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Acquacoltura sostenibile, aggiornato il disciplinare del sistema di qualità nazionale

Nuovi requisiti per sostenibilità, tracciabilità e controlli

Acquacoltura sostenibile, aggiornato il disciplinare del sistema di qualità nazionale
Acquacoltura sostenibile, aggiornato il disciplinare del sistema di qualità nazionale Nuove regole per il settore dell’acquacoltura arrivano dalla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio 2026.
Con il decreto dell’11 maggio 2026, il Ministero dell’agricoltura interviene infatti sul disciplinare di produzione del Sistema di qualità nazionale zootecnia (SQNZ) – “Acquacoltura sostenibile”

Obiettivo: standard più evoluti e maggiore trasparenza

L’intervento normativo punta a rafforzare il quadro di riferimento per il settore, con l’obiettivo di:
  • adeguare le regole a standard più aggiornati di sostenibilità ambientale
  • migliorare la tracciabilità delle produzioni
  • garantire un livello più elevato di trasparenza verso il consumatore
  • armonizzare le disposizioni nazionali con le evoluzioni normative e le best practice europee
Il sistema SQNZ, infatti, rappresenta uno strumento strategico per distinguere sul mercato prodotti ottenuti nel rispetto di criteri certificati e controllati.

Il decreto mira quindi a:
  • rafforzare la credibilità del marchio SQNZ
  • rispondere a una domanda crescente di prodotti ittici sostenibili
  • aiutare le imprese italiane a posizionarsi meglio sui mercati.

Cosa cambia con il decreto sull’“Acquacoltura sostenibile”

Il decreto dell’11 maggio 2026 non introduce un nuovo sistema, ma aggiorna in modo mirato il disciplinare già esistente del Sistema di qualità nazionale zootecnia (SQNZ) per l’acquacoltura. 
Le novità sono quindi tecniche e operative, ma rilevanti per gli operatori.

1. Revisione dei requisiti di sostenibilità

Il primo intervento riguarda i criteri ambientali: 
  • vengono aggiornate le condizioni di allevamento delle specie acquatiche
  • maggiore attenzione a:
    • uso delle risorse idriche
    • gestione dei reflui
    • impatto sull’ecosistema circostante
In pratica: si alza l’asticella su cosa viene considerato “sostenibile”, rendendo più stringenti gli standard richiesti per ottenere o mantenere la certificazione.

2. Nuove regole su alimentazione e benessere animale

Il disciplinare aggiornato interviene anche su:
  • qualità e origine dei mangimi
  • modalità di somministrazione
  • condizioni di crescita e densità negli allevamenti
Obiettivo: garantire non solo sostenibilità ambientale ma anche benessere animale, tema sempre più centrale nelle certificazioni di qualità.

3. Rafforzamento della tracciabilità

Una delle novità più importanti è il rafforzamento degli obblighi documentali:
  • maggiore dettaglio nella tracciabilità della filiera
  • registrazioni più puntuali su:
    • provenienza delle specie
    • cicli di allevamento
    • trattamenti effettuati
Risultato: maggiore trasparenza verso il mercato e i consumatori.

4. Controlli e certificazioni più rigorosi

Il decreto aggiorna indirettamente anche il sistema dei controlli:
  • verifiche più strutturate per ottenere o mantenere il marchio SQNZ
  • allineamento dei criteri con standard europei e best practice
Per le imprese significa la necessità di procedure interne più formalizzate.

5. Adeguamento obbligatorio per chi è già certificato

Non si tratta solo di nuove adesioni: le aziende già certificate devono adeguarsi al nuovo disciplinare.

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