Il progettista ha aperto due EPD (Environmental Product Declaration) sullo stesso schermo. Pavimenti in calcestruzzo, stesso spessore, stessa destinazione d’uso. A sinistra GWP-fossile 78 kg CO₂e per metro quadro. A destra 142. Ha scelto il primo, ha messo il riferimento in capitolato, ha vinto la gara. Sei mesi dopo, una verifica sollevata da un concorrente escluso ha rilevato che le due dichiarazioni non si potevano confrontare: PCR diverse, energy mix differenti, scenari di fine vita opposti. Il prodotto più sostenibile sulla carta era, nei fatti, indistinguibile dall’altro. La contestazione ha aperto un procedimento amministrativo con sospensione del cantiere.
Non è uno scenario teorico. È statistica. Uno studio del Journal of Cleaner Production del 2022 ha analizzato centinaia di Environmental Product Declaration nel settore costruzioni: solo lo 0,04% è pienamente comparabile con un’altra del proprio gruppo, e l’89,15% dei confronti possibili non è metodologicamente valido. Il documento che dovrebbe proteggere dal greenwashing è, nel suo uso quotidiano, una superficie più fragile di quanto suggerisca la copertina.
Dal 2 febbraio 2026 questa superficie fragile diventa lo standard obbligatorio degli appalti pubblici italiani.
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Il progettista non può fare LCA al posto del produttore. Quello che può fare è una verifica metodologica in novanta secondi, prima di mettere un prodotto in capitolato. Tre domande, in quest’ordine.
Chi ha verificato il documento. Il paragrafo 2.1.2 dei CAM 2025 è esplicito: solo le EPD verificate da un ACB (Accredited Certification Body) sono accettate in gara. Una EPD validata da un singolo Individual Verifier, più rapida ed economica per il produttore, non passa il CAM. CSQA, DNV, Bureau Veritas, TÜV Italia, Kiwa, ICMQ sono tra gli enti accreditati come ACB in Italia per il programma EPD International. Se il documento non riporta il nome dell’ACB con il codice di accreditamento, in fase di verifica CAM la documentazione è non conforme. L’esposizione amministrativa, in caso di contestazione, ricade sulla stazione appaltante e, a cascata, sul redattore del capitolato.
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Fonte: Edilportale