

L’articolo 6 del Decreto Lavoro (DL n. 62/2026) prevede che le imprese certificate possano beneficiare di un esonero parziale dei contributi previdenziali dovuti dal datore di lavoro:
  • misura massima: fino all’1% della contribuzione;
  • limite annuo: 50.000 euro per ciascuna impresa;
  • incidenza: solo sulla quota datoriale, senza effetti negativi sui diritti pensionistici dei lavoratori.
L’incentivo sarà applicato su base mensile, secondo modalità che dovranno essere definite da un decreto attuativo interministeriale (Lavoro, Famiglia ed Economia) da emanare entro 30 giorni dalla conversione in legge del decreto. 

Le risorse stanziate

Per finanziare la misura, il Governo ha previsto:
  • 7 milioni di euro per il 2026;
  • 12 milioni di euro annui strutturali a partire dal 2027;
  • 14 milioni aggiuntivi per l’accompagnamento delle imprese nel percorso di certificazione.

Un cambio di approccio alle politiche di welfare

A differenza dei tradizionali bonus una tantum, lo sgravio legato alla UNI/PdR 192 premia sistemi organizzativi strutturati e verificabili, non semplici dichiarazioni di intenti.

L’obiettivo dichiarato è stimolare una trasformazione culturale nelle imprese, rendendo misurabili e monitorabili le politiche di conciliazione e di sostegno alla genitorialità. 

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