Innovare non significa soltanto acquistare nuovi macchinari o tecnologie. Sempre più spesso la capacità di un’azienda di crescere e migliorare la propria produttività dipende da ciò che non compare immediatamente tra i suoi beni materiali: competenze, organizzazione, dati, software, ricerca e sviluppo, marchi, procedure e capacità di gestire efficacemente i processi.Sono i cosiddetti investimenti intangibili, un patrimonio sempre più strategico per la competitività delle imprese.
Un recente approfondimento di Accredia evidenzia proprio il rapporto tra capitale intangibile, produttività e certificazione accreditata, offrendo una chiave di lettura particolarmente interessante per le aziende.
Più investimenti intangibili, maggiore produttività
I dati richiamati da Accredia mostrano come l’Italia presenti ancora una quota di investimenti in capitale intangibile inferiore alla media europea.Nel 2024 gli investimenti intangibili rappresentavano il 92% degli investimenti totali negli Stati Uniti e il 55% nell’Unione europea, mentre l’Italia si collocava al di sotto della media UE.
La differenza non è soltanto quantitativa. Gli investimenti in software, dati, ricerca, competenze e organizzazione possono migliorare l’efficienza dei processi, favorire l’innovazione e permettere alle imprese di sfruttare meglio anche gli investimenti tecnologici.
L’analisi citata da Accredia evidenzia infatti una relazione positiva tra crescita del capitale intangibile e produttività: per il 10% delle imprese manifatturiere italiane con la maggiore intensità di investimento negli intangibili, la crescita media annua della produttività è stimata intorno allo 0,8%, contro circa -0,1% per le imprese con una bassa intensità di investimento.
La certificazione come investimento nell’organizzazione
È in questo scenario che assume particolare significato la certificazione accreditata dei sistemi di gestione.Prepararsi alla certificazione significa infatti intervenire concretamente sull’organizzazione aziendale: analizzare e rivedere i processi, definire responsabilità, formalizzare procedure, formare le persone, raccogliere e utilizzare dati, gestire rischi e non conformità e introdurre meccanismi strutturati di miglioramento continuo.
Il certificato diventa quindi la parte visibile e verificata da una terza parte indipendente di un processo molto più ampio di crescita del capitale organizzativo dell’impresa.
In questa prospettiva, la certificazione può essere letta non semplicemente come un costo di compliance, ma come il risultato di un investimento che può aiutare l’organizzazione a diventare più strutturata, efficiente e capace di affrontare il cambiamento.
Un valore dentro e fuori l’azienda
La certificazione può generare valore su due fronti.All’interno dell’organizzazione, contribuisce a mettere a sistema processi, responsabilità, competenze, controlli e obiettivi di miglioramento, creando le condizioni per una maggiore efficienza.
Verso il mercato, consente invece all’impresa di rendere riconoscibili e credibili caratteristiche che clienti, partner e stakeholder avrebbero difficoltà a verificare direttamente.
La verifica indipendente diventa così un elemento di fiducia, trasparenza e affidabilità.
La dimensione del fenomeno conferma la rilevanza della certificazione per il sistema economico italiano: secondo i dati riportati da Accredia, sono 243.360 i siti certificati per sistemi di gestione sotto accreditamento, riconducibili a 104.027 imprese. Nel 2025 queste aziende rappresentavano complessivamente oltre il 40% del fatturato delle imprese italiane.
Dalla conformità alla competitività
Il messaggio per le aziende è quindi chiaro: certificarsi può significare molto più che ottenere un attestato.Quando inserita in una strategia aziendale, la certificazione può accompagnare un percorso di evoluzione dell’organizzazione, aiutando a trasformare procedure, competenze, informazioni e sistemi di gestione in un patrimonio strutturato e verificabile.
Un patrimonio intangibile che può contribuire a migliorare i processi, supportare l’innovazione, rafforzare la fiducia del mercato e creare le condizioni per una maggiore produttività e competitività.
È proprio questa la prospettiva proposta dall’analisi Accredia: considerare la certificazione accreditata non soltanto come prova di conformità, ma come un possibile indicatore della capacità delle imprese di investire nell’organizzazione e trasformare questo investimento in valore.