La transizione verso modelli agricoli rigenerativi non è più una scelta teorica, ma una necessità tecnica che richiede strumenti di misura rigorosi e competenze multidisciplinari. In questo scenario, DiversityBio, società Benefit nata dall’unione di competenze agronomiche, naturalistiche e gestionali, annuncia l’ingresso di quattro eccellenze vitivinicole nel percorso Diversity Ark, la certificazione indipendente verificata da CSQA, CEVIQ e Suolo e Salute che valuta la reale gestione agro-ecologica delle aziende.
Uberti, Argiano, Corte Capitelli e Fratini hanno deciso di affidarsi a questo standard, riconosciuto anche da Equalitas per la sua capacità di analizzare la biodiversità del suolo, per dare una risposta concreta alle sfide poste dal cambiamento climatico.
Il desiderio di una maggiore trasparenza è ciò che ha spinto Silvia Uberti, di Uberti, ad abbracciare il progetto. “In passato abbiamo aderito a diversi protocolli, tra cui quello del Biologico, ma spesso ho percepito il limite di certificazioni focalizzate più sulla gestione burocratica che sull’effettivo lavoro in campo,” spiega la titolare, sottolineando una netta distanza dalle esperienze passate.
“In dieci anni di Bio, raramente abbiamo visto analisi tecniche approfondite come le multiresiduali sulle foglie; spesso bastava la conformità dei registri. Con Diversity Ark il cambio di passo è stato netto: ho trovato persone autentiche e pratiche, capaci di unire una conoscenza altissima del mondo vite a una visione profonda dell’intero universo natura.”
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Fonte: Wine Meridian.it