Home Corporate Comunicazione News Ecoetichette: pubblicata la ISO 14024:2026

Ecoetichette: pubblicata la ISO 14024:2026

Più trasparenza e rigore per gli ecolabel di Tipo I

Ecoetichette: pubblicata la ISO 14024:2026
Ecoetichette: pubblicata la ISO 14024:2026 L’International Organization for Standardization (ISO) ha pubblicato a maggio 2026 la ISO 14024:2026, terza edizione dello standard internazionale che definisce i principi e le procedure per i programmi di etichettatura ambientale di Tipo I (ecolabel).

La nuova versione sostituisce e annulla la precedente ISO 14024:2018, introducendo una revisione tecnica mirata a rafforzare credibilità, trasparenza e coerenza dei marchi ambientali presenti sul mercato.

La ISO 14024 è uno standard chiave della famiglia ISO 14020 e rappresenta il riferimento globale per i principali ecolabel volontari basati su criteri multicriterio e verifica indipendente, come EU Ecolabel, Nordic Swan, Blue Angel.

Il suo obiettivo è garantire che i prodotti cui viene assegnato un ecolabel siano effettivamente preferibili dal punto di vista ambientale all’interno di una specifica categoria merceologica, considerando l’intero ciclo di vita.

Cosa regola la ISO 14024

La norma specifica i requisiti per:
  • lo sviluppo dei programmi di ecolabelling;
  • la selezione delle categorie di prodotto;
  • la definizione di criteri ambientali e funzionali;
  • i processi di valutazione, verifica e certificazione dei prodotti che possono utilizzare l’ecolabel.
Gli ecolabel di Tipo I si distinguono infatti dalle autodichiarazioni ambientali (Tipo II) e dalle EPD (Tipo III) perché prevedono un giudizio di preferibilità ambientale espresso da un soggetto terzo indipendente, basato su criteri prestazionali predeterminati. 

Le principali novità introdotte dalla versione 2026

La ISO 14024:2026 non rappresenta una rivoluzione, ma una revisione tecnica significativa pensata per rispondere all’evoluzione normativa, alle aspettative dei consumatori e al rischio di greenwashing.

Tra gli elementi più rilevanti:

Maggiore chiarezza sui principi di credibilità
La nuova edizione rafforza i requisiti legati a trasparenza, imparzialità e indipendenza degli organismi che gestiscono i programmi di ecolabelling, chiarendo meglio ruoli, responsabilità e processi decisionali. 

Rafforzamento dell’approccio basato sul ciclo di vita
Viene ulteriormente consolidato il principio del life cycle thinking, già centrale nella versione precedente. I criteri ambientali devono continuare a considerare le fasi più significative del ciclo di vita del prodotto (materie prime, produzione, distribuzione, uso e fine vita), evitando di spostare gli impatti da una fase all’altra. 

Migliore distinzione tra ecolabel e altre dichiarazioni ambientali
La norma fornisce indicazioni più puntuali su come un ecolabel conforme alla ISO 14024 possa essere chiaramente differenziato da altri marchi, claim o dichiarazioni ambientali presenti sul mercato, contribuendo a una comunicazione più corretta e comprensibile per consumatori e stakeholder. 

Apertura agli aspetti sociali ed economici
Pur restando focalizzata sugli aspetti ambientali, la ISO 14024:2026 riconosce esplicitamente che i programmi di ecolabelling possono includere, in modo complementare, criteri sociali ed economici a supporto dello sviluppo sostenibile, se coerenti e verificabili. 

ISO 14024 e DLgs 30/2026, verso una comunicazione ambientale più credibile

La pubblicazione della ISO 14024:2026 si inserisce in un contesto normativo profondamente cambiato, segnato in Italia dall’entrata in vigore del Decreto legislativo 20 febbraio 2026, n. 30, il cosiddetto decreto anti‑greenwashing.

Il provvedimento, che recepisce la Direttiva (UE) 2024/825, modifica il Codice del Consumo introducendo divieti espliciti contro asserzioni ambientali vaghe, non dimostrabili o basate su etichette prive di certificazione indipendente, e rende queste pratiche sanzionabili come comportamenti commerciali scorretti. 

In questo nuovo scenario, gli ecolabel di Tipo I conformi alla ISO 14024 assumono un ruolo ancora più centrale: la presenza di criteri multicriterio, approccio al ciclo di vita e verifica di terza parte indipendente risponde pienamente ai requisiti di trasparenza, verificabilità e credibilità richiesti dal DLgs 30/2026.

Al contrario, etichette autoattribuite o claim ambientali generici rischiano oggi non solo di perdere efficacia comunicativa, ma anche di esporre le imprese a sanzioni economiche e danni reputazionali a partire dall’entrata in applicazione delle nuove regole, fissata al 27 settembre 2026.

La convergenza tra standard tecnici volontari come la ISO 14024:2026 e normativa cogente anti‑greenwashing segna quindi un passaggio chiave: la sostenibilità non può più essere solo dichiarata, ma deve essere dimostrata.

Per le imprese, investire in strumenti di certificazione riconosciuti e credibili non è più soltanto una scelta reputazionale, ma una leva di compliance e di competitività in un mercato sempre più attento all’autenticità delle performance ambientali. 

Desideri ricevere maggiori informazioni?

Contattaci

Modulo di iscrizione alla newsletter

Desideri informazioni, contattaci

Un nostro addetto risponderà o vi contatterà il prima possibile

I campi contrassegnati con un asterisco (*) sono necessari