Agricoltura ed efficienza energetica emergono come due degli snodi chiave per accelerare la riduzione delle emissioni di gas serra in Italia.Secondo il nuovo rapporto ISPRA “Le emissioni di gas serra in Italia: obiettivi di riduzione e scenari emissivi”, il Paese può raggiungere il target europeo del –55% entro il 2030, ma il contributo dei settori non energetici tradizionali sarà sempre più determinante.
Dopo anni in cui il focus è stato rivolto soprattutto a industria e produzione energetica, già ben avviate verso la decarbonizzazione, il rapporto sposta infatti l’attenzione su comparti come agricoltura, gestione del territorio ed efficienza degli edifici, considerati essenziali per consolidare i risultati.
Agricoltura: innovazione e pratiche sostenibili per ridurre le emissioni
Il settore agricolo viene indicato da ISPRA come uno degli ambiti in cui politiche mirate e innovazione tecnologica possono contribuire in modo significativo alla transizione climatica.In particolare, il rapporto evidenzia come:
- l’introduzione di pratiche agricole sostenibili
- la gestione più efficiente dei fertilizzanti
- l’adozione di tecnologie per la riduzione delle emissioni di metano e protossido di azoto
Un ruolo centrale è attribuito anche alla capacità del sistema agricolo di integrarsi con le politiche climatiche più ampie, contribuendo non solo alla riduzione delle emissioni ma anche alla resilienza dei territori.
Il contributo del suolo e delle foreste
Nel quadro agricolo-territoriale, ISPRA sottolinea inoltre il valore strategico del settore LULUCF (uso del suolo, cambiamenti di uso del suolo e foreste).Le proiezioni indicano che questo comparto è tra i pochi già in linea con gli obiettivi europei e potrà contribuire positivamente sia nel periodo 2021-2025 sia nel 2026-2030, rafforzando il ruolo del capitale naturale come “alleato” nella riduzione delle emissioni.
Efficienza energetica: il nodo degli edifici
Accanto all’agricoltura, l’efficienza energetica – in particolare nel settore edilizio – rappresenta una delle leve più rilevanti ma anche una delle principali criticità.Secondo il rapporto, i consumi legati al riscaldamento degli edifici restano tra i maggiori ostacoli al raggiungimento degli obiettivi del Regolamento europeo Effort Sharing, che prevede per l’Italia una riduzione del 43,7% nei settori non industriali entro il 2030.
Il ritmo di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio viene considerato ancora insufficiente, rendendo necessario:
- accelerare gli interventi di efficientamento
- promuovere tecnologie a basse emissioni
- integrare meglio le politiche di incentivo
Politiche integrate e investimenti per colmare il gap
Il rapporto ISPRA sottolinea che il successo della strategia climatica italiana dipenderà dalla capacità di integrare interventi diversi, combinando:- innovazione tecnologica
- investimenti pubblici e privati
- politiche coordinate tra settori
Una transizione che passa dai settori “diffusi”
Il quadro delineato da ISPRA evidenzia un cambio di paradigma: se da un lato energia e industria stanno già procedendo verso la decarbonizzazione, sarà nei settori più “diffusi” – come agricoltura ed edilizia – che si giocherà la partita decisiva.Interventi su larga scala in questi ambiti potranno infatti:
- ridurre in modo strutturale le emissioni
- migliorare l’efficienza dei consumi
- rafforzare la sostenibilità complessiva del sistema economico