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Nasce l'Osservatorio per l'economia circolare

Chi ne fa parte e quali sono i compiti assegnati

Nasce l'Osservatorio per l'economia circolare

Nasce l'Osservatorio per l'economia circolare Ha avuto bisogno di due decreti, partoriti a neanche un mese di distanza l’uno dall’altro, ma ora l’Osservatorio per l’economia circolare è finalmente realtà. È una delle ultime riforme volute dal PNRR che il ministero della Transizione Ecologica, nell’ormai vecchia denominazione, ha partorito.

Si tratta di un nuovo ente che, nelle parole dell’ex sottosegrataria al MiTe Vannia Gava, avrà il “compito di monitorare lo stato di attuazione delle misure contenute nella strategia nazionale, promuovendo il confronto con le parti sociali e le associazioni di categoria, favorendo la sensibilizzazione sull’economia circolare”.

Ma cosa farà di preciso questo osservatorio?

Dal giugno 2021, quando l’economia circolare rientrò nella Componente 1 della Missione 2 del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza approvato dall’Unione europea, si sono susseguiti numerosi decreti, come si può evincere dalla pagina del MiTE. Tuttavia i passi in avanti appaiono ancora insufficienti.

I compiti dell’Osservatorio di economia circolare

Dal decreto del 18 ottobre si apprende che “l’Osservatorio per l’Economia Circolare ha il compito di:
  1. a) monitorare lo stato di attuazione delle misure definite nella Strategia nazionale per l’economia circolare, individuare gli eventuali ostacoli e proporre iniziative volte alla risoluzione degli stessi;
  2. b) garantire il confronto con le parti sociali e con le associazioni di categoria più rappresentative attraverso il coinvolgimento ai tavoli tematici e la consultazione sui documenti programmatici;
  3. c) svolgere un’efficace azione di comunicazione e divulgazione nei confronti della pubblica amministrazione, degli operatori pubblici e privati e dei cittadini per la promozione di iniziative volte al raggiungimento degli obiettivi;
  4. d) elaborare documenti di sintesi sullo stato di attuazione delle misure e sulle eventuali criticità anche ai fini dell’aggiornamento e della integrazione della Strategia;
  5. e) monitorare, definire e quantificare i target intermedi delle misure contenute nella Strategia nazionale per l’economia circolare;
  6. g) fornire indirizzi per l’integrazione o l’aggiornamento annuale del cronoprogramma della Strategia, in funzione del raggiungimento degli obiettivi previsti”
Come si può notare, sono tutti compiti propulsivi ma all’Osservatorio non sono affidati poteri decisionali. La speranza è che le spinte e i suggerimenti vengano poi recepiti dal governo e dagli enti locali, spesso in affanno o incapaci di cogliere fino a fondo le potenzialità dell’economia circolare.

Chi fa parte dell’Osservatorio sull’economia circolare

Dopo il primo decreto del MiTe del 30 settembre, con cui veniva istituito l’Osservatorio, lo scorso 18 ottobre è arrivato un successivo decreto che ha previsto una serie di integrazioni sulla formazione dell’Osservatorio. Adesso la presidenza è ufficialmente affidata a Laura D’Aprile, dirigente del MiTe ed esperta di gestione dei rifiuti. Il vicepresidente è Giacomo Vigna, funzionario al Ministero dello Sviluppo Economico.

Di questo ente fanno poi parte anche un esponente a testa del Ministero dell’Economia e delle Finanze, dell’Agricoltura, delle Infrastrutture, della Salute e dell’Istruzione. A ciò si aggiunge un componente dell’Anci e un componente per ogni Regione. In più l’Osservatorio si avvale del supporto scientifico di ISPRA ed ENEA.

Infine l’Osservatorio avrà una durata limitata, almeno per ora, perché “funzionale all’attuazione del cronoprogramma della Strategia nazionale per l’economia circolare”, l’incarico è svolto a titolo gratuito e agli incontri sarà possibile partecipare anche online. (Fonte: EconomiaCircolare.com)
 

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