Home Corporate Comunicazione Rassegna Stampa L’esperienza delle terapie forestali di Cantagallo al congresso europeo di medicina psicosomatica

L’esperienza delle terapie forestali di Cantagallo al congresso europeo di medicina psicosomatica

L’esperienza delle terapie forestali di Cantagallo al congresso europeo di medicina psicosomatica
L’esperienza delle terapie forestali di Cantagallo al congresso europeo di medicina psicosomatica

Dalle terapie museali degli Uffizi alle prospettive offerte dalla realtà aumentata, passando per il percorso di certificazione delle terapie forestali avviato nella Riserva Acquerino-Cantagallo. L’esperienza del Comune di Cantagallo è stata tra i protagonisti del workshop internazionale dedicato ad arte, natura e salute nell’ambito della Conferenza annuale dell’European Association for Psychosomatic Medicine (EAPM), uno dei principali appuntamenti europei dedicati alla ricerca sul rapporto tra benessere, ambiente e salute.

Nel corso dell’incontro l’assessore alla Salute Dimitri Becheri ha illustrato il percorso avviato dal Comune per la certificazione Biodiversity Friend Forest – modulo Therapy nella Riserva Acquerino-Cantagallo, progetto che punta a valorizzare la qualità ambientale e la biodiversità della foresta come elementi fondamentali per lo sviluppo delle terapie forestali.Il workshop ha riunito esperienze e competenze provenienti da ambiti diversi, ma accomunate dall’obiettivo di esplorare nuove strade per la promozione della salute e del benessere. Silvia Barlacchi, funzionaria del Dipartimento mediazione culturale e accessibilità delle Gallerie degli Uffizi, ha presentato i progetti di terapia museale e le attività di garden therapy sviluppate nel Giardino di Boboli, evidenziando il ruolo della bellezza, dell’arte e del patrimonio culturale come strumenti a supporto della salute delle persone.

Il percorso di certificazione avviato nella Riserva Acquerino-Cantagallo, promosso dal Comune insieme a World Biodiversity Association, TeFFIt e Csqa, prosegue con l’obiettivo di fare dell’area protetta un punto di riferimento regionale e nazionale per lo sviluppo di progetti che integrano tutela ambientale, ricerca scientifica, prevenzione e qualità della vita.

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Fonte: Report

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