Il Governo italiano ha dato il via libera definitivo al provvedimento che allinea la normativa nazionale al Regolamento (UE) 2022/1616, il testo che dal 2022 disciplina in modo organico e direttamente applicabile la produzione e l'immissione sul mercato di materiali e oggetti di plastica riciclata destinati al contatto con gli alimenti (i cosiddetti MOCA).
Cosa prevede il decreto
Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 luglio 2026, non introduce nuove regole tecniche — già stabilite a livello comunitario — ma rafforza gli strumenti di controllo e vigilanza lungo tutta la filiera del riciclo.Due le novità principali:
- Banca dati nazionale degli stabilimenti: viene istituito presso il Ministero della Salute un registro degli impianti di riciclaggio e di produzione, coerente con il Registro dell'Unione già previsto dal Regolamento 2022/1616 e gestito a livello europeo.
- Nuovo sistema sanzionatorio: le sanzioni amministrative vengono ricalibrate in base alla gravità della violazione, con un meccanismo che prevede il reinvestimento delle somme incassate nelle attività di controllo e vigilanza del settore.
Il contesto europeo
Il Regolamento (UE) 2022/1616, pubblicato il 20 settembre 2022 e in vigore dal 10 ottobre dello stesso anno, ha sostituito il precedente Regolamento (CE) 282/2008, ampliando il novero delle tecnologie di riciclo ammesse — tra cui il riciclo chimico, prima escluso — e introducendo un sistema di autorizzazione dei processi basato sulla valutazione dell'EFSA.Il testo è stato oggetto di una rettifica (Regolamento UE 2025/2269, pubblicata il 13 novembre 2025) che ha chiarito gli obblighi di etichettatura e le responsabilità in caso di trasferimento delle autorizzazioni tra operatori.
Essendo un regolamento europeo, il testo è già direttamente applicabile in tutti gli Stati membri senza bisogno di recepimento nel merito tecnico.
L'intervento del Governo italiano riguarda quindi gli aspetti organizzativi e sanzionatori, necessari per garantire l'effettiva applicazione delle norme e i controlli ufficiali sul territorio nazionale.
Più trasparenza grazie alla banca dati europea dei riciclatori
Tra le principali novità del Regolamento UE 2022/1616 figura l’istituzione del Registro dell’Unione dedicato a nuove tecnologie di riciclo, riciclatori, processi di riciclo, schemi di riciclo e impianti di decontaminazione.Lo strumento è stato concepito per garantire maggiore trasparenza e facilitare le attività di vigilanza da parte delle autorità competenti.
Le imprese che operano nel settore devono registrare i propri impianti e fornire informazioni dettagliate sui processi adottati, sulla conformità normativa e sul monitoraggio delle attività.
L’obiettivo è creare una filiera tracciabile e verificabile, capace di offrire maggiori garanzie sia agli operatori economici sia ai consumatori finali.
Sicurezza alimentare e criteri più rigorosi
La normativa europea nasce dall’esigenza di conciliare due priorità strategiche: aumentare l’utilizzo di materiale riciclato negli imballaggi e mantenere elevati standard di tutela della salute pubblica.Per questo motivo, possono essere immessi sul mercato soltanto materiali ottenuti attraverso tecnologie di riciclo considerate idonee oppure tramite nuove tecnologie sottoposte agli specifici iter di valutazione previsti dal regolamento.
I materiali riciclati devono risultare sicuri dal punto di vista microbiologico e non devono rilasciare sostanze in quantità tali da compromettere la salute umana o alterare le caratteristiche degli alimenti.
Le tecnologie autorizzate sono elencate nell’Allegato I del regolamento e sono basate sulle valutazioni scientifiche dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA).
Nuovi obblighi per gli operatori
L’adeguamento normativo rafforza anche gli adempimenti documentali a carico delle imprese.I riciclatori e i trasformatori devono predisporre dichiarazioni di conformità, sistemi di monitoraggio e documentazione tecnica in grado di dimostrare il rispetto dei requisiti previsti dalla legislazione europea.
Per le aziende del packaging alimentare sarà quindi sempre più importante verificare l’origine delle materie prime riciclate, la conformità dei processi produttivi e la corretta registrazione degli impianti coinvolti nella catena di fornitura.
Impatto sul mercato
Per il comparto industriale, il nuovo quadro normativo rappresenta una sfida ma anche un’opportunità.Da un lato aumenta il livello di controllo e di responsabilità lungo la filiera; dall’altro crea condizioni più favorevoli per la crescita del mercato delle plastiche riciclate destinate agli imballaggi alimentari, uno degli ambiti più strategici per raggiungere gli obiettivi europei di economia circolare.
L’armonizzazione delle regole tra gli Stati membri punta infatti a favorire investimenti in tecnologie di riciclo avanzate, incrementare la disponibilità di materia prima seconda di qualità e rafforzare la fiducia degli utilizzatori industriali nei confronti dei materiali riciclati.
Per le imprese dei settori packaging, food e riciclo, la conformità alle nuove regole non sarà soltanto un obbligo normativo, ma un elemento sempre più determinante per competere in un mercato orientato alla sostenibilità e alla sicurezza alimentare.