Origine delle materie prime, sostenibilità ambientale e sociale, informazioni chiare e verificabili: sono questi gli elementi che i consumatori vorrebbero trovare sempre più facilmente sulle etichette dei prodotti alimentari.
È quanto emerge dall'indagine realizzata dalla Fondazione Openpolis per Federconsumatori, nell'ambito del progetto Italians Do EAT Better (IDEA B), finanziato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e presentato a Roma il 27 ottobre 2026.
La ricerca, condotta attraverso un questionario che ha coinvolto 858 cittadini, evidenzia una forte attenzione alla trasparenza delle filiere agroalimentari e alla credibilità delle informazioni riportate sulle confezioni.
Per le aziende del settore, i risultati offrono indicazioni importanti sull'evoluzione delle aspettative dei consumatori e sul ruolo che tracciabilità, certificazioni e comunicazione possono svolgere nel rafforzare la fiducia nei prodotti.
Origine degli alimenti: la richiesta più forte dei consumatori
Il dato più significativo riguarda la provenienza dei prodotti: il 96,4% dei partecipanti è favorevole all'estensione dell'obbligo di indicazione dell'origine a tutti gli alimenti, mentre il 62% ritiene insufficienti le informazioni attualmente disponibili.
L'origine delle materie prime si conferma uno degli elementi più ricercati sulle confezioni, insieme alla data di scadenza e all'elenco degli ingredienti.
L'indagine evidenzia inoltre che:
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L'84,9% consulta spesso o sempre l'etichetta prima dell'acquisto.
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Il 56,7% controlla l'origine delle materie prime.
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Il 53,3% ritiene che il linguaggio utilizzato nelle etichette non sia del tutto chiaro.
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Solo il 24,3% riesce a trovare e comprendere le informazioni senza difficoltà.
Questi risultati confermano l'importanza di una comunicazione capace di rendere accessibili informazioni tecniche e normative, senza compromettere la precisione dei contenuti.
Per le imprese agroalimentari, la trasparenza sull'origine rappresenta un elemento di valorizzazione del prodotto, soprattutto quando le informazioni sono supportate da sistemi affidabili di tracciabilità e controllo.
Sostenibilità: non solo ambiente, ma anche diritti dei lavoratori
Un altro aspetto centrale riguarda il significato attribuito alla sostenibilità alimentare.
Secondo l'indagine, i consumatori associano un prodotto sostenibile principalmente a tre caratteristiche:
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Produzione locale (62,4%), intesa come legame con il territorio.
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Rispetto dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori (58,6%), a conferma dell'attenzione alla dimensione sociale.
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Assenza di pesticidi chimici (57,9%), percepita come elemento di sostenibilità ambientale.
Si tratta di percezioni espresse dai partecipanti, che non coincidono necessariamente con i criteri tecnici utilizzati per valutare la sostenibilità di un prodotto.
Particolarmente significativo è il divario tra interesse e capacità di riconoscere gli alimenti sostenibili: solo il 13,7% dichiara di riuscire spesso a identificarli attraverso le informazioni presenti in etichetta.
Inoltre, appena l'1,3% ritiene che un alimento sostenibile debba necessariamente costare di più.
I risultati evidenziano una sfida per il settore agroalimentare: rendere riconoscibili e comprensibili gli impegni ambientali e sociali, attraverso informazioni fondate su criteri oggettivi e verificabili.
Certificazioni e marchi di qualità orientano gli acquisti
L'indagine dedica particolare attenzione al ruolo delle certificazioni e dei marchi presenti sulle confezioni.
Il 40,6% dei partecipanti considera le certificazioni molto importanti nella scelta di un prodotto alimentare.
Tra i marchi maggiormente riconosciuti figurano le Indicazioni Geografiche e il biologico.
| Marchio | Riconoscibilità | Influenza sull'acquisto |
|---|---|---|
| DOP | 89,0% | 72,4% |
| IGP | 86,5% | 70,2% |
| Biologico | 86,0% | 72,4% |
| MSC | 42,2% | 47,9% |
| STG | 17,3% | 24,0% |
I dati confermano il valore comunicativo dei sistemi di qualità riconosciuti, ma evidenziano anche l'importanza di spiegare correttamente il significato dei marchi e le garanzie effettivamente offerte.
La certificazione, quando basata su requisiti definiti e controlli indipendenti, rappresenta uno strumento fondamentale per dare credibilità alle dichiarazioni delle aziende, distinguendo gli impegni verificati dalle semplici affermazioni promozionali.
