Bauer è guidata da un purpose: ha fatto della sostenibilita un pilastro della sua mission, perseguendola in modo determinato e trasparente in ogni processo aziendale. Un impegno quotidiano, che unisce rispetto per l’ambiente e attenzione alle persone e al territorio. È il terzo player del mercato italiano nell’ambito dei dadi per brodo, granulari e insaporitori con vendite a valore che superano i 7 milioni di euro.
L’azienda trentina sta crescendo in un segmento flat e sta muovendo i primi passi sui principali mercati internazionali. “Certamente il progetto più impegnativo, anche finanziariamente, volto a poter operare con un approccio sostenibile e certificato -spiega Giovanna Flor, amministratrice unica di Bauer-, è quello legato alla costruzione e gestione quotidiana dello stabilimento, realizzato ex novo nel 2012 e certificato Leed. Si tratta del primo edificio produttivo al mondo ad aver ricevuto questa certificazione con punteggio Gold. Un riconoscimento che premia l’impegno integrato verso l’efficienza energetica, la gestione sostenibile delle risorse e la qualità ambientale”.
L’impresa cura e verifica costantemente una filiera produttiva sostenibile. I prodotti sono preparati con materie prime di elevata qualità, senza aggiungere aromi o correttivi del sapore, additivi chimici ed esaltatori di sapidità, in linea con un’alimentazione sana ed equilibrata e con le esigenze di un consumatore informato. Materie prime naturali, anche biologiche, valorizzate attraverso processi produttivi, che adottano metodologie di lavorazioni vicine all’artigianale, caratterizzate da basse temperature e tempi lenti. “Ci impegniamo con un rigoroso piano di autocontrollo su ogni passaggio produttivo”.
E le numerose certificazioni attestano questo percorso di responsabilità, compresa la Pef (Product Environmental Foodprint) attestata da Csqa, che testimonia l’impegno verso la riduzione dell’impatto ambientale nell’arco dell’intero ciclo di vita, dall’estrazione di materie prime, alla produzione, all’uso e alla gestione finale dei rifiuti.
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Fonte: Mark Up