I 27 settembre 2026 entrerà in vigore il D. Lgs. n. 30 del 2026 che ha recepito la direttiva Ue 824 del 2024 contro il greenwashing e il Consorzio di tutela del Grana Padano si prepara a certificare i propri claim ambientali.
«Per tutelare l’autenticità delle dichiarazioni ecologiche, abbiamo adottato diverse misure per mapparne scientificamente l’impatto – ha spiegato Renato Zaghini, presidente del Consorzio – e rendere conformi e coordinate le informazioni fornite sui vari media».
Da anni il sistema Grana Padano ha attivato Life Ttgg, un progetto di rilevanza europea che sviluppa un software specifico, validato dall’ente di certificazione Csqa, in grado di quantificare l’impronta ambientale. «L’obiettivo è promuovere l’efficienza energetica e fornire dati misurabili – ha sottolineato Zaghini – che aiutino le aziende a evitare dichiarazioni vaghe o ingannevoli».
In questa prospettiva grande attenzione è dedicata alla formazione. «Il Consorzio organizza e promuove regolarmente incontri rivolti ai produttori – ha ricordato il presidente – per favorire una comunicazione corretta e contrastare il greenwashing nel settore lattiero-caseario». Queste procedure sono applicate con grande successo in varie aziende.
«Voglio ricordare il riconoscimento al Caseificio Torre Pallavicina, il primo della filiera del Grana Padano Dop ad ottenere l’autorizzazione all’uso del logo Made Green in Italy, lo schema nazionale promosso dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica per la valorizzazione delle performance ambientali dei prodotti italiani – ha sottolineato il presidente -. Il risultato rappresenta un traguardo di assoluto rilievo per una delle filiere agroalimentari più rappresentative del Made in Italy e costituisce l’esito di un percorso strutturato e condiviso, reso possibile grazie alla collaborazione tra il sistema produttivo e una qualificata squadra di enti di ricerca».
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Fonte: Informatore zootecnico