Per le imprese, valorizzare correttamente le certificazioni significa quindi non soltanto rendere riconoscibili i propri prodotti, ma anche comunicare in modo trasparente il percorso di conformità e controllo che le sostiene.
Etichette più chiare e informazioni nutrizionali comprensibili
La ricerca evidenzia anche alcune criticità nella comprensione delle informazioni nutrizionali.
Il 76% dei partecipanti dichiara di non conoscere né Nutri-Score né NutrInform Battery, i due sistemi di etichettatura nutrizionale oggetto del dibattito europeo.
Al di là dei diversi modelli, emerge soprattutto l'esigenza di disporre di informazioni facilmente individuabili e comprensibili.
La chiarezza assume particolare rilevanza per le persone che seguono regimi alimentari specifici per motivi di salute, allergie o intolleranze.
Per le aziende, la corretta gestione delle informazioni obbligatorie, degli allergeni e delle dichiarazioni nutrizionali resta quindi un elemento essenziale della sicurezza alimentare e della tutela dei consumatori.
Cosa significa per le aziende agroalimentari
Le indicazioni emerse dall'indagine si inseriscono in un contesto nel quale la trasparenza delle informazioni assume un'importanza crescente, anche alla luce dell'evoluzione della normativa europea sulla comunicazione ambientale e sulla tutela dei consumatori.
Per le imprese, alcune priorità risultano particolarmente rilevanti:
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Rafforzare la tracciabilità della filiera, per disporre di informazioni affidabili sull'origine e sulla provenienza delle materie prime.
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Verificare la correttezza delle etichette, assicurando conformità normativa, leggibilità e comprensibilità.
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Documentare le prestazioni ambientali e sociali, evitando dichiarazioni generiche o non supportate da evidenze.
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Valorizzare le certificazioni riconosciute, comunicandone correttamente significato, requisiti e ambito di applicazione.
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Prevenire il greenwashing, attraverso dichiarazioni di sostenibilità precise, dimostrabili e coerenti con le caratteristiche effettive del prodotto.
In questo scenario, i sistemi di certificazione e i controlli indipendenti possono contribuire a rafforzare l'affidabilità delle informazioni, sostenendo le imprese nella valorizzazione della qualità, dell'origine e degli impegni di sostenibilità.
I servizi CSQA per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori
Origine certificata, rintracciabilità, sostenibilità e sicurezza alimentare sono ambiti nei quali CSQA affianca le imprese agroalimentari attraverso servizi di certificazione, verifica indipendente e strumenti per la valorizzazione delle filiere.
In particolare, CSQA opera nel controllo delle produzioni DOP, IGP e STG, nella certificazione biologica e nei Sistemi di Qualità Nazionale, contribuendo a valorizzare l'origine, i metodi di produzione e le caratteristiche dei prodotti.
Attraverso la certificazione ISO 22005 e i servizi di rintracciabilità, supporta inoltre le aziende nella gestione e nella verifica delle informazioni lungo la filiera, favorendo una comunicazione più trasparente verso il consumatore.
Sul fronte della sostenibilità ambientale e sociale, CSQA offre certificazioni e verifiche relative alle buone pratiche agricole, alla produzione integrata, alla biodiversità, all'impronta ambientale e alla responsabilità sociale, oltre a servizi di Green Claims Assurance per rafforzare l'affidabilità delle dichiarazioni ambientali.
A questi si affiancano le certificazioni per la sicurezza alimentare, tra cui IFS Food, BRCGS Food e FSSC 22000, che contribuiscono a rafforzare il controllo dei processi produttivi e la fiducia lungo la catena di fornitura.
Attraverso la verifica indipendente di requisiti e prestazioni, CSQA aiuta le imprese a trasformare gli impegni dichiarati in garanzie verificabili, rispondendo alla crescente domanda di trasparenza, qualità e sostenibilità espressa dai consumatori.
La trasparenza come fattore di competitività
L'indagine Federconsumatori–Openpolis restituisce un messaggio significativo per il settore agroalimentare: i consumatori non chiedono soltanto più informazioni, ma informazioni chiare, attendibili e facilmente verificabili.
Per le aziende, rispondere a queste aspettative significa andare oltre gli obblighi di etichettatura, investendo nella conoscenza delle proprie filiere, nella misurazione delle prestazioni e nella credibilità delle dichiarazioni.
La certificazione indipendente può svolgere un ruolo strategico in questo percorso, contribuendo a trasformare la trasparenza in un elemento distintivo di qualità, fiducia e competitività.