Il biologico è, a oggi, l’unico regime di certificazione del benessere animale fondato su norme cogenti in tutta l’Unione Europea. Accanto a esso operano due sistemi di qualità nazionali, SQNBA e SQNZ, e un numero crescente di schemi di certificazione privati, europei e internazionali, con requisiti e livelli di garanzia molto diversi tra loro.
Per gli operatori della filiera zootecnica ‘from stable to table‘ è importante comprendere cosa ciascuno schema effettivamente certifica, chi lo controlla e quale valore aggiunge sul mercato di riferimento. Questo articolo ne offre una mappa, dal biologico ai sistemi nazionali e quelli privati, fino alle regole sull’informazione al consumatore.
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Accanto ai sistemi pubblici operano diversi schemi privati. Per un’impresa italiana la domanda utile è quali di essi siano accessibili e quali siano i relativi vantaggi.
Schemi degli organismi di certificazione italiani. CSQA, DNV, Bureau Veritas e altri organismi accreditati offrono disciplinari propri, come il DTP 130 di CSQA sul benessere del suino, che richiede un sistema di gestione del benessere in allevamento, trasporto e macellazione (biosicurezza, uso responsabile del farmaco, formazione, tracciabilità ISO 22005) e supporta le comunicazioni sul benessere in etichetta. Vantaggi: disponibilità immediata, audit in italiano, integrazione con le altre certificazioni dell’azienda (es. SQNBA, senza antibiotici, IFS, BRC). Limiti: disciplinari non pubblici e marchi poco conosciuti dai consumatori.
ISO/TS 34700:2016. La specifica tecnica ISO, confermata nel 2025, definisce i requisiti di un sistema di gestione del benessere animale allineato al Codice sanitario per gli animali terrestri della World Organisation for Animal Health (WOAH) per allevamenti, trasportatori e macelli di bovini da carne, bovini da latte e polli da carne. In Italia viene certificata da organismi come Bureau Veritas e DNV, con certificato triennale e audit annuali. Non costituisce un marchio di certificazione rivolto al consumatore ma è utile alle imprese che esportano o forniscono la grande distribuzione come prova di sistema, riconosciuta a livello internazionale, e come base per gli audit di seconda parte.
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Fonte: greatitalianfoodtrade.it