Volpi, ghiri, ricci, conigli selvatici e lepri, scoiattoli rossi e grigi e il raro moscardino, piccolo roditore dal pelo fulvo. Per gli amanti del birdwatching ci sono presenze abituali come gheppi, sparvieri, assioli, gufi, allocchi e i picchi e nel lago nuota il luccio… Potremmo continuare con una lista di fiori per le api, arbusti autoctoni e orchidee minacciate, un campionario di specie inaspettato persino per un diario di campagna. La notizia, però, è che questa biodiversità cosmopolita trova rifugio nella città più densamente popolata d’Italia e nel suo hinterland. Gli avvistamenti, infatti, sono quelli riportati dalle guardie ecologiche volontarie del Parco Nord Milano, che interessa il capoluogo lombardo e i comuni di Sesto San Giovanni, Bresso, Cinisello Balsamo, Novate Milanese, Cormano e Cusano Milanino. Non è un caso se – in chiusura dei festeggiamenti per il cinquantesimo anno dalla sua istituzione – il parco ha meritato la prima certificazione per la gestione sostenibile del verde urbano. Un inedito riconoscimento in grado di attestare la buona condotta ecologica dell’oasi metropolitana, rivelatasi un laboratorio di pratiche ambientali al servizio della natura e dei cittadini. Ne parliamo con Riccardo Gini, direttore del Parco, e con Fabio Campana, responsabile del Servizio Ambiente.
Direttore Riccardo Gini, Parco Nord Milano ha ricevuto la prima certificazione per la gestione sostenibile del verde urbano, PEFC. Cosa rappresenta questo traguardo?
Intraprendere per primi questo percorso di certificazione, durato oltre tre anni, ha significato contribuire a definire criteri e indicatori ben definiti per la gestione sostenibile del verde, che da oggi in poi potranno servire come esempio per altre realtà. PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) è una certificazione internazionale applicata alle foreste e consolidata in 57 Paesi. La nostra idea iniziale, dunque, era attestare il lavoro fatto sui nostri boschi. Facendo tesoro delle prassi gestionali che abbiamo messo a punto negli anni, però, ci siamo accorti che poteva aprirsi una nuova strada, ovvero certificare i parchi metropolitani. Così, oltre le foreste, è stato analizzato un sistema complesso fatto anche di prati, campi sportivi, aree gioco, sistemi d’acqua. Lavorando insieme con PEFC sono stati definiti obiettivi espliciti, verificabili e replicabili e abbiamo ottenuto da enti terzi – CSQA e CSI – il riconoscimento per la gestione orientata alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica di 443 ettari sul totale di quasi 950 della superficie del Parco.
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Fonte: Elle Decor.